Il concetto già espresso è semplice: se a Vertova si dice ciclismo si intende l’U.C. San Marco attiva sin dal 1966; tuttavia, già prima vi erano in paese appassionati di bici, obbligati però a rivolgersi ad altre realtà preesistenti.

Tra gli sportivi vertovesi di poco antecedenti al sodalizio e che ne assistettero quindi dall’esterno agli albori, un nome per tutti può essere quello di Mario Gualdi, indirizzato da un famigliare che ne era membro alla Dari-Mec (squadra milanese fondata da Mario Dagnoni, padre dell’ attuale presidente FCI) e con diverse affermazioni fra i dilettanti, anche a difesa dei colori italiani: spiccano gli ori nell’inseguimento a squadre al Campionato Nazionale del 1973 e nella crono a squadre ai Giochi del Mediterraneo del 1975.

A dire il vero però il legame fra il paese il ciclismo è molto più antico e, per testimoniarlo, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo di parecchi anni: siamo nel 1952 e alle Olimpiadi di Helsinki l’Italia vince l’oro nell’inseguimento a squadre su pista; è parte del quartetto anche Marino Morettini, primo bergamasco a fregiarsi del titolo olimpico; sebbene cresciuto a Caravaggio il pistard, che nell’ anno seguente vincerà anche i mondiali, era nato a Vertova nel 1931 prima che la famiglia migrasse verso la pianura .

Da oltre cinquant’anni, le vicende ciclistiche vertovesi sono comunque inevitabilmente legate al nome della San Marco e tanti sono i suoi tesserati che ne hanno ben difeso i colori: a partire dai tre fratelli Bisighini di Semonte, diversi sono i corridori che hanno dato vita a squadre capaci di brillare nel panorama provinciale e non solo. Eccezionale la rappresentativa formatasi a metà anni Settanta con Alessandro Paganessi che nel 1977 è dominatore assoluto fra gli Juniores, autore di ben quattordici trionfi, di cui sei consecutivi; da professionista, farà poi emozionare i suoi compaesani imponendosi in solitaria nella tappa dolomitica di Arabba al Giro del 1983.

Ad inizio anni Ottanta a mettersi in luce è Angelo Morettini; essendo però i ragazzi passati al professionismo ad inorgoglire maggiormente la società rappresentando l’apice del movimento, si può affermare che ai suoi successi nei dilettanti segue un periodo favoloso con nomi che non abbisognano di presentazioni dato che, a partire dal 1993, militeranno fra i professionisti: Paolo Lanfranchi, Giuseppe Guerini e il campione del mondo su strada 1990 fra i dilettanti Mirco Gualdi; poco dopo, ecco Paolo Savoldelli, il “falco” di Rovetta, che, dopo essersi formato in quel di Vertova, sarà addirittura capace di aggiudicarsi per due volte (2002 e 2005) la classifica generale del Giro d’Italia.

Altri crescono però assieme a loro tant’è che nel 1989 si contano ben 52 successi di corridori che vestono la casacca giallo-amaranto. A brillare nelle categorie giovanili ad inizio anni Novanta sono dapprima Romano Marcassoli e poi Oscar Borlini, Cristian Merelli, Simon Luca Merelli, Yemer Merelli; è quindi la volta di Massimo Guerini, Cristian Locatelli, Roberto Caccia che tengono alto il nome della San Marco prima e dopo il Duemila.

Il nuovo millennio si apre con i successi di Enrico Peruffo e dei suoi più giovani fratelli Daniele e Rossella Ratto, originari di Moncalieri in Piemonte ma trasferitisi a Colzate, tutti e tre arrivati poi al professionismo. Gli ultimi nomi che vanno ricordati, nella seconda metà del primo decennio, sono quelli di Gian Franco Zilioli e Pietro Andreoletti capaci di togliersi soddisfazioni anche nel proseguo della propria attività fra i dilettanti.

Impossibile citare tutti ma di certo tanti altri sono stati i protagonisti di vittorie. Exploit magari isolati ma indimenticabili all’interno del personale vissuto sportivo. Oppure brillanti serie di risultati fra Giovanissimi ed Esordienti ma non confermati quando difficoltà e pendenze aumentavano negli Allievi per un cambio di categoria dove serviva una marcia in più.. Tempo verbale purtroppo al passato dato che, come già detto, in organico alla San Marco, restano ora solo le rappresentative più giovani e non è pertanto più possibile assistere direttamente a tale salto qualitativo.

Passano i corridori, corrono i tempi ma rimangono impresse nella memoria di chi ne è stato partecipe le tante emozioni vissute. Un ringraziamento particolare va quindi a Giovanni Merelli che, dopo aver condiviso per anni crescita e successi di tutti questi ex ragazzi assieme al compianto fratello Pietro, è ora voce narrante dei molti ricordi a loro legati.

 

Luca Gualdi