Importanti e interessanti novità per il futuro della ciclovia del Serio nel tratto compreso fra Vertova e Casnigo: pubblico e privato sono uniti in un progetto culturale. Da un lato, per quanto concerne la ciclo-pedonale, Comunità Montana e Comuni di Vertova e Casnigo, dall’altro la famiglia Perani, il cui nome è legato all’ attività estrattiva e alla produzione di calce in media Valle Seriana, proprietaria del cascinale e del terreno che sorge sulla sinistra orografica del Serio.
Il progetto di una sorta di museo all’ aperto prende forma da un’ idea proprio degli eredi Perani, ottimamente rappresentati da Natalia Plisetska Perani, appassionata cultrice d’arte di livello internazionale ed organizzatrice di mostre ed eventi, che ci tiene a sottolineare quanto l’arte sia sempre stata punto di riferimento per la famiglia che nell’ immediato dopoguerra, in maniera anche un poco romantica, a fianco dell’attività lavorativa aveva istituito un premio per artisti sul tema minerario. La stessa famiglia ora intende donare alla Comunità Montana un ampio appezzamento posto in località Somnés, in prossimità della cascina omonima, comprendente l’ex miniera di lignite situata a ridosso della ciclovia con l’obiettivo di riqualificare l’area realizzando un parco socio-culturale dove ricordare l’attività svolta un tempo nelle cave e nelle vicine aree produttive.
I sindaci Orlando Gualdi e Enzo Poli e le amministrazioni comunali di Vertova e Casnigo hanno da subito sposato il progetto coinvolgendo la Comunità Montana Valle Seriana nella persona di Giampiero Calegari, suo presidente nonché sindaco di Gorno che, con il locale ecomuseo dedicato alle miniere rappresenta un validissimo modello da seguire e la cui visita ha rafforzato la voglia di realizzare qualcosa di simile anche lungo questo tratto di Serio.
Il primo cittadino di Vertova sottolinea quanto la nuova amministrazione voglia investire in materia di cultura convinta che sia valore aggiunto per i nostri piccoli paesi e che una comunità priva di essa è invece pure senza un futuro, specie in un momento come quello attuale in cui tante certezze assodate in passato paiono venute meno. Gli fa eco l’assessore alla cultura Cristina Bonfanti che ha quindi alacremente messo in moto la macchina organizzativa per un intervento che rappresenta un’ ottima opportunità, perfettamente in sintonia con la bonifica dell’area posta a fianco del canale: l’ ex – Do.Ma.De, altra proprietà Perani. In tale sito i materiali estratti nella cava del Ponte del Costone venivano lavorati per ricavarne calce e derivati da utilizzare poi in edilizia; ceduta ad un privato, è ora in fase di riqualificazione dopo l’abbattimento dei capannoni e della ciminiera avvenuto a fine 2020. All’ interno degli uffici erano presenti due strati di un affresco di sei metri raffiguranti l’attività estrattiva che, una volta restaurati, la famiglia Perani intende donare alle comunità di Casnigo e Vertova. Mentre l’ex-convento è già stato scelto dall’ amministrazione vertovese come luogo ideale di collocazione di tale lavoro pittorico, una ricostruzione della ciminiera, in dimensioni ovviamente ridotte ma con mattoni recuperati dall’originale, dovrebbe trovare posto nel nuovo spazio culturale en-plain-air al fianco del quale sarà inoltre disponibile parte della Cascina Somnés per una piccola sezione di museo permanente al coperto che, unitamente a tutto il progetto ancora da strutturare avrà , come ciascuna parte tiene a porre in evidenza, lo scopo di tramandare alle nuove generazioni la storia e la memoria di un’operosità passata.
Ogni opera artistica che sarà inserita dovrà pertanto essere in primis ricordo di giorni trascorsi che le giovani generazioni probabilmente neppure si immaginano mentre oggi transitano a fianco di quello che magari, nel secolo scorso, è stato luogo non solo di lavoro e sacrifici ma anche di formazione per tanti loro nonni o bisnonni. Risvegliare questi ricordi, testimonianze di un passato che ha avuto per protagonisti uomini, nostri antenati, per cui quell’ attività lavorativa ha rappresentato un pezzo di storia personale, è l’obiettivo ambizioso che ci si pone con questo intervento.
Pochi ad esempio sanno che “Do” sta per dolomia, “Ma” per magnesio, “De” per derivati; è solo una delle tante informazioni, reminescenze di un passato non remoto e che può restare attuale a patto che le stesse non vadano mai perse ma tramandate, operazione da fare di pari passo con la realizzazione del progetto.

LG