Il monte Cornagera, che con le sue guglie calcaree domina dapprima Amora di Aviatico e poi la Valle Albina, con Bondo Petello e il centro di Albino nel fondovalle, è una delle mete più apprezzate dagli escursionisti seriani, in particolare provenienti da Albino e dalla Media Valle; infatti, lo possono raggiungere tramite alcuni facili, accessibili e non impegnativi sentieri, partendo da Albino o da Rova di Gazzaniga. Fin qui la normalità alpinistica, per quella che è definita la “Grignetta Bergamasca”. Ma da alcuni giorni risplende di nuovi riflessi, belli ed emozionanti, quelli offerti dalla grande “Croce”, realizzata dal Comune di Aviatico, insieme al Gruppo Alpini di Aviatico e Selvino.

La sua benedizione, impartita dal parroco di Selvino don Franco Cortinovis, è avvenuta 25 maggio, alle 20.30. Dapprima, la “Croce” è stata illuminata, perché tutti la potessero vedere; mentre alcuni giorni fa è stata portata in volo in elicottero dal campo sportivo di Aviatico sulla cima del Monte Cornagera, per essere installata. A breve, verrà montato un impianto di pannelli solari, per permettere la sua autonoma illuminazione notturna.

Il progetto è semplice. Come è avvenuto per altre “croci” sistemate sulle cime dei monti, il “progetto Croce” è nato dalla volontà di alcuni volontari, in primis gli alpini, che, unitamente all’impegno di tutta la comunità, hanno raccolto i fondi necessari per la sua realizzazione. Pertanto, un’opera voluta e promossa dalla gente di Aviatico e dell’Altopiano.

La “Croce”, alta 7 metri, è stata installata in quota, a 1.312 metri d’altezza, in modo da essere visibile anche da lontano, in particolare da tutti i centri dell’Altopiano, in linea con le tradizioni montane della Bergamasca.

Ora, non resta che andare a vederla, toccarla, magari lasciarci una frase-ricordo o un fiore. Per arrivarci è semplice. Due le “strade” che si propongono. La prima prende il via da Selvino, prosegue in direzione di Aviatico e, raggiunta la località Cantul, si innesta in via Cornagera. Poco dopo si imbocca un sentiero che, con un primo tratto decisamente ripido, si inoltra nel bosco, lungo la segnavia n.537. In una trentina di minuti ci si ritrova ai piedi di un ghiaione da dove si notano, poco sopra, i bianchi e calcarei torrioni della Cornagera (il cui nome unisce le due parole «corna» (roccia, rilievo roccioso) e «gera» (ghiaia). Si tratta di un ambiente decisamente suggestivo che alterna canaloni a intricati percorsi, quasi labirinti, piccoli canyon. Il luogo è noto anche come palestra di arrampicata, e non è inusuale scorgere alpinisti che risalgono diverse “vie” sui tanti pinnacoli.

Il panorama è fantastico: sulla Val Seriana e l’Altopiano di Selvino-Aviatico, nonché su alcune delle principali cime delle Orobie, fra le quali, l’Alben, l’Arera, il Coca, la Presolana, e in lontananza è facile scorgere anche il Monte Rosa.

La seconda “strada” parte invece dalla Media Valle, esattamente da Rova di Gazzaniga, a destra della chiesetta in piazza S.Mauro. E’ il segnavia n°521 che, attraversata la parte alta della frazione, sale zigzagando lungo la valle Squadrù, quindi piega a sinistra e sale in località Cuca. A seguire, a destra, raggiunge la baita Pradelada; e da qui, sale lungo un tratto piuttosto ripido sulla costa del monte Ganda, per poi piegare a sinistra e raggiungere Ganda. Si riparte, dopo una visita alla bella chiesetta, e si sale verso il Monte Poieto, costeggiando l’Osservatorio Astronomico delle Prealpi Orobiche. Si giunge poi a un bivio, dove il sentiero 521 si stacca a sinistra dal n°522 e, in breve, arriva in vista dei torrioni della Cornagera. Girando a destra, si raggiunge un vallone assai suggestivo, denominato “labirinto”, lo si percorre, si gira a sinistra e, salendo lungo facili roccette, si arriva presto in vetta alla Cornagera.

 

Luisa Pezzotta