Là, ad Abbazia, in via Lunga 36, in Valle del Lujo, al di là del torrente Lujo (basta superare un ponticello), nell’azienda agricola “Ca’ del Stongia”, moderna e funzionale, ben inserita nel contesto ambientale, Alessandro Breda è all’opera nella stalla: governa 70 capre di razza Saanen, tutti i giorni, dalla mattina alla sera. E’ un giovane allevatore, ha solo 27 anni, ma già con una lunga “carriera” alle spalle. “Merito di mio nonno Mario “Stongia” – spiega Alessandro Breda – Fin da piccolo ero sempre con lui, d’estate, sul Monte di Altino, fra le mucche e alcune caprette. E’ lì che è nata la mia passione per gli animali, per l’agricoltura e l’allevamento. In particolare per le capre. Ma serve anche studiare, e così ho frequentato l’istituto Agrario, a Bergamo, dove ho imparato tante nozioni. Dalla passione al lavoro il passo è stato breve. Ho avviato l’attività nel 2010, dapprima portando le mie capre su un terreno a Dossello, poi in località Plazza e, dal 2014, qui ad Abbazia. Oltre all’allevamento di capre da latte, anche l’annesso caseificio. Pertanto, ho dovuto impegnarmi fortemente. E, per fare le cose bene, ho costruito la nuova stalla, moderna, attrezzata, a norma di legge. Una realtà, peraltro, che sta andando bene, si sta sviluppando, nonostante le tante scartoffie burocratiche che sembrano frenare anche le più meritevoli delle iniziative. Col tempo è maturata l’esperienza, ho affinato le conoscenze e migliorato e diversificato le lavorazioni casearie”.
La produzione dell’azienda agricola “Ca’ del Stongia” annovera al banco dello spaccio, annesso alla stalla: caprini freschi e stagionati, tomini, crescenze, stracchini di capra, formaggelle di capra, caprini “a crosta fiorita”, caprini “neri” rivestiti di carbone vegetale, ricotta, yogurt e un formaggio “tipo Bitto” (misto capra-vacca). Vendita diretta, quindi, con spaccio aperto tutto il giorno. Nella sua attività, Alessandro è aiutato da papà Maurizio e da mamma Gloria, oltre che dalla sua compagna Sara, quando può.
Grande passione, grande determinazione: due aspetti che si leggono nel suo sorriso, fresco e simpatico, e nei suoi occhi vispi e attenti. “A me piace questo lavoro – continua Alessandro – Rispetto ad altre persone in valle che allevano animali per hobby o per sostituire i genitori ormai in pensione e anziani, io sono l’unico allevatore della Valle del Lujo che vive di allevamento: è il mio lavoro, il mio reddito, la mia vita. Non guardo i sacrifici, le tante ore passate a governare gli animali, a tagliare e raccogliere il fieno, a pulire la stalla. Sono tante, comunque, le soddisfazioni che mi dà questo lavoro”.
A proposito di soddisfazioni. Lo scorso 19 giugno, a Cascina Cuccagna, a Milano, Alessandro Breda è stato premiato con tre importanti riconoscimenti. Merito di tre prodotti con i quali ha partecipato al 12° concorso caseario “All’ombra della Madonnina”, organizzato da ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi).
Un contest di livello internazionale: presenti in lizza oltre 230 formaggi e latticini caprini e 40 yogurt, provenienti da tutta Italia, ma anche da Croazia e Giappone, giudicati da oltre 50 esperti ONAF
Il concorso ha consegnato targhe di Eccellenza e di Qualità ai migliori prodotti in gara. Ebbene, Alessandro Breda si è presentato con cinque prodotti, e ben tre di questi sono stati premiati: premio “eccellenza” (categoria ricotta) con la ricotta di caprino; premio “qualità” (categoria “cacio-ricotta e primosale”) con la crescenza; premio “qualità” (categoria “formaggio fresco a coagulazione lattica non aromatizzato”) con il tronchetto fresco.
“E pensare che non sapevo di questo concorso – aggiunge Alessandro Breda – E’ stata un’amica che mi ha detto di iscrivermi. Così, il 6 e 7 maggio sono andato a Milano e ho consegnato i miei prodotti. Poi, la comunicazione dei tre premi. Bellissimo, vuol dire che il lavoro fatto bene alla fine paga”.
La vita di Alessandro è completamente assorbita dalle incombenze della sua azienda, scandita da ritmi che forse non tutti riescono a immaginare e sottoposta a sacrifici che nella nostra società non tutti sono pronti ad accettare. Sveglia alle 5.15, per mungere le mucche (7 capi), a mano; poi, bisogna far mangiare i vitelli (5 capi) e i maiali (4 capi); quindi, mungitura delle capre, dodici alla volta, in sala-mungitura. Al mattino, la lavorazione dei formaggi; a volte, la partecipazione ai mercati (“Mercato Agricolo e non solo” di Albino) e alle sagre. Alla sera, nuova mungitura delle capre e lavorazioni lattiche.
“Tanto lavoro, ma le soddisfazioni non mancano – prosegue Alessandro Breda – Il 70% dei prodotti li vendo in azienda e i clienti, prevalentemente bergamaschi, tornano a trovarmi. Certo, se potessi dedicarmi solo all’allevamento sarebbe più semplice, ma le aziende come la mia devono occuparsi di tutto, dal pascolo alla vendita dei prodotti, e la distribuzione richiede uno sforzo organizzativo in più”
E quali sono i progetti per il futuro? “A livello di azienda, il miglioramento gestionale e la diversificazione dei prodotti – conclude Alessandro Breda – Quindi, il miglioramento del packaging, cioè il confezionamento. Il mio sogno nel cassetto è implementare l’azienda agricola e realizzare un agriturismo con 20 posti letto”.

Tiziano Piazza