A Trescore Balneario, il teatro atterra in luoghi insoliti. Merito di “ET Extra Teatro”, una rassegna teatrale promossa dall’assessorato alla Cultura e dalla compagnia “Qui e Ora Residenza Teatrale”, all’interno del progetto “Coltivare Cultura”, con il contributo di Fondazione Cariplo.

Una rassegna non fine a se stessa, ma inserita in un progetto, quello appunto di “Coltivare Cultura”, per un avvicinamento di nuovo pubblico alla cultura. La cultura per fare comunità. Una cultura e un teatro che parlano al cuore delle persone, tramite atti semplici e totali, che offrono visioni e punti di vista particolari. Una cultura che costruisce incontri, vive nel tessuto profondo della comunità che la accoglie, invade il territorio, abita le case e la vita quotidiana, stringe relazioni con le persone e le loro storie. Una cultura fatta di cibo e storie, fatta di memorie e incursioni nel contemporaneo, una cultura viva, che impatta con le persone e si nutre dei loro desideri e bisogni, per restituire momenti di piacere condiviso, di commensalità, di socialità. Per fare dello spazio culturale una casa comune.

Due i prossimi appuntamenti estivi. Il 30 giugno, presso un’abitazione privata, si terrà “Eva, diario di una costola”, di Rita Pelusio, comica che tutti riconoscono a Zelig: uno spettacolo divertente e irriverente, che propone una riflessione sottile ed elegante sull’universo femminile contemporaneo nei suoi caratteri più molteplici ed entro un arco generazionale capace di cogliere i sentimenti sia della giovane adolescente trasgressiva sia dell’anziana donna innamorata.

Ma è l’appuntamento del prossimo 21 luglio che nutre grandi attese. Presso gli spazi aperti delle Fattorie Suardi, infatti, saranno in scena le attrici di “Qui e Ora Residenza Teatrale”, con il nuovo spettacolo “My Place – Il corpo e la casa”, con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, per la regia di Silvia Gribaudi.

In scena tre donne, tre corpi autentici e senza censure, vestite come si sta vestite in casa: mutande e reggiseni; corpi diversi da quelli pubblicati tutti i giorni sulle copertine patinate dei magazine. Un racconto “fisico” sulla casa, proiezione di sé e della propria anima. Quadri visivi e squarci di ironia del femminile, in cui le attrici abitano le proprie stanze come un vestito, sino a che il proprio corpo diviene casa.

La bellezza e la grandezza dello spettacolo è nei motivi che sottende. “Qui e Ora Residenza Teatrale” si occupa di una cultura concreta. Una cultura che penetra nel quotidiano, nel vissuto delle persone, nelle relazioni che si instaurano tutti i giorni fra le quattro mura domestiche. Come a costruire un romanzo di formazione di quello che capita nell’oggi, fatto di stralci di vita, di voci sole, di storie piccole e fragili, di bellezze inaspettate, di immagini visionarie. Contaminare e meticciare il teatro con la vita, sporcarsi le mani con il presente, dare forza alle contraddizioni.

Le relazioni umane e i luoghi insoliti sono due dei motori artistici di “Qui e Ora Residenza Teatrale”. Incontrare le persone, intervistarle, conoscerle, condividere immaginari e fare del quotidiano atto e visione artistica. Sperimentare teatro e forme artistiche in luoghi diversi da quelli deputati al teatro, come appunto una casa privata o una villa, per riscoprire il senso di comunità e arte che ogni territorio esprime.

Le serate teatrali saranno accompagnate da un aperitivo.

 

Ti.Pi.