Tempi duri per chi abbandona i rifiuti sul territorio in modo abusivo. L’amministrazione comunale ha lanciato un’offensiva di grande portata contro i “furbetti del sacchetto”: infatti, oltre ad aver posizionato sul territorio le “foto-trappole” (almeno tre trasgressori sono stati “beccati”), dal 1° gennaio scorso ha fatto partire il “piano multe”, con sanzioni molto più salate per chi abbandona i sacchetti per strada e per chi non esegue in modo corretto la raccolta differenziata.
Partiamo con la raccolta porta a porta dei rifiuti indifferenziati (frazione secca). Per le utenze domestiche, il secco dovrà essere conferito al servizio mediante apposito bidoncino rigido personalizzato e dotato di sistema di riconoscimento elettronico (microchip). All’interno del bidoncino i rifiuti non potranno essere sfusi, ma dovranno essere inseriti in un sacchetto di qualsiasi tipo purché trasparente. Per le utenze domestiche con pannolini, presidi sanitari (per esempio, pannoloni) e per le famiglie con cinque o più componenti è prevista la possibilità di ritirare un bidoncino aggiuntivo di 30-40 litri. In caso contrario, scatta automaticamente la multa. Rispetto allo scorso anno, le sanzioni sono molto più salate. Vediamo.
L’esposizione non conforme del rifiuto indifferenziato comporta l’applicazione di una sanzione pari a 300 euro per volumi fino a 70 litri (nel 2018 era 100 euro) e pari a 500 euro per volumi superiori ai 70 litri (lo scorso anno era 300 euro). E’ cura della Polizia Locale accertare la “proprietà” dei rifiuti abbandonati e determinare l’esatta sanzione da emettere. Per la cronaca, già alcuni indisciplinati sono stati “pizzicati”.
Sanzioni più pesanti anche per l’esposizione non conforme dei contenitori. Applicazione di una sanzione pari a 100 euro (lo scorso anno era 50 euro) per volumi fino a 70 litri e pari a 300 euro (nel 2018 era 150 euro) per volumi superiori. Anche in questo caso è cura della Polizia Locale accertare la “proprietà” dei rifiuti abbandonati e determinare l’esatta sanzione da emettere, passate almeno 24 ore dall’esposizione del rifiuto. Nello specifico, esporre la carta all’interno di contenitori rigidi a riuso, o impacchettate in cartoni usati o sacchi di carta a perdere; inoltre, esporre vetro e lattine nel contenitore rigido a riuso con capacità max. 40 litri; e inserire solo imballaggi e contenitori vuoti, senza liquidi o residui.
“L’attenzione è sempre alta – spiega l’assessore all’Ambiente Mara Rizzi – E teniamo sempre monitorate le aree colpite dal fenomeno dell’abbandono. Grazie anche alle segnalazioni dei cittadini e al posizionamento di alcune “foto trappole”, abbiamo potuto individuare alcuni incivili abbandonatori”.
Ovviamente, tutto questo è stato pensato e introdotto in funzione preventiva. Anche perché il Comune di Trescore si riconferma tra i Comuni più “ricicloni” della Bergamasca. Nella speciale classifica stilata da Legambiente, infatti, nel 2017 ha conquistato l’11^ posizione, mentre secondo la graduatoria ISPRA (Istituto Superiore Prevenzione Ricerca Ambiente) si installa al settimo posto, con l’89% di rifiuti differenziati.
“Ovviamente, il risultato è dovuto soprattutto alla grande sensibilità dei nostri cittadini (9.850 abitanti) – sottolinea l’assessore Rizzi – Le famiglie capiscono l’importanza di effettuare un corretto smaltimento dei rifiuti prodotti, al fine di diminuire la frazione secca (45 kg/ab), quella con i più alti costi, sia economici che ambientali, dovuti allo smaltimento. Nel 2018 abbiamo realizzato un “video documentario” su come devono essere differenziati i rifiuti ed abbiamo inoltre realizzato delle schede esemplificative su come devono essere conferiti. Poi, il coinvolgimento delle classi partecipanti alla “Giornata del verde pulito”, con un simpatico gioco finalizzato alla corretta suddivisione dei rifiuti, ci ha permesso di raggiungere ed intercettare anche i ragazzi delle scuole. Nel complesso, l’attenzione al problema rifiuti è sempre molto alta e attendiamo i dati riferiti al 2018 per capire se tutto il lavoro svolto fino ad ora ha prodotto buoni risultati”.

Mario Maffioletti