Terza edizione del “festival del teatro” a Comenduno

Nuova stagione artistica per l’Oratorio “Papa Giovanni Paolo II” di Comenduno. Anche quest’anno, infatti, gli “Amici del Teatro”, in collaborazione con la parrocchia di Cristo Re e il Centro Medico Polispecialistico “Papa Giovanni XXIII” di Albino, e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Albino, organizzano la terza edizione del “Festival del Teatro”, una serie di spettacoli teatrali, quattro per l’esattezza, che vedrà come “palcoscenico” privilegiato la sala della comunità “Mons. Pietro Gritti”, sempre alle 20.45.

 

Si parte sabato 24 gennaio con la compagnia teatrale di Bottanuco, che metterà in scena la commedia dialettale in tre atti di Guglielmo Esposito “L’aocàt dei VIP”. A seguire, sabato 7 febbraio la Compagnia Stabile “Il Teatro del Gioppino” di Zanica, che presenterà la commedia musicale in dialetto bergamasco “Le töt ü manicomio” di Fabrizio Dettamanti.

Cambio di registro sabato 21 febbraio: la compagnia teatrale “I Tiratarde de Trescur” sarà in scena con una commedia dialettale in tre atti di Fabrizio Dettamanti, dal titolo “La medesina miraculusa”.

Chiuderà la rassegna, sabato 7 marzo, la compagnia “Chillaert” di Pradalunga, che proporrà una rappresentazione teatrale in due atti, dal titolo “An va in malura”.

“Con questa 3^ edizione del “Festival del teatro” – spiega Angelo Mismetti – iniziamo il sesto anno di programmazione teatrale, dopo l’avvenuta ristrutturazione della vecchia sala cinematografica (ora, Sala della Comunità “Mons. Pietro Gritti”). In modo continuativo organizzeremo spettacoli a cadenza quindicinale, quasi sempre di sabato sera, partendo da fine gennaio e chiudendo la stagione agli inizi di maggio 2015, con la 5^ edizione del concorso canoro “Canta che ti passa”. Per la cronaca, la nostra programmazione comprende commedie dialettali, musical, spettacoli per bambini e famiglie, cabaret. Quest’anno, dunque, sarà ancora una stagione importante e impegnativa, e il gruppo “Amici del Teatro” trainato anche da Gianpaolo Gherardi, con la sapiente direzione del parroco don Diego Berzi, dovrà sudare le fatidiche “sette camicie” per offrire una degna programmazione. Ma la passione supera ogni cosa, anche le fatiche più dure”.

 

T.P.