La scorsa primavera è tornato a risplendere nel fondale del coro della chiesa parrocchiale di San Giorgio il polittico di Giovan Battista Moroni, raffigurante San Giorgio e gli altri santi, al termine del restauro eseguito da Andrea Lutti (di Paladina) e Sabrina Moschitta, direttamente nella sala consiliare del Credito Bergamasco, dove peraltro è stato esposto al pubblico nell’ottobre 2016, in occasione della mostra dedicata al Tiepolo, organizzata dalla Fondazione Creberg. Il restauro della cornice lignea del polittico, invece, è stato condotto da Leone Algisi.
Il polittico è diviso in sei scomparti e raffigura San Giorgio a cavallo mentre trafigge il drago con a fianco una nobildonna; nella cimasa è dipinta la Vergine con il Bambino in braccio, mentre ai due lati in basso sono raffigurati Sant’Alessandro e San Defendente, e in alto Santa Lucia e S. Apollonia. Le sei tele sono racchiuse dentro un’ancona lignea dorata, divisa in tre parti da quattro colonne.
L’opera commissionata dalla Fabbriceria Parrocchiale ed eseguita nel 1575, è fra le principali del pittore albinese Giovan Battista Moroni.
Il pessimo stato di conservazione del manufatto (perdita di porzioni di doratura e colore, parti in via di distacco, azione di insetti, alterazione degli strati protettivi), hanno obbligato ad effettuare interventi di restauro, come il fissaggio dei sollevamenti e delle parti a rischio di distacco, la pulitura dalle polveri, l’eliminazione dei depositi, il consolidamento della pellicola pittorica. Si è trattato di un restauro conservativo, in cui sono state eseguite anche integrazioni con foglia di oro zecchino solo nelle ricostruzioni in legno o resina.
I lavori di restauro, finanziati dalla Fondazione Credito Bergamasco, sotto la guida del segretario generale Angelo Piazzoli, sono stati eseguiti sotto la direzione di Laura Paola Gnaccolini, della Soprintendenza per i beni artistici di Milano.
Ora, finalmente, il polittico è stato riportato al suo antico splendore, per essere nuovamente ammirato nella chiesa parrocchiale di San Giorgio. Un bene prezioso, conservato con cura e a disposizione della comunità.