Tour del “Progetto Rifiuti Zero”

I rifiuti in Italia crescono più rapidamente del Prodotto Interno Lordo: dai dati Federambiente, emerge che la produzione di rifiuti urbani aumenta ogni anno. La causa principale di questa crescita è da addebitare all’aumento di modalità di consumo “usa e getta”. Ma la crescita annua, riguarda non solo i rifiuti urbani, ma anche i rifiuti speciali. Se agli urbani si sommano i rifiuti speciali, si superano abbondantemente i 100 milioni di tonnellate di rifiuti che complessivamente il nostro Paese produce ogni anno. Riguardo al settore degli inerti, si registra ancora un utilizzo indiscriminato di risorse naturali per l’edilizia in genere, con un prelievo superiore alla capacità di rinnovamento e una produzione di rifiuti maggiore della capacità di assorbimento degli impianti: la conseguenza è un rilascio di materiali da demolizione in discariche abusive disseminate ovunque. Vi è infine il settore dei beni durevoli, rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE) di cui non esistono dati certi di produzione, ma per i quali, a detta degli stessi operatori del settore, è prevedibile un trend di produzione in ascesa. Quindi i rifiuti — di qualsiasi natura essi siano — crescono ogni anno, anche a fronte della crisi economica in atto. Le strategie di prevenzione sono poche, poco diffuse e scarsamente efficaci.

Ma dietro l’angolo ecco un progetto che è destinato ad avere successo: il “Progetto Rifiuti Zero”. Non è una semplice campagna di sensibilizzazione, ma mira a trovare ed applicare delle soluzioni che rendano possibile il raggiungimento dell’obiettivo.

Un progetto che sottende tre obiettivi: spendere meno, non inquinare, creare posti di lavoro sostenibili. Come fare?

Tutte le informazioni in merito si possono avere, partecipando alla conferenza itinerante “Progetto Rifiuti Zero”, che fa tappa il 17 maggio, a Cene, nella sala consiliare, alle ore 20.30.

Sono invitati tutti i cittadini, ma soprattutto i rappresentanti delle amministrazioni della Valle Seriana.

In verità, non si tratta di un progetto basato su mere ipotesi. Numerose sperimentazioni in Italia dimostrano che: si può risparmiare fino al 90% sui costi di smaltimento; si possono creare nuovi posti di lavoro; si può azzerare l’inquinamento prodotto dagli inceneritori.

Gli obiettivi dell’incontro, quindi, sono: da una parte, spiegare il “Progetto Rifiuti Zero”, dall’altra, dimostrare la fattibilità pratica del progetto.

“Nel corso della conferenza – spiega il referente del progetto Federico Colombo – si darà conto del lavoro effettuato in collaborazione con il Centro Riciclo di Vedelago, in provincia di Treviso, presso il quale è possibile recarsi per verificare la bontà del progetto; inoltre, illustreremo l’analisi merceologica eseguita in quattro Comuni-campione della Bergamasca, di cui divulgheremo i risultati; ed evidenzieremo le differenze tra l’attuale metodo di gestione dei rifiuti rispetto a quello previsto dal “Progetto Rifiuti Zero”. Molte soluzioni esposte sono già una virtuosa realtà anche in Italia. Ad esempio, nel Comune di Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno, i rifiuti, di solito ritenuti un problema, si sono trasformati in una risorsa. Ovviamente, per raggiungere questi risultati è fondamentale la volontà politica dei Comuni e dei loro amministratori, così come l’interesse di tutti i cittadini attenti al loro benessere e alla loro salute”.

 

T.P.