Un concerto, dal carattere solidale, per sostenere l’attività missionaria di padre Damiano Puccini (la mamma era di Cene), sacerdote toscano che, incardinato nella Chiesa Maronita, svolge il suo ministero in Libano, dai quartieri degradati di Beirut ai campi dei profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq, Paesi devastati dalla guerra. Il concerto, dal titolo emblematico, “Un incontro, un dono”, è in programma sabato 15 settembre, alle 20.30, presso la chiesa della Madonna di Guadalupe, in vicolo Gambarelli, angolo via Mazzini, davanti al Municipio di Albino. Ad esibirsi sarà il gruppo vocale “Concentus musicae sacrae” di Milano, un quartetto vocale che affronta un repertorio che spazia dal canto gregoriano alla musica contemporanea rivolgendo una particolare attenzione ai brani di polifonia sacra rinascimentale e barocca. E’ composto da Marinella Fiumi (soprano), Emanuela Bacci (contralto), Umberto Colombo (basso) Marco Carrus (tenore). Alla direzione c’è il maestro Pierangelo Bizzarri, organista. Il programma di sala prevede brani vocali, con intermezzi strumentali, che vedono protagonisti lo stesso Pierangelo Bizzarri e il figlio Marco Lorenzo al flauto traverso e traversiere (flauto barocco).
A proporre il concerto è il gruppo di volontari “Amici di padre Damiano”.
Già incontrato dagli albinesi due anni fa, in occasione di una sua testimonianza a Vall’Alta, organizzata dal Gruppo Missionario, padre Damiano Puccini guida a Damour, in Libano, l’associazione di volontariato “Oui, pour la vie” (Sì, in favore della vita), che attraverso il perdono e la penitenza pratica una solidarietà concreta a 360 gradi: dai quartieri degradati di Beirut ai campi dei profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
Il Libano è da sempre un esempio di coabitazione pacifica tra le religioni, anche se è stato segnato da una guerra civile interconfessionale durata più di quindici anni. Dei quattro milioni di abitanti, i cristiani rappresentano un terzo della popolazione, mentre la maggioranza è di fede musulmana. Ai quattro milioni di abitanti si sono aggiunti negli ultimi anni più di un milione di profughi siriani (scacciati dalla loro terra sotto i colpi delle milizie del presidente Assad) e ultimamente anche iracheni, soprattutto cristiani, che cercano rifugio dalle persecuzioni, dalle devastazioni, dalle esecuzioni capitali di massa. Oggi più che mai è una “terra di rifugio”: ospita 2 milioni di profughi, di diversa etnia e diverso credo religioso.
L’impegno di padre Damiano e della sua associazione è quello di cercare di costruire percorsi di riconciliazione, ricostruendo sulle “macerie” (anche interiori) che le violenze hanno lasciato. La via principale è quella della carità e della solidarietà, aiutando le povertà con distribuzione di pasti e allestimento di una cucina.
“L’incontro con padre Damiano Puccini ci scalda i cuori – spiegano i volontari dell’associazione – Il nostro impegno è quello di sostenere l’acquisto degli alimenti per la cucina, per garantire due volte alla settimana i pasti agli sfollati dalla guerra in Siria”.

T.P.