Un convegno sulla questione defibrillatori

Dare un’informazione chiara e precisa ai gruppi sportivi dilettantistici del territorio della Val Seriana; verificare la posizione delle federazioni sportive in merito alle disposizioni di legge sulla materia; fare pressione sulle istituzioni (provincia di Bergamo, Asl, Regione Lombardia), affinché concorrano a coprire i costi necessari per l’acquisto degli strumenti “salva-vita” e per attivare i necessari corsi di formazione. Questi alcuni degli obiettivi che hanno animato il convegno “Decreto Legge n°158 del 13 settembre 2012 (Decreto Balduzzi): che fare?”, organizzato nello scorso mese di gennaio dall’assessore allo Sport del Comune di Albino Franco Petteni, in collaborazione con il Coni Bergamo, il CSI e i Comuni dell’”ambito della Media Valle Seriana, per conoscere quando e come le società sportive devono dotarsi dei defibrillatore sui campi di gioco o negli impianti sportivi, così come recita il Decreto Balduzzi, firmato il 26 aprile 2013.

Questo decreto, infatti, stabilisce che “le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”. Quando? Bella domanda.

“Da quel 26 aprile 2013 – ha spiegato l’assessore allo Sport di Albino Franco Petteni, aprendo i lavori del convegno, all’auditorium comunale di Albino – le società dilettantistiche avevano 30 mesi di tempo per adeguarsi, quindi la scadenza per rispettare la legge è ottobre 2015; le società professionistiche, invece, avevano solo sei mesi di tempo, quindi adesso avrebbero dovuto essere già tutte in regola. Invece, c’è un po’ di confusione”.

E proprio da qui sono partiti gli interventi dei partecipanti al convegno, che hanno analizzato soprattutto le lacune del decreto.

“Il Decreto Balduzzi è poco lungimirante – ha detto il presidente del CSI Vittorio Bosio – La legge è giusta in sé ma il legislatore non sembra conoscere appieno il mondo sportivo dilettantistico, che è fatto di molteplici attività, che vedono in campo una presenza quasi esclusiva di volontari, che già fanno molto a livello di promozione e divulgazione dello sport. Le principali lacune del decreto riguardano la titolarità di chi acquista gli strumenti (DAE), i modi del loro posizionamento negli impianti e fuori, ma soprattutto la responsabilità di chi li utilizza. Una responsabilità soprattutto giuridica, che investe non medici, ma volontari, persone “laiche”, come dice il testo di legge”.

E gli interventi del pubblico hanno richiamato soprattutto la responsabilità giuridica degli utilizzatori dei defibrillatori.

“Stiamo attenti a come ci muoviamo – ha aggiunto il delegato del CONI Bergamo Giuseppe Pezzoli – Come mi ha più volte riferito il dott. Federico Merisi, medico del CONI e nostro membro del comitato tecnico, certamente è giusto dotarsi degli strumenti “salvavita” che impone la legge, ma ora bisogna ragionare sulla necessità della formazione delle persone che poi saranno addette all’utilizzo dei defibrillatori. Prima di acquistare gli strumenti è meglio formare chi li andrà ad utilizzare, perché non è vero che non ci sono responsabilità giuridiche”.

“Nel decreto non è ben specificato l’aspetto giuridico – ha continuato l’assessore Petteni – E’ necessario avere informazioni più precise per salvaguardare il mondo sportivo dilettantistico. Chi ha maggiore responsabilità è chi acquista lo strumento, in prevalenza Comuni, parrocchie e società sportive private: questi, poi, sono responsabili della sua corretta gestione e manutenzione, affinché sia sempre in ordine nel caso in cui si debba utilizzare”.

Il convegno, che ha visto anche l’intervento del cardiologo dottor Angelo Casari (ha parlato anche della necessità di un pronto ed indispensabile massaggio cardiaco, appena dopo l’incidente), ha dato appuntamento a breve, in primavera: in programma un incontro fra assessori allo Sport e amministratori dei Comuni dell’Ambito Val Seriana, per studiare una comune metodologia che garantisca in tutti gli impianti comunali della zona la presenza del defibrillatore. A corredo, il CONI Bergamo e il CSI si sono impegnati a delineare delle linee-guida di comportamento da far seguire alle società sportive, circa i tempi e i modi per organizzare i necessari corsi di formazione.

 

Ti. Pi.