Quanti morti custodisce il cimitero di Gazzaniga? Lo so che può sembrare macabro il tema di questo articolo (attenti, però, la morte fa parte della vita…), ma io sono sempre stato curioso. Curioso di tutto, anche di sapere quanti defunti riposano in un cimitero e, per l’esattezza, quello di Gazzaniga.
In un primo tempo avevo ipotizzato un numero di circa 3-4000, calcolando ad occhio quante tombe e quanti loculi riesco ad osservare mentre vado a fare visita ai defunti. Ma poi ho fatto i conti più accuratamente. A Gazzaniga, nel 2018, sono stati celebrati 71 funerali, mentre la media annuale è di circa 60-70. Ma gli ultimi anni sono stati anni “eccezionali”, dapprima per l’aumento del numero dei cittadini, poi per l’invecchiamento della popolazione. Quindi, se moltiplico il numero di anni trascorsi dalla edificazione del cimitero, dal 1929 ad oggi 2019 sono novanta anni esatti, con una media stimata di 55 decessi annui si ottiene la rilevante cifra di 4950 defunti. E questa stima include quanti sono tumulati nell’ossario comune dopo essere stati riesumati per decorso dei termini, ma le cui foto compaiono ancora sulle tombe assieme ai parenti più recentemente scomparsi. Un gran numero, molto vicino agli attuali abitanti di Gazzaniga. Insomma, un paese in un altro paese!
Ma questo numero è frutto di conteggi e statistiche empiriche, “spannometriche”. Allora, mi sono recato presso il cimitero ed ho contato personalmente, uno per uno tutti i loculi, tutte le tombe e tutte le cappelle (dove peraltro riposano anche intere famiglie) ed ho ottenuto il numero di 4450, che ho arrotondato a 5000 per effetto delle tumulazioni multiple come detto sopra.
Si può quindi asserire che in 90 anni, a Gazzaniga, ci sono stati tanti morti quanti abitanti ci sono attualmente in paese. Un dato curioso e originale. Cittadini più o meno noti, più o meno famosi, ma tutti meritevoli di pari dignità, in quanto tutti a modo loro hanno contribuito a scrivere la storia del nostro paese. E per questo non vanno dimenticati!
E, in verità, non sono pochi coloro che quotidianamente si recano al cimitero. Del resto, è un luogo molto caro alla popolazione, rappresenta uno spazio d’incontro significativo nell’ambito della comunità locale, molto frequentato e, pertanto, oggetto di interventi periodici di manutenzione, per renderlo sempre più funzionale e accessibile, ma anche pulito e gradevole. Ma, a ben vedere è anche un luogo dove sono presenti importanti opere d’arte, a cominciare per esempio dalla sua architettura, in certi casi veramente pregevole.
Il nuovo cimitero di Gazzaniga, come detto sopra, è stato terminato nel 1929. Prima esisteva il vecchio cimitero che serviva anche Fiorano al Serio, frutto dell’Editto Napoleonico di Saint Cloud del 1804, e costruito al confine tra i due Comuni in fondo alla cosiddetta “strada dei morti”, ora via Don Seghezzi. Questo, dal 1958, è diventato Parco delle Rimembranze di Gazzaniga, a ricordo dei defunti in guerra. Il monumento del parco, dal 1966, si è arricchito di tre grandi bassorilievi in bronzo dello scultore cittadino Nello Agogeri, che raffigurano i “Caduti sulla terra, sul mare e nell’aria” e termina con il bel mausoleo Briolini che svetta per il suo stile neogotico ricco di pinnacoli, fregi, sculture e il colore chiaro dei marmi con fasce nere. Poi, verso gli anni ’60, Fiorano al Serio ha eretto un proprio cimitero, autonomo, in un’area a sud del paese, vicino al fiume Serio, ma ancora al confine con Gazzaniga. Da allora, oltre alla tumulazione dei defunti del Comune, progressivamente sono state traslocate anche le salme che ancora erano presenti nel vecchio cimitero che serviva i due Comuni, ma afferenti a Fiorano al Serio.
Il nuovo cimitero di Gazzaniga si estende su circa 10.000 mq. e si può ben definire “monumentale”, per l’imponente ingresso costruito in pietra “Ceppo di Poltragno” e per lo sviluppo armonico dei terrazzamenti e dei vialetti posti su più livelli. Vi si accede attraverso una gradinata in pietra di Sarnico tra quattro grandi colonne che separano le tre arcate d’ingresso. Quella centrale più ampia e quelle laterali leggermente più piccole, in tipico stile impero. Il cimitero si presenta impostato su più quote con imponenti muri perimetrali in blocchi a vista di calcare nero locale rinforzati da contrafforti verso occidente. Nella parte più alta dimora l’antica chiesa o Oratorio di San Carlo del 1600 con il portale d’entrata sagomato, in marmo grigio di Cene, unico esempio di vero “marmo” in senso scientifico (pietra metamorfica) presente in tutta la Valle Seriana e estratto fino al secolo scorso.
La pala dell’altare, purtroppo molto deteriorata, è attribuita al grande pittore bergamasco seicentesco Sebastiano Cima, celebrato a Bergamo lo scorso anno con una mostra. Di questo importante pittore esiste anche un altro quadro, ad Orezzo, nella casa parrocchiale, ed una parte, raffigurante le anime purganti, a completamento del quadro di Angelo Orelli, nell’altare dell’Addolorata, situato nella chiesa parrocchiale di Gazzaniga. A fianco della chiesa, si erge il campanile in pietra locale a vista. Anticamente doveva costituire una sorta di torre di avvistamento inserita in una fortilizio, in quanto ancora oggi la toponomastica del luogo lo definisce: “Colle del castello” (La torre medievale, peraltro, è molto simile alla torre del castello di Gromo e a quello di Ranzanico: pianta quadrata, tozza, con gli spioventi del tetto ribassati e con piccole aperture in sommità).
Tutto intorno alla chiesa sono stati costruiti i loculi e sul terreno pianeggiante le tombe. Analoga conformazione si presenta nella parte più bassa, a cui si accede tramite alcune scalette.
Un luogo della memoria, il cimitero, un luogo di culto e di preghiera, un luogo dove dimorano tanti cittadini, che hanno contribuito a scrivere importanti pagine della storia del paese… tanti defunti quasi quanti gli attuali abitanti del Comune di Gazzaniga.

Angelo Ghisetti