Un evento a carattere provinciale

 

Gira e rigira, alla fine si casca sempre lì. A Casale, in Valle del Lujo. Non c’è inverno senza “biligòcc”. Non c’è programma turistico-ricreativo senza la “Sagra dei Biligòcc”. Ben lo sanno in Regione Lombardia o nella redazione di Bergamo Avvenimenti, che già da mesi presentano la sagra come una delle manifestazioni più importanti dell’inverno bergamasco, creando così aspettative fra i bergamaschi, che in tanti sono soliti salire la Valle del Lujo per gustare i “biligòcc”. Certo, lo sanno anche gli albinesi, ma siccome è così famosa e conclamata non gli danno ormai più peso: ormai la “Sagra dei Biligòcc” è una festa che fa parte della routine festaiola invernale, si sa che è in calendario a cavallo fra gennaio e febbraio, fa parte della tradizione albinese, e quindi quasi ci si meraviglia a vederla esaltata sulle ribalte provinciali e regionali.

 

In verità, è una grande festa, perché va al di là dell’aspetto puramente ricreativo, perché riguadagna ogni volta valenze storiche, di recupero degli usi e dei costumi della comunità lujense, che aveva la castagna quale prodotto più importante della sua alimentazione quotidiana. Quindi, “biligòcc” come elemento di richiamo delle radici contadine, delle tradizioni di valle.

Ebbene, tutto secondo copione. Domenica 31 gennaio è tempo di “Sagra dei Biligòcc”: una sagra “antica”, che quest’anno festeggia la sua ventisettesima (27!) edizione, a dimostrazione che sono tanti anni che la castagna viene esaltata e portata agli onori delle cronache dai volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale” e della Parrocchia del Sacro Cuore. Soprattutto per loro è una grande festa, un’occasione per mettere in vetrina Casale, presentando la castagna nella sua più particolare mutazione, il “biligòcc”.

Si tratta di castagne che, nelle scorse settimane, al freddo dell’inverno, sono state rese secche e affumicate sopra i “secadùr” (affumicatoi) di legno. Quindi, qualche giorno prima della sagra, sono state immerse in grandi “caldere” di acqua calda, per essere ammorbidite. E’ questo il “passaggio” che caratterizza i “biligòcc” di Casale e della Valle del Lujo dalle castagne soltanto secche e affumicate che spesso si trovano sulle bancarelle di Bergamo, Treviglio o San Paolo d’Argon (sagra di San Mauro: 14 gennaio). I “biligòcc” sono resi morbidi con la bollitura, diventando come una “caramella mou”, seguendo un procedimento semplice, ma rigoroso.

Da preferire nell’acquisto sono naturalmente i “biligòcc” prodotti dai volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale”, che saranno presenti sul sagrato della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore con appositi banchetti di vendita, chiaramente visibili al pubblico. Insieme ai “biligòcc”, saranno proposte anche farina di castagne, “mondine”, caldarroste, castagne secche, torte di castagne.

Le bancarelle per la vendita dei “biligòcc” apriranno i battenti alle 9 del mattino; inoltre, sul sagrato della chiesa, verrà realizzata una mostra della castagna, con la presentazione dei tanti modi di utilizzo delle castagne: la “caldèra” per la bollitura dei “biligòcc”, la stufa per le castagne “bollite” e i bracieri per le caldarroste; quindi, un’esposizione di attrezzi e arnesi necessari per la raccolta e il trasporto delle castagne, la divisione delle diverse pezzature e la conservazione. Previsti anche alcuni recinti con animali da allevamento: capre, pecore, agnellini, per la gioia dei bambini. E ancora tante bancarelle con prodotti tipici locali: formaggi, salumi, vino, frutta, verdura, miele.

Dalle 10, visite guidate al “Museo Etnografico Valle del Lujo”, aperto, in via straordinaria, per tutta la durata della festa. Previsto anche un concerto di suonatori di baghèt, la tipica cornamusa bergamasca.

 

G.C.