Un grande evento al Convento della Ripa: l’Odin Teatret, ovvero il teatro leggendario

La bellezza è un dono degli dei e qualcuno ritiene che basti a se stessa. Quando viene dal passato possiamo solo ringraziare chi ce l’abbia lasciata in eredità facendocene dono. Una chiesa, un castello, una piazza diventano tracce forti capaci da sole di suggerirne la cura. E accanto al prenderci cura della nostra storia, insieme, teniamo viva quella della comunità. C’è il rischio tuttavia che la cura del passato si trasformi nella venerazione delle rovine, monumenti che perdono via via il loro carattere di testimonianza per concentrare energie e risorse nel culto della memoria. Allora il passato finisce per chiudersi nella celebrazione di sé. Bisogna invece che si impari dal passato la sua vitalità, la sua capacità di rinnovare le storie e di aprirsi al futuro.

 

Ad Albino c’è l’antico convento della Ripa che nel nome riunisce la capacità dei nostri padri di unire la storia, la geografia e la fede.  A una ripa scoscesa del Monte Rena, dalla metà del ‘400, sta attaccato un convento con due chiese, due perché grande era la devozione popolare che ha voluto ricordare il miracolo della Madonna della Gamba.

Da qualche tempo alla Ripa ci si prende cura di questo bene per riportarlo nel traffico della vita vissuta e per farlo tornare al suo ruolo antico di spazio vitale che un’intera comunità ha frequentato per secoli e per la quale il convento è stato allora un buon punto di riferimento: una sosta accogliente per il riposo dei viandanti, uno spazio di misericordia dello spirito, un luogo della produzione collettiva, un mondo di prospettive educative. E’ un’intera economia che per secoli si è raccolta intorno al convento e oggi occorre far ripartire quella vitalità, quel sistema di scambi e di relazioni così importante un tempo. L’idea è di fare un passo indietro per farne due avanti così da riprendere forza e coraggio per nuove imprese, nuovi dialoghi, nuove intese. Per questo è nato nel convento un Centro di studio e di formazione sulla differenza: Diaforà.

L’Associazione Diaforà ha lavorato negli anni per ripristinare il ruolo di centro culturale che il convento ha mantenuto per secoli assicurando una casa dove l’arte e la cultura possano sperimentare nuove figure e linguaggi aperti alla nostra contemporaneità. Il convento si presta come luogo un po’ riparato dalle logiche del mercato e dei consumi, attento a ripensare ciò che oggi è l’“umano”.

Tra i linguaggi artistici che si interrogano su questo tema spicca il teatro, soprattutto quando il teatro si ricorda del suo compito originario, la rappresentazione della comunità umana e i rapporti profondi che si esprimono anzitutto nella dimensione del sacro e nella forma del rito, quel fenomeno delle origini donde sono emerse tutte le parole e con esse l’umano. L’indagine e il confronto tra i linguaggi, l’attenzione al dispiegarsi delle culture e dei saperi, delle credenze e delle opere, delle tradizioni nelle loro differenze, stanno nei programmi di Diaforà e su questa base è avvenuto l’incontro con Eugenio Barba, uno fra gli artisti che hanno profondamente segnato la storia del teatro del secondo Novecento.

Eugenio Barba arriverà ad Albino con l’Odin Teatret, il teatro leggendario fondato nel 1964, e presenteranno al Convento della Ripa quel che li ha resi famosi nel mondo, la capacità del loro teatro di coniugare l’aspetto artistico e quello pedagogico. L’Odin Teatret con l’Associazione Diaforà e il TTB Teatro Tascabile di Bergamo daranno vita alla nuova sessione dell’ISTA, l’International School of Theatre Antropology, una vera e propria Università del Teatro che accoglie nel Convento per dieci giorni studiosi e artisti di tutti i continenti per studiare l’alfabeto del danzatore-attore. Sessanta allievi da ogni parte del mondo sono stati scelti per partecipare al dialogo tra alcuni grandi del teatro mondiale (europeo, balinese, indiano e giapponese) che riflettono sul significato del gesto teatrale a partire dalle pratiche particolari, rivissute in sessioni collettive. Questo avverrà tra il 5 e il 17 aprile nel nostro territorio e la cosa non può che riempirci di soddisfazione.

Gli spettacoli, aperti al pubblico, si svolgeranno tutti ad Albino secondo il seguente calendario:

La vita Cronica” con Odin Teatret (Danimarca), 8-9-10-15 aprile ore 21.00, 16 aprile ore 17.00, presso l’Auditorium Comunale Benvenuto e Mario Cuminetti;

Yashima – La vittoria della vita” con Keiin Yoshimura e So Sugimura (Giappone), l’11 aprile ore 21.00 e il 16 aprile ore 15.00, presso la Chiesa San Bartolomeo;

Mahajan Pad – Il canto dell’Assolutocon Parvathy Baul (India) il 12 e il 16 aprile ore 21.00 presso la Chiesa San Bartolomeo.

(per info consultare il sito di Diaforà www.diaforà.info e per l’acquisto dei biglietti www.vivaticket.it ).

Il progetto gode del Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Albino ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Albino e il DeSidera Festival.