Un libro sul missionario in Cina padre Giuseppe Madaschi

La comunità di Vall’Alta fa memoria della sua storia. Quella vissuta da alcuni suoi abitanti, che hanno speso la propria vita all’estero, questa volta non come emigranti, ma come missionari.

 

E’ il caso di padre Giuseppe Madaschi (1884-1973), missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano in Cina, nella provincia dell’Henan Sud, dal 1908 al 1954, quando fu espulso dal governo comunista. Ben 46 anni di attività missionaria all’estero, impiegati per predicare il Vangelo e assistere i bisognosi, spinto da un carattere forte che gli fecero superare anche momenti drammatici e pericolosi: le conseguenze della rivolta dei Boxers, la guerra civile, il brigantaggio, le numerose carestie, il campo di internamento, il regime comunista, i processi popolari e poi l’espulsione dalla stessa Cina.

Padre Madaschi, insieme a molti suoi confratelli, visse sul campo queste esperienze, attraverso le missioni quotidiane, senza mai venire meno agli impegni che la Chiesa gli aveva affidato. Non fuggirono mai di fronte a tutte queste difficoltà; rimasero sul posto, nei loro distretti, insieme alle loro cristianità, insieme ai loro neofiti. Questa mirabile scelta costò la vita a 23 missionari che furono assassinati nella provincia del Henan durante la prima metà del secolo scorso: tra questi, sei erano confratelli di padre Madaschi.

Ebbene, la storia di padre Giuseppe Madaschi è diventata un libro, realizzato dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore di Vall’Alta e scritto dallo storico locale Marco Nodari, che lo ha conosciuto negli ultimi anni della sua vita. Intitolato: “Padre Giuseppe Madaschi”, un vallaltese missionario in Cina”, è una raccolta (500 pagine) di lettere, testimonianze, pagine di vita missionaria, cronache e vicende che raccontano la sua vita e ciò che accadde in Cina in quel periodo.

Il libro – spiega Marco Nodariè il risultato di un lavoro durato circa due anni, partendo da alcune lettere di padre Madaschi e continuando la ricerca nei vari archivi: dal PIME di Milano e Roma fino alla Croce Rossa Internazionale e l’YMCA di Ginevra. Queste due ultime mi hanno permesso, con documentazione inedita, di ricostruire anche il periodo d’internamento dei missionari in Cina e il rapporto fra il comunismo cinese e i cristiani (nel 1954, nella regione dell’Henan erano 170.000 e si contavano 10 Diocesi)”.

Nel libro vengono ricordati, con una breve biografia, altri tre confratelli, che hanno svolto il loro apostolato in Cina: don Leone Nani di Albino, don Pietro Carrara di Fiobbio e padre Edoardo Piccinini di Pradalunga.

Il libro (edizioni Sandit di Albino) è stato presentato domenica 18 ottobre, presso la sala parrocchiale, nell’ambito della Giornata Missionaria Mondiale, presenti il Missiologo e scrittore padre Angelo Lazzarotto, che ha scritto la prefazione; padre Giancarlo Politi, sinologo e scrittore; e padre Carlo Tinello, superiore regionale del PIME.

Così lo ha ricordato, nell’incontro, padre Angelo Lazzarotto: “Padre Madaschi era un uomo di fede, fede che aveva assorbito dalla famiglia e dalla sua comunità di Vall’Alta. E quando scoprì la bellezza dell’invito di Gesù: “Andate in tutto il mondo, e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15), non esitò ad abbandonare famiglia e patria per seguire Lui, fino al lontanissimo popolo cinese. Per tutta la vita. Aveva certo ragione il parroco don Lorenzo Cavagna affermando, nel saluto datogli nella chiesa parrocchiale il 13 settembre 1908: “Solo un carattere forte può essere capace di tanto”. Carattere forte lo era, ma fu l’amore a sostenerlo”.

S.S.