Un Missionario

 

Nel Romitorio della chiesetta della SS. Trinità d’Oltre Serio dal 1936 al 1970 umile custode abitava Don Pietro Carrara. D. Piero era nato a Fiobbio il 24 luglio 1888, da Bartolomeo e Elisabetta Capitanio. Aveva frequentato il seminario diocesano e il 17 dicembre 1910 fu ordinato Sacerdote da Mons Radini Tedeschi, assistito da D. Angelo Roncalli. Molto devoto della “Madonna del Miracolo”, una delle sue prime Messe la volle celebrare nel suo Santuario. Fu il secondo dei 5 sacerdoti nativi di Fiobbio: D. Tomaso, D. Piero, D. Andrea Carrara, D. Angelo Noris e D. Cornelio Carrara. Tra i suoi condiscepoli degni di nota: il Cardinale Gustavo Testa, il vescovo Benigno Carrara, Mons. Angelo Crivelli fondatore della Scuola di Musica Sacra di Bergamo, il Canonico Mons. Giambattista Zambetti prevosto di Desenzano, Mons. Traini rettore del Collegio di Valnegra, Mons. Pacchiani e D. Giovanni Canova cappellano del Santuario del Pianto. Dal 1910 al 1916 Don Piero fu curato a Comunnuovo e dal 1916 al 1921 curato a Vertova, dove lo raggiunse la chiamata alle armi, partì per l’Albania dove ricevette la medaglia di bronzo al valore militare. Nel 1921 entrò nel PIME, (Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano) dopo un periodo di preparazione partì per la Cina dove fu Padre Missionario Apostolico per 14 anni (1922- 1936) con il vescovo Flaminio Belotti e Padre Villa, ambedue partiti dal Seminario di Bergamo. P. Edoardo Piccinini da Pradalunga suo cugino, insieme fu Missionario Apostolico in Cina. I cinesi nella loro lingua chiamavano P. Pietro “Kjansenfù”. Nel 1936 a causa della salute malferma rientrò in diocesi. D. Tomaso primo parroco di Fiobbio  si interessò per averlo alla SS. Trinità; vi si stabilì volentieri essendo propenso alla solitudine e alla preghiera. Alla SS. Trinità venne varie volte il cardinale Gustavo Testa a rendere visita a Don Piero suo condiscepolo di Seminario. Tutti gli anni in ottobre il canonico Zambetti, lo invitava al Santuario nelle solennità dell’Apparizione a Desenzano, a concelebrare la Messa Solenne, a confessare i devoti e ad aiutare il Cappellano Custode nelle numerose “Scoperte” alla Madonna miracolosa. (Ogni anno al Santuario vi erano più di 4’600 Scoperte fatte su richiesta dei pellegrini che a piedi venivano da molto lontano, con molto disagio sulle strade impervie di allora). Con gli altri sacerdoti della Vicaria (allora di Albino), era invitato ai funerali nei paesi vicini. Per vari anni su richiesta della mamma Sara, fece un po’ di “doposcuola” alla ragazzina Morosini Pierina, ora Beata, ed al fratello. In una foto del 27 settembre 1953 lo vediamo a fianco del Vicario Generale Mons. Pietro Carrara (sede vacante) alla consacrazione delle campane della parrocchia di Desenzano. Dopo la sua morte nel 1970, riordinando le sue carte trovammo un articolo da lui scritto per “L’angolo del Missionario”, per una rivista del PIME sul culto della Madonna in Cina: Fin dai primi anni del mio arrivo in Cina, mi sono fatto premura di presentarmi a fare le mie devozioni di curiosità nei luoghi sacri dei cinesi. Fra la selva di divinità che popolano l’olimpo cinese provai molta meraviglia nel trovarne una dalle sembianze di una nobile matrona recante un bambino sulle ginocchia, mi fece una gioiosa impressione tanto di farmi subito pensare: qui ci deve essere la nostra Madonna. I cinesi chiamano questa loro divinità Koan-yng che tradotto vale per Mater Gratiae, Mater Misericordiae. Alcuni dottori (mandarini) cinesi hanno pronta una vita il cui fondo è levato tutto da un pezzo dalle vite delle nostre vergini e martiri dei primi secoli. Studiando un po’ la cosa, si trova che tutto ciò è avvenuto dopo l’incontro con la Religione Cristiana, sia Nestoriana nel settimo secolo, sia Cattolica nel secolo XIII°. La sua immagine è comune in tutte le famiglie; essa è pure chiamata: “La Santa Madre del Cielo”, ed è invocata con bellissime preghiere. Eccone una:“O Lume purissimo, o Sole di sapienza che penetra tutte le ombre, il cui raggio dissipa tutti i mali. Tu che illumini tutto il mondo intero, carità che copre tutti gli esseri come una nube protettrice, dolce rugiada, pioggia benefica. Tu che estingui gli odii e le discordie, Tu che dai la pace persino nelle battaglie, o Koan-yng che io abbia in Te tutta la mia fede, che io pensi in Te incessantemente. Tu si pura e si santa proteggimi nelle pene e nelle sofferenze, nei pericoli e nella morte. Aiutami a compiere i miei doveri, io Ti invoco prostrandomi innanzi a Te…”. Don Piero missionario in Cina, aveva trovato che la Madonna era arrivata molto tempo prima di lui. Le avevano cambiato nome e la veneravano sotto il titolo di Koan-yug che tradotto vale per Madre di grazia infinita, Madre d’infinita bontà. Dalla Cina alla SS. Trinità arrivavano ogni tanto lettere scritte in classico cinese con la firma di Liou Chian Hein suo catechista e cuoco, del seminarista Vincentius, che poi diedi a P. Lozza del PIME. Nel 1956 essendo stata profanata l’Eucarestia a Sorisole, il vescovo Adriano Bernareggi onde evitare in seguito simili gravi inconvenienti, ordina che in tutte le chiese sia rinforzato il tabernacolo dell’altare. Alla romita chiesetta della SS. Trinità d’Oltre Serio, Don Pietro Carrara applicando il decreto del vescovo, appaiono tra i calcinacci dietro l’altare dei meravigliosi affreschi. La Curia inviò Don Angelo Rota e questi grattando l’intonaco in altro sopra di essi, fece una scoperta interessante, un antichissimo affresco bizantineggiante del ‘300: Tre Persone della SS. Trinità “uguali e distinte” sedute davanti ad una mensa. Il Concilio di Trento definì gli affreschi del ‘300 di gusto ereticale e in seguito furono coperti con calcina. Il valente pittore Michele Frana da Gandino restaurandoli confermava che quelli sotto del ‘500 sono opera dei pittori Marinoni di Desenzano (che avevano una casa poco distante). Nel 1956 a condecorare la solennità  della SS. Trinità. venni con le ragazze di canto di Comenduno che cantarono la Messa dell’Oltrasi e il canto: “Adoro te devote latens Deitas”. L’anno seguente 1957 ci chiamò alla SS. Trinità per formare il piccolo Coro (con le 19 ragazze delle case sparse del luogo) che durò 13 anni, fino alla morte di Don Piero. Si incominciò con la Messa dell’Oltrasi, Cum Jubilo, Picchi, Cristo risusciti, e tutti gli anni si imparava una Messa… nuova. Ad insegnare ed accompagnare il canto salivamo noi alla domenica dopo il servizio d’organista a Comenduno. L’anno 1966 tra i primissimi in diocesi si cantò la Messa Vaticano II° in italiano, ed essendo d’obbligo l’Asperges, D. Piero tradusse il testo latino che poi noi musicammo, come tradusse i canti della Benedizione che si faceva alla domenica dopo la Messa. Il parroco di Fiobbio D. Antonio Pirovano, volle che gli insegnassi i canti del celebrante in italiano, fu una vera e fresca novità; destò grande meraviglia a tutta la popolazione, non avendo mai sentito una Messa in canto in italiano; complimenti a non finire a D. Piero, e sopratutto al parroco perchè era stato… bravo. Ogni mercoledì della settimana quando Don Piero in bicicletta, si recava a Comenduno a far visita alla sorella Bepa, non mancava mai di fermarsi a “troà la Madona dol Miracol” di cui portava filiale devozione. Dal 1650 al 1970 al “Romitorio” della SS. Trinità vi furono 34 Cappellani tra i quali il fondatore della cappellania Prè Carlo Bresciani, il canonico Federico Gambarelli, e il P. Leone Nani da Albino Missionario del PIME; l’ultimo cappellano (dal 1936 al 1970) fu Don Pietro Carrara . Noi essendo stati per 13 anni maestro del suo piccolo coro e organista della SS. Trinità, grati, abbiamo voluto ricordare l’umile e saggia figura di Don Piero Carrara nel 45° anniversario della sua morte.

 

Nellio Carrara

 

Degno di nota: Alla SS. Trinità alle ore otto nelle domeniche e solennità, la Messa e la Benedizione Eucaristica, perchè dato la distanza nessuno andava in parrocchia di Fiobbio. Don Piero essendo Curato, vi andava a piedi anche se il sentiero acciottolato era gelato e molte volte la schiena lo misurava per lungo e per … N. C.