Festeggiare il Natale con pane e salamella non sarà il massimo della tradizione, ma con un bel paiolo di vin brulè si rientra appieno nell’ortodossia bergamasca.
L’abbiamo festeggiato così, il Natale, alla Scuola S.Anna, come in una grande famiglia, una grande famiglia con al centro il chiostro del convento, per l’occasione addobbato a festa con luci e festoni. A dire il vero ha cambiato faccia l’intera scuola, in queste settimane: un nutrito gruppo di mamme ha dedicato tempo e creatività all’abbellimento di ingresso, vetrate e corridoi (tra fronzoli e ninnoli spiccavano le tante mani, simbolo della tematica dell’anno: do…mani) col risultato che all’Epifania sarà davvero dura dover rinunciare a tanta bellezza…
Il Natale, dicevamo: un po’ riunione di famiglia, un po’ festa di paese, un po’ festa parrocchiale, le tante anime della nostra scuola si sono abbracciate sabato 17 dicembre: dopo interminabili giornate passate a inseguire un tempo che non sembra mai bastare, ecco che il tempo lo abbiamo fermato. Alle 17 e 30 Fra Giambattista ha celebrato la messa: la chiesa traboccava di persone e l’atmosfera di serenità e raccoglimento era palpabile, come se non fosse un sabato qualunque ma già il 25. Mentre alcuni ragazzi inscenavano la natività, il coro della scuola, come sempre ben coordinato dalla professoressa Bigoni, ha reso tutto ancor più magico. La messa si è conclusa con un canto dolcemente interpretato dai bambini della Primaria, tutti sull’altare con berretto natalizio, che hanno accompagnato il gesto solidale della donazione (raccolta nel corso dell’Avvento) per la protezione Civile.
Dopo la messa alunni, genitori e insegnanti si sono intrattenuti per il sopracitato rinfresco a base di salamelle, raclette e pizza. Per i più piccoli erano a disposizione anche macchinette da popcorn e zucchero filato, come in una festa di una volta. Mentre i dietetici alimenti andavano a ruba, nei corridoi si levava il gran vociare di persone immerse nel piacere della conversazione: chi faceva gli auguri, chi commentava i disastrosi avvenimenti politici, chi chiedeva il risultato di San Siro, le parole (e il vin brulè) rendevano l’aria meno gelida.
Per contrastare il prematuro abuso di trigliceridi (che secondo legge non dovrebbe iniziare prima della vigilia di Natale…) si potevano far due passi per il chiostro dando un’occhiata al mercatino natalizio allestito per l’occasione; qui, tra un miracoloso unguento dei cappuccini, prodotti apistici di un insegnante, biscotti e piccoli prodotti artigianali (frutto del prezioso lavoro di alcune mamme) si aveva modo di rincasare, oltre che con buon umore e pancia piena, non senza una buona idea per i regali di Natale.
La sensazione comune è che questo momento di incontro (oggi lo social-chiameremmo “evento”, ma “incontro” è mille volte più bello…), magnificamente organizzato da gestore e genitori, migliori di anno in anno, segno che l’aura della scuola Sant’Anna non si irradia solo sugli alunni ma anche sugli adulti.