Un successo lo spettacolo per padre Fulgenzio

Ha fatto tappa a Comenduno il lungo “serpentone” solidale organizzato dalla onlus “Il Villaggio della Gioia”, al fine di raccogliere fondi per sostenere il progetto di “Baba” padre Fulgenzio Cortesi, il missionario di Castel Rozzone, fondatore del “Villaggio della Gioia” di Dar es Salaam, in Tanzania.

Nello scorso mese di marzo, infatti, il Gruppo Missionario della parrocchia del Cristo Re di Comenduno ha organizzato, peraltro con grande successo, una serata con cena e musica, dal titolo “Musica d’insieme”, il cui ricavato il cui ricavato è andato a sostenere le spese di gestione e funzionamento del “Villaggio della Gioia”, un luogo di accoglienza ed educazione per i bambini orfani e di strada (oltre 120), costituito da un insieme di case-famiglia.

E mai “tappa” solidale è stata così importante: lo scorso anno, infatti, proprio in occasione del suo decimo anniversario di fondazione, il “Villaggio della Gioia” è stato oggetto di un assalto e di un saccheggio, durante il quale sono stati rubati anche 50.000 euro che servivano per l’acquisto di uno scuolabus (indispensabile per aprire la prima scuola superiore del villaggio) e di 12 pompe per prelevare l’acqua dai pozzi.

Ebbene, la “serata solidale” di Comenduno ha fatto centro. Il doppio concerto dei “Purple Haze” (hanno presentato un “tributo” ai Deep Purple) e della blues-band “Soul & Pepe” ha richiamato un buon numero di persone.

“La serata ha avuto un gran successo sotto tutti gli aspetti – spiega uno dei musicisti sul palco, il bassista dei “Purple Haze” Giovanni Liuzzo – I partecipanti alla cena sono stati più numerosi di quanto fossero i posti disponibili, tra l’altro il cibo era di grande qualità, grazie anche ai fornitori e al cuoco che gentilmente si è prestato per l’occasione. Da rimarcare che tutta l’attività prestata dai volontari (preparazione cena e servizio ai tavoli), il cineteatro messo a disposizione dalla parrocchia e l’attività prestata dai musicisti è stata completamente gratuita; dal ricavato sono state tolte giusto le spese vive (Siae e cibo) e tutto è stato donato ai rappresentanti del “Villaggio della Gioia”. Molto bene è andato anche l’aspetto musicale (pienone del cineteatro): il pubblico ha apprezzato la musica proposta e ha partecipato attivamente con cori e battiti di mani”.

“Ringrazio coloro che hanno accolto il nostro invito a trascorrere insieme una piacevole serata di musica, di ascolto e di informazione – continua “Giò” – Intanto, voglio spiegare perché gli organizzatori hanno dato alla serata il titolo di ”MUSICA D’INSIEME”. Si è pensato al senso che questa espressione ha nel mondo musicale: si realizza, infatti, quando persone che suonano strumenti diversi, si riuniscono con l’intento di creare, proprio insieme, una melodia unica….per FARE INSIEME MUSICA. Ed è quello che è stato fatto durante la serata: sul palco si sono alternati musicisti diversi, con strumenti diversi, ma con la stessa grande energia, con la stessa grande voglia di creare musica e trasmettere emozioni…e lo stesso pubblico ha fatto musica insieme, con il battito delle mani e con la voce, cantando insieme. Ma non è tutto. Durante la serata il “fare musica insieme” si è posto anche un obiettivo altissimo: arrivare lontano, fino in Tanzania, fino ai bambini del Villaggio della Gioia, fino a quello straordinario uomo che è Padre Fulgenzio. Speriamo di esserci riusciti. Intanto voglio ringraziare gli amici del Gruppo Missionario di Comenduno e dell’Associazione Maniinpasta, che hanno collaborato con noi alla realizzazione della serata”.

Per la cronaca, dopo il saccheggio dello scorso anno, già qualcosa si è mossa al “Villaggio della Gioia”. A novembre, infatti, sono ripartite tutte le strutture: l’asilo, le sette scuole primarie, le quattro scuole secondarie e le prime due sezioni di magistrali con i relativi laboratori. E sempre a novembre è stata aperta la nuova panetteria elettrica, che ha sostituito i due vecchi forni a legna in terracotta, ed è stata ampliata la fattoria, con maiali, mucche, capre e galline, e raddoppiato il frutteto.

 

Sara Nicoli