Il posto è fantastico, così appartato, discreto, veramente incantevole: immerso nella natura, fra boschi e radure di montagna, aggrappato sui fianchi del Monte Altino, a cavallo fra la Valle del Lujo e la Valle Rossa, con un panorama sulle creste montane circostanti impareggiabile, da mozzare il fiato. E poi il silenzio, che invita alla preghiera e alla meditazione. Tutto questo è il Santuario di Altino, a Vall’Alta, un luogo di profonda devozione, fra i più conosciuti e frequentati santuari mariani della Bergamasca. La storia è nota. Qui, il 23 luglio 1496, ci fu l’Apparizione della Madonna al carbonaio Quinto Foglia, intento a lavorare con i suoi due figli e preoccupato per l’impossibilità di trovare una sorgente d’acqua: le sue preghiere fecero sgorgare da una roccia l’acqua miracolosa; e da quel giorno il santuario è diventato un luogo sacro, di fede e devozione.
Ma il santuario è anche uno scrigno di tesori, di bellezze artistiche, presenti all’interno. La struttura, infatti, a tre navate, conserva opere di pregevole fattura, che meritano una sosta attenta e interessata. L’ancona della navata destra (XVII secolo), per esempio, è in pietra nera lavorata a tarsia policroma e accoglie il pregevole dipinto della Beata Vergine con San Rocco e San Giovanni Battista, di Moretti da Vertova (1844). Sull’altare maggiore, poi, in marmo bianco, domina la superba pala di Gian Paolo Cavagna, del 1598, raffigurante lo Spirito Santo quando il lingua di fuoco apparve sopra gli Apostoli. Degno di menzione, inoltre, è il suggestivo gruppo statuario dell’Apparizione, risalente al 1865 e incoronato da Mons. Merelli nel 1919. Una porticina, infine, conduce nella vecchia sacrestia e, quindi, nella nuova sacrestia, dove si può entrare in una cappelletta, dove è visibile, ancora intatta, quella stessa pietra da cui, cinque secoli fa, la Madonna fece scaturire la sorgente miracolosa.
Già quattro anni fa, il santuario fu oggetto di un libro, dal titolo “Santuario della Beata Vergine del Monte Altino”, pubblicato dalla casa editrice Velar, che collabora con la Elledici di Torino: Alfredo Calabrese ha curato i testi descrittivi e catechetici, la coautrice Enrica De Simone ha curato la parte artistica sul pittore Baschenis, Oscar Serra della Velar ha provveduto per le fotografie, e molto hanno fatto i volontari Gianmaria Capelli e Alfredo Gotti come pure il parroco don Daniele Belotti che, insieme a Oscar Belotti, Alfredo Gotti, Marilena Clapis, ha riletto i testi.
Ma, ora, c’è la possibilità di vedere il santuario da un’altra prospettiva. Un video disponibile dallo scorso autunno su YouTube offre suggestive vedute del santuario dall’alto e non solo. Si può trovare anche sul sito web del santuario, dove viene presentato così: “Con gioia pubblichiamo questo video, che ci ha gentilmente donato il signor Ugo Romano, che ritrae il nostro bellissimo santuario. A lui un grazie di cuore perché ha messo la sua passione per le riprese a servizio della Madonna di Altino”.
Il video dura 4 minuti e 21 secondi e può essere scaricato direttamente dalla pagina del sito.

Ti.Pi.