E’ sempre più dinamica e stimolante l’attività di “Albino in Transizione”, l’associazione albinese, presente sul territorio con “buone pratiche”, che propongono modalità di vita eque e solidali e strategie socio-economiche sostenibili. In quest’ottica, sabato 2 giugno è in programma “In bici con l’esperto”, una biciclettata a tema, lungo la pista ciclo-pedonale della Val Seriana, che si configura come una lezione “a cielo aperto” sull’acqua, intesa come risorsa, e il suo utilizzo e sfruttamento in Val Seriana. Infatti, mediante varie soste lungo il percorso i partecipanti, guidati da esperti, rifletteranno sul tema “L’energia dell’acqua in Val Seriana: una storia lunga 800 anni”.
Il ritrovo degli eco-ciclisti è alle 9, nei pressi del “ponte romano”, a fianco del parcheggio della TEB. Qui, un primo intervento dello storico locale Gianpiero Tiraboschi. Quindi, partenza dei ciclisti in direzione di Cene: una prima sosta è davanti ad una centrale idroelettrica, nei pressi di Comenduno, con presentazione dell’impianto e della sua destinazione d’uso; quindi, ripartenza e altra sosta a Comenduno, per la presentazione dell’antico Maglio Calvi, a cura di Franco Innocenti.
Infatti, in corrispondenza del terzo salto d’acqua della Roggia Comenduna, in via del Maglio, è situata l’unica fucina rimasta delle tante un tempo esistenti nel territorio albinese. Di proprietà della famiglia Calvi da 194 anni, conserva ancora tutti i suoi macchinari fermi da 46 anni, dopo gli ingenti danni provocati dall’alluvione del 1972. La produzione principale del maglio riguardava gli attrezzi agricoli, ma vi si lavorava anche il ferro battuto artistico. Proprio dell’autunno di due anni fa, il Museo Etnografico della Torre di Comenduno, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, ha proposto l’apertura del Maglio Calvi, per illustrare uno degli aspetti caratteristici della tradizione culturale artigiana in Val Seriana. E proprio Franco Innocenti aveva predisposto uno studio approfondito sulle attività ferriere del territorio albinese e seriano, dal Medioevo fino ai nostri giorni, pubblicato nella collana “Racconti del Museo”. Del resto, la concentrazione di officine dedite alla lavorazione del ferro ha coinvolto per secoli Albino e Comenduno, spesso con produzioni di eccellenza, risultando tra le più alte della Bergamasca. La visita al maglio da parte degli eco-ciclisti permetterà di immergersi nell’atmosfera affumicata della fucina, che ha conservato i macchinari e gli attrezzi storici: il maglio e la mola azionati da due ruote idrauliche, i due focolari con le trombe idroeoliche, la sega da ferro, le incudini, le dime, le pinze e le mazzuole. Alcuni pannelli e un video aiuteranno a meglio comprendere l’attività del maglio; si potrà inoltre fruire della competente guida di Valerio Calvi, ultimo depositario della tradizione artigiana di famiglia.
Dopo la visita al maglio, ripartenza sulla pista ciclabile, e sosta, per il pranzo al sacco, presso l’isolotto della “Buschina”, una vera oasi naturalistica, con spazi verdi, tanti giochi per bambini, altalene, castelli e un chiosco-bar, fornito di sedie e tavolini.
Chi vuole, può fermarsi qui e concludere la biciclettata in compagnia. Chi invece vuol proseguire, potrà visitare, lungo il percorso, una micro-centrale elettrica, di proprietà di un cittadino di Vertova. Quindi, salita verso la Val Vertova, e arrivo alla baita “Rosèt”.
Per la cronaca, “Albino in Transizione” è un gruppo di persone ispirato al movimento internazionale delle “Transition Towns”, che si sta interrogando sui propri stili di vita, in rapporto al tema della sostenibilità ambientale e dei meccanismi socio-economici che producono ingiustizia, come la produzione alimentare, il commercio dei prodotti, la mobilità. Temi di grande spessore e di stridente attualità, per i quali il gruppo propone uno sguardo diverso, attento all’ambiente, alle relazioni umane, alle ricadute sociali. Obiettivo: promuovere un cambiamento culturale, finalizzato a un nuovo stile di vita, più sobrio ed eco-compatibile.
Un nuovo approccio, che punta a “traghettare” la nostra società industrializzata dall’attuale modello economico, profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse, a un nuovo modello sostenibile, non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza.
Ma “Albino in transizione” è altro ancora. E’ uno stimolo a ricostruire il modello socio-economico, rimodulando i rapporti fra le persone e fra le persone e alcuni ambiti operativi: energia, ambiente, riciclo-riparo, trasporti, alimentazione. E non mancano le proposte, le “buone pratiche”, basate sul buon senso e la solidarietà.
La proposta della biciclettata a tema “L’energia dell’acqua in Val Seriana” va proprio in questa direzione: trovare una risposta locale a problemi globali.

Ti.Pi.