Beniamino Piantoni detto Mino, 66 anni originario di Pradalunga, è uno dei pittori italiani più importanti, riconosciuto anche a livello internazionale. Si è diplomato al Liceo Artistico di Bergamo e ha poi seguito i corsi di decorazione pittorica e scultura all’Accademia di Brera a Milano.
Nel corso della sua carriera artistica ha realizzato diverse mostre e vinto molti premi importanti.
In questi giorni, per ricordare le vittime della pandemia che ha colpito così gravemente la nostra regione, Mino ha realizzato un quadro dal titolo “Presagio”, dove viene raffigurata una coppia di amanti che vive e sente un pericolo imminente. Il quadro è stato pubblicato sul giornale della diocesi di Trento “Vita Trentina” insieme ad altri quadri di otto artisti lombardi per rappresentare la Provincia di Bergamo.
Abbiamo incontrato Mino Piantoni nel suo studio, che si trova ad Albino in via Mazzini sopra il negozio di ferramenta Buttinoni.
“Sono ospite della famiglia Buttinoni – spiega Mino – da quasi trent’anni e sono amico di Pietro e Tino Buttinoni; con loro mi confronto su vari temi, parliamo di libri, di arte e di cultura. Lavoro mediamente 7-8 ore al giorno, ma a volte anche di più.”
Come hai passato la quarantena?
“Durante la quarantena – spiega Mino – ne ho approfittato per scrivere dei testi relativi alle mie opere, e ho realizzato dei disegni e delle illustrazioni per un libro di poesie di Mario Rondi dal titolo “Stramberie d’amore” che è stato da poco pubblicato.
Poi ho fatto la copertina per un altro libro di Rondi che si chiama “Il canto del luì “. La mia pittura si occupa di figurazione, ossia tende a rappresentare il reale, raccontando le storie della vita interpretate però in chiave moderna, seguendo gli stili classici del 900, con particolare interesse per l’espressionismo tedesco e l’informale americano passando da Willem de Kooning a Francis Bacon.
L’espressionismo si contrappone all’oggettività dell’impressionismo, propone una rivoluzione del linguaggio, ed è la propensione di un artista a esaltare esasperandolo il lato emotivo della realtà, rispetto a quello percepibile oggettivamente.
Mentre l’informale americano, nato alla fine degli anni 40 in linea con l’espressionismo, ha una concezione ribelle della realtà, si sottrae alla figura e alla geometria e rifiuta la forma per intervenire nella materia.
Gli argomenti sono classici perché sono eterni: io ritraggo la figura come faceva Michelangelo, però lui lo faceva in maniera calligrafica precisa e lo identificava esattamente, mentre io uso le tecniche e gli stili della pittura moderna. Continuo a scrivere le stesse storie ma con una sintassi diversa.
I temi dei miei quadri sono quelli della vita di tutti i giorni: amore, morte eros, vizi.
Nel corso degli anni la mia pittura si è evoluta, cominciando a lavorare sui paesaggi, poi sulle nature morte; poi ho iniziato a dipingere la figura umana ormai l’unico pretesto della mia pittura, dando importanza al rapporto uomo – oggetto e figure con un’analisi introspettiva profonda. Nel 2007-2008 ho dipinto le storie di Cupido e dell’Amore, e ho fatto opere e cataloghi sul tango. Gli ultimi lavori riguardano le forme del peccato.”
Mino ha insegnato dal 1976 al Liceo Artistico di Bergamo e da quattro anni è in pensione. Per dipingere usa qualsiasi tipo di tecnica, dalla tecnica all’uovo ai colori industriali, passando per i colori a olio e a tempera. E’anche un collezionista di antiquariato.
“Al Liceo e all’Accademia – spiega – non impari a dipingere, ma a disegnare; per imparare a dipingere, mescolare i colori, sapere quali sono i supporti e le materie da usare, devi andare negli studi o a bottega, come si faceva una volta. Io, insieme allo scultore Carlo Previtali ed altri amici, andavo la domenica a vedere i pittori che dipingevano e, come si dice in gergo, si rubava un po’ il mestiere, e così piano piano si imparava e si iniziava a fare quadri e partecipare ai concorsi.”
Il primo premio Mino l’ha vinto a 17 anni a Pradalunga partecipando ad un concorso di pittura estemporanea (all’aperto) con il dipinto di un paesaggio.
Tra i vari premi vinti si ricorda il “Premio Agazzi” che viene assegnato a Mapello da una giuria internazionale. Nel 2007 ha ottenuto la Medaglia d’oro della Provincia di Bergamo e nel 2008 ha vinto il primo premio assoluto con un quadro espressionista dal titolo “Lusinga”, che raffigurava due amanti; il quadro, che è stato acquistato dagli organizzatori, è stato esposto al Parlamento Europeo di Strasburgo.

Sergio Tosini