Il prossimo 24 aprile alle ore 20.45 nella sala consiliare del Comune di Albano Sant’Alessandro, in occasione della ricorrenza del XXV Aprile sarà rappresentato lo spettacolo “Uomini o no” – Il dovere della testimonianza e della scelta. Dante e Primo Levi raccontati da GabrieleLaterza
IL PROGETTO “AD ALTA VOCE”
C’è bisogno di tornare all’uomo. E c’è bisogno di tornarci insieme.
Il progetto prevede che un libro, o una parte significativa di un libro, possa essere proposto in una sola serata o in ciclo di serate: attraverso un racconto dal tono colloquiale e soprattutto con la lettura scenica del testo da parte di Gabriele Laterza, docente di Liceo, collaboratore dell’Università di Bergamo per un Corso di Didattica dell’Italiano e da anni autore di progetti artistico-culturali.
Leggere gli scrittori di sempre per tornare a riflettere e ad emozionarsi sui sentimenti tipici dell’uomo di ogni tempo. E leggere ad alta voce per riflettere ed emozionarsi insieme. “Per fare comunità”.
Questo il senso del progetto Ad alta voce.
UOMINI O NO – Dante e Primo Levi
La proposta mette a fuoco il dovere civile della testimonianza e della scelta, contro ogni indifferenza.
Si propone infatti la rilettura di alcuni passi del romanzo di Primo Levi Se questo è un uomo, attraverso i quali lo scrittore ricorda l’ingresso nell’inferno del lager di Auschwitz e i modi con cui i nazisti calpestavano la dignità degli internati, così da annullare in loro qualunque sentimento di umanità.
I passi sono incorniciati da due celebri episodi della Divina Commedia, gli ignavi e Ulisse. D’altra parte, gli ignavi non sono forse coloro che si girano dall’altra parte, che non vogliono vedere per non testimoniare e non scegliere? E non è forse l’assenza del senso civico, della responsabilità di conoscere, di testimoniare, di scegliere che può portare ai crimini più orrendi, come quelli dei lager?
D’altro lato l’Ulisse dantesco, oltre ad altre e complesse implicazioni, indica ai lettori di ogni tempo come l’uomo debba sempre seguire “virtute e canoscenza”, debba procedere a testa alta, mantenere ferma la propria dignità, senza cedere a nessuna offesa. Ed è proprio il ricordo dell’Ulisse di Dante che riaffiora con forza nei pensieri e nel cuore di Levi quando si trova nel campo di concentramento: la cultura, con i sentimenti e le idee che porta con sé, permetterà all’uomo Levi di non perdere la sua umanità.