Là, ad Abbazia, appena iniziata via Tribulina, sulla sinistra, si inizia a salire e, dopo una decina di curve, ecco che si scorge l’azienda agricola di Valentina Belotti, presidente dell’Associazione Agricoltori della Valle del Lujo. Siamo ai Brugali, un luogo fantastico, una vista panoramica sulla valle, una serie di profumi che rimandano ai prati e al bosco, ma anche alle capre e alle pecore, che cura e governa con passione. La stessa che da qualche anno riversa nell’organizzazione della “Mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo”, giunta quest’anno alla sua 6^ edizione, con epicentro il campo sportivo di Abbazia.La redazione di Paese Mio la intervista per conoscere la sua storia di imprenditrice agro-zootecnica, lo “stato di salute” della mostra e i programmi futuri dell’associazione che presiede.

Come ha incontrato la Valle del Lujo?
Io sono nata a Cenate Sopra, in località Campesì, in Val Predina. Papà Pietro faceva il boscaiolo in Svizzera e la mamma Angela Trapletti lavorava al Cotonificio Bellora, a Cene. Avevo un anno quando mi sono trasferita a Cene, qui ho fatto l’asilo, le scuole elementari e medie, e a 14 anni ero già al lavoro, presso il Ricamificio Pezzoli di Gazzaniga. In pratica, sono stata vent’anni a Cene. Poi, nell’84 inizio a bazzicare la Valle del Lujo, anche perché ho ero in una compagnia con gente della valle. Ho conosciuto Giovanni Zanga, e nell’89 mi sono sposata con lui, sistemandomi stabilmente in valle. Ho due figli che si chiamano Mattia (31 anni) e Michela (28 anni).

Quando è iniziata la sua attività di imprenditrice agricola?
A me la campagna è sempre piaciuta: agricoltura e allevamento sono le mie passioni da sempre. Del resto, sono nata e cresciuta nel mondo rurale: papà aveva un po’ di terra e allevava animali. Quindi, possono dire che, dopo un po’ di anni, ci sono ritornata. La svolta nel 1995: io e Giovanni avevamo saputo che vicino a noi c’era una cascina che si poteva prendere in affitto: detto, fatto. Da allora sono passati ben 26 anni e quella passione per la campagna ha preso piede, tanto che l’iniziale attività familiare è diventata azienda agricola a tutti gli effetti. Anche se si tratta di un “secondo lavoro”, nel senso che al mattino lavoro quattro ore, come domestica in una villa sul Monte Bue. Ma appena torno a casa, mi dedico anima e corpo alla mia azienda: allevo capre multirazza, pecore, asini, animali da cortile; la produzione è per il sostentamento e l’eventuale vendita è a privati. Gli agnelli, in particolare, vengono venduti ai musulmani, per le loro feste dedicate, mentre i capretti si vendono bene a Pasqua.

Come si svolge il suo lavoro?
Beh, bisogna spostare gli animali in giro per la valle, alla ricerca di prati e pascoli. Poi, c’è da fare il fieno, eliminare i rovi, sistemare qualche recinto rotto degli ovili, tenere tutto pulito. Insomma, classici lavori di manutenzione, a tutte le ore, quando serve. Ma a me piace questo lavoro: non guardo i sacrifici, le tante ore passate a governare gli animali, a tagliare e raccogliere il fieno: sono tante le soddisfazioni che mi dà questo lavoro, dove non si finisce mai di imparare.

Poi, è nata la “Mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo”…
Da un po’ di tempo si era percepito un rinnovato interesse verso l’attività agricola e zootecnica: c’era gente che allevava animali per hobby, giovani che affiancavano e poi sostituivano i genitori ormai in pensione o anziani nell’accudire gli animali, e altre persone che si dedicavano a produrre marmellate, miele, piccoli frutti, fiori. Insomma, qualcosa di più del semplice diventare “pollice verde”. A una prima verifica, si è visto che non erano poche le persone che operavano nel settore dell’allevamento, dell’agricoltura di montagna, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo rurale. Si è contato una ventina fra aziende agricole e zootecniche, stalle e micro-fattorie, hobbysti e piccoli produttori. Ecco, allora, che nasce a Pierangelo Peracchi l’idea di organizzare una mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo, una rassegna di settore, per presentare le produzioni locali, “a km zero”, che arrivano sui banchi direttamente dal produttore al consumatore, senza intermediari; inoltre, per esaltare gli aspetti più significativi del patrimonio agricolo e zootecnico della Valle del Lujo, un’area di media montagna ancora ben tenuta. Era l’11 ottobre 2015, quando siamo partiti. Subito, un successo: in una giornata, oltre 2.500 persone in visita. Oltre a Peracchi, coordinatore responsabile, a promuovere la mostra c’era l’associazione “Civicamente Albino”, insieme ad Ubaldo Colleoni, Alessandro Breda, Gabriele Cugini e Isaia Carrara e tanti altri, e soprattutto i giovani agricoltori della Valle del Lujo. Un evento ben azzeccato e apprezzato: oltre agli agricoltori, c’erano allevatori con vacche da latte, bovini da ingrasso, pecore, capre, maiali, cavalli, asini, animali da cortile; e poi i caseifici, gli agriturismi della valle, i produttori di frutta, marmellate e miele, i norcini, i castanicoltori, tutte realtà a conduzione famigliare. Senza dimenticare il mondo dei taglialegna, gli artigiani del legno, i fioristi, i florovivaisti, i mugnai, i macellai.

E ora siamo alla 6^ edizione…
Sì, con la novità che nel 2018 è nata l’Associazione Agricoltori della Valle del Lujo, che raggruppa ben 18 realtà imprenditoriali che operano nell’ambito agro-zootecnico, della trasformazione dei prodotti agricoli, dell’agriturismo e dell’agro-silvo-pastorale. Un bel premio, dopo cinque anni di questa bella esperienza. Un premio al loro coraggio, allo spendersi di questi giovani per il futuro socioeconomico della valle. Chiari gli obiettivi dell’associazione: muoversi uniti, con idee condivise, progetti comuni, per avere una grande forza d’urto, una massa critica in grado di supportare le richieste che provengono dalle realtà consociate. La presidente sono io, Valentina Belotti, la vicepresidente Emanuela Noris, il segretario Luca Scuri. Questa realtà ha preso così tanto piede che, oltre agli operatori del settore, abbiamo nell’associazione anche hobbysti e volontari, che credono nei nostri valori.

Qual è il futuro della mostra agro-zootecnica?
Ormai, è un appuntamento fisso, a settembre; a parte lo scorso anno, che è saltata per l’emergenza sanitaria, la mostra continua a proporsi, come è successo quest’anno, offrendo uno “spaccato” della realtà agricola che lavora in Valle del Lujo, nel solco di una tradizione secolare che sta riemergendo grazie all’impegno e alla passione di alcuni giovani agricoltori. Certo è che questi incontrano ancora sofferenze, soprattutto a livello burocratico, che limitano lo sviluppo degli spazi di mercato. Di contro, gli enti e le istituzioni dovrebbero sostenere e aiutare questi giovani agricoltori, che con grande coraggio si stanno impegnando nel lavoro dei campi o nell’allevamento del bestiame, a dispetto delle crisi di settore e delle invasioni dei prodotti della grande distribuzione.

Qual è il suo sogno nel cassetto?
L’agricoltura si sta rilanciando, come pure l’allevamento, ma deve essere aiutata, con investimenti mirati e sostegni economici. Per esempio, come in Austria, dove gli agricoltori ricevono un fondo per la cura e il mantenimento del territorio: agricoltura, quindi, come presidio dell’ambiente naturale. Per quanto riguarda l’associazione, si spera in altre “new entry”, nuovi soci.

Tiziano Piazza