Persone coscienti del proprio valore, responsabili, autonome, attive e aperte. Questi sono gli scout, giovani (e poi adulti) che seguono le linee educative dello scoutismo, fondato 110 anni fa da Lord Baden Powell, in Inghilterra, che ha creato una serie di attività, proposte a diverse fasce d’età, chiamate “branche”, per favorire lo sviluppo dei ragazzi e delle ragazze in modo globale, aiutandoli lungo il loro percorso a diventare delle persone a 360 gradi. Ad Albino è operativo un folto gruppo di scout, il capogruppo è Valentino Birolini, al quale dedichiamo una bella intervista.

Chi è Valentino Birolini?
Ho 33 anni, sono ingegnere. Sono nato nel 1984, da papa Rodolfo e mamma Gabriella. Sono il primo di quattro fratelli. Nel 2009, dopo la laurea in ingegneria meccanica, ho lavorato per 3 anni come assistente del professore universitario che mi ha accompagnato alla tesi. Dal 2011, lavoro nel dipartimento ricerca e sviluppo di Fassi Gru… a due passi da casa! Lo scorso anno, il 3 giugno, ho incastrato Nicole, che mi ha sposato. Il 17 aprile di quest’anno è arrivata la cicogna: ha bussato alla porta e ha portato Tommaso. Le nostre serate di coppia… e aggiungo nottate… sono dal quel momento allietate dalla voce “celestiale” del nostro piccolo, che a più riprese ci ricorda della sua presenza… è proprio in quei momenti che ringrazio la cicogna.
Come da manuale delle giovani marmotte, un buon scout ama la vita all’aria aperta… nel tempo libero, infatti, mi diletto con la mountain bike e in inverno mi cimento sulle piste da sci.

Come si è avvicinato agli Scout?
Ormai, sono molti anni che faccio parte della grande famiglia degli Scout d’Europa (FSE). Ricordo ancora come fosse ieri (avevo 12 anni), il momento in cui mio cugino, allora aiuto capo riparto (gruppo dei ragazzi dagli 11 ai 16 anni), venne e mi chiese: “Vieni agli scout?”. “Gli scout? – pensavo tra me e me – cosa saranno mai? Ah sì…, quelli che si vestono strani, dormono in tenda e accendono il fuoco! Ma sì, dev’essere divertente!”. Fu allora che, il giovedì successivo, alle 18, andai alla mia prima riunione di riparto, e ora, eccomi qui a scrivere. Da allora, iniziò quello che giudico uno dei più grandi percorsi della mia vita. Infatti, dopo il riparto, ecco il clan (gruppo dei ragazzi dai 17 ai 22 anni) e il Branco (gruppo dei bambini dagli 8 agli 11 anni). Chi l’avrebbe mai detto! Ricordo ancora quando, a 17 anni, iniziai a fare servizio nel Branco, con quegli esserini sconosciuti. Li chiamavano (e li chiamano tutt’ora) Lupetti, ai quali non sapevo cosa dire, talmente ero impacciato. Di Lupettismo ne sapevano molto più loro di me, anzi, io non ne sapevo proprio nulla! Poi un giorno mi dissero “Vedrai che anche tu un giorno sarai l’Akela (capo del Branco)”; e, infatti, due anni dopo il mio ingresso in Branco, l’Akela precedente a me (che consideravo mio maestro… e tutt’ora lo è ancora) mi consegnò le sue fatidiche barrette gialle da Capo Branco, da cucire sulla mia uniforme. Fu così che iniziò la mia avventura di Akela: ben 8 anni. Sono stati moltissimi i bambini che il Branco di Albino ha accolto ed è stato straordinario l’affetto, il percorso e la crescita che sia io che loro abbiamo fatto nel tempo in cui siamo stati insieme. È bello ricordare il rapporto con le famiglie, le gioie e anche le difficoltà. Sì, anche quelle, perché senza di esse non si cresce, e perché non è stato sicuramente uno scherzo a 19 anni gestire un gruppo di 20 bambini tutti in cerchio, con i loro occhi puntati su di te.

E, poi, cos’altro ancora?
Dopo aver prestato servizio nel Branco, sono passato al Riparto. Dapprima, come aiuto capo Riparto per un anno, e poi come capo Riparto per i successivi tre. Nel riparto ho ritrovato l’essenza più vera dello scoutismo: la gioia e l’avventura della vita all’aria aperta, il cucinare sul fuoco, il dormire in tenda, il lavarsi nel fiume e le veglie sotto il cielo stellato. Infine, dopo un anno “sabbatico”, mi è stato chiesto di prestare servizio come Capo Gruppo. Questo è il secondo anno, e da adulto ammiro con sguardo incantato i giovani che dedicano il loro tempo all’educazione dei ragazzi che sono affidati loro. Da 7 anni, avendo completato l’iter formativo che l’associazione degli Scout d’Europa prevede per i propri capi, sono divenuto un capo brevettato dell’associazione.

Come si compone il gruppo di Albino?
Gli scout di Albino riuniscono circa 100 persone che provengono sia da Albino che dai paesi limitrofi. Esso è intitolato a “Cristo Re”, e a fine novembre ricorre la nostra festa di gruppo. Questo è composto da 6 unità, che si differenziano per genere e per età. In questo modo è possibile perseguire con maggiore efficacia e specificità l’obiettivo educazionale del movimento scout: formare il buon cristiano e il buon cittadino. Così abbiamo le Coccinelle e i Lupetti, bambine e bambini dalla terza alla quinta elementare. Le loro attività si basano principalmente sul gioco, anche se, mi piace sottolineare quello che il nostro fondatore Baden Powell (B.P.) diceva: “tutto con il gioco, ma nulla per gioco”. Poi ci sono gli Esploratori e le Guide, ragazzi e ragazze dalla prima media alla seconda superiore. L’avventura e la vita all’aria aperta sono il motore che traina le loro attività. Sono loro lo stereotipo che le persone figurano quando pensano agli scout. Infine, abbiamo i Rover e le Scolte, ragazzi e ragazze dalla terza superiore in avanti. È qui che si concretizza lo stile scout del servizio. È qui che si raggiunge e si coglie a pieno il significato della grande parola maestra dell’intero percorso scout, formata dalle parole maestre di tutte le branche: “fare del proprio meglio”, “per essere sempre pronti”, “a servire”. Riassunto in due parole: far felici gli altri per essere noi stessi più felici.

Dove vi trovate?
Le nostre sedi si trovano all’interno dell’oratorio di Albino, che da trent’anni ci ospita, ci sostiene e ci sopporta! Abbiamo anche un sito web dove si possono trovare tutte le informazioni su di noi: www.fse.it (sito dell’associazione FSE), oppure www.albino1.fse.it (sito del nostro gruppo).

Quali le attività e i progetti durante l’anno?
Le attività “ordinarie” sono moltissime. Ogni unità svolge uno o due incontri settimanali, a cui si aggiungono, per i vari responsabili, gli incontri per ideare, programmare e verificare l’andamento delle attività, la crescita e il percorso di ogni singolo ragazzo. Durante l’anno, poi, i vari appuntamenti regionali: esse sono “il volo di primavera” per le Coccinelle, “la caccia di primavera” per i Lupetti, il “San Giorgio” per Guide ed Esploratori, “il Challenge” per i Rover ed “il Santa Caterina” per le Scolte. L’anno si conclude con le attività estive, le più significative dell’anno, in cui si mette in pratica quanto si è imparato durante l’anno in campi o route che immergono i ragazzi in attività scout della durata di più giorni. Quest’anno non ci saranno attività a livello internazionale o nazionale. Negli scorsi anni abbiamo infatti partecipato ad esperienze di ampio respiro, come l’EuroJam, un incontro internazionale a cui partecipavano più di 10.000 Esploratori e Guide da tutta Europa, o Campi mobili nazionali, che coinvolgevano Scolte e Rovers di tutta Italia.

Progetti futuri?
Dopo due anni di assenza nel gruppo di Albino, quest’anno sono state riaperte le unità di Guide e Coccinelle. Questo ha concentrato i nostri sforzi degli ultimi mesi, e finalmente stiamo iniziando a raccoglierne i frutti. L’obiettivo futuro sarà, da un lato, consolidare le due nuove unità e, dall’altro, continuare il lavoro di formazione di giovani che non abbiano paura di spendersi a favore degli altri per cercare di lasciare il mondo un po’ più bello di come lo abbiamo trovato.

Sogni nel cassetto?
Gli ultimi anni sono stati per me densi di novità e cambiamenti: il matrimonio, una nuova casa e un figlio sono stati per me il raggiungimento di traguardi che mi ero posto come obiettivo per la formazione di una famiglia. Ora, è arrivato il momento di godersi i traguardi raggiunti… accogliendo a braccia aperte tutto ciò che il futuro saprà donarmi.

Ti.Pi.