Valentino Merla

Presidente della sottosezione CAI di Gazzaniga

Vive a Cene, ha 64 anni, è sposato con Maria Grazia e padre di due figlie (entrambe sposate, ma lui è ancora in attesa dei nipotini): Valentino Merla è il presidente della sottosezione CAI di Gazzaniga. Un ruolo importante per una sottosezione importante, che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività. Logico, quindi, bussare alla sede di via Europa 23 e chiedere al diretto responsabile alcune informazioni, notizie, curiosità, per meglio conoscere la realtà associativa che raduna in paese gli amanti della montagna.

Chi è Valentino Merla?

Ho vissuto ad Orezzo, ma per studiare presso le scuole di “Avviamento Professionale”, situate in via Salici, scendevo a piedi a Gazzaniga, percorrendo quotidianamente il tragitto da Orezzo al fondovalle, fatto di cui vado ancora orgoglioso, poiché questi studi di base sono serviti per la mia carriera professionale e lavorativa. Ora sono in pensione da alcuni anni e posso coltivare, assieme alla passione per la montagna, altri interessi, come la fotografia e la cartografia, attraverso lo strumento del GPS.

Come è nata la passione per la montagna?

Ho iniziato ad andare in montagna da giovane. Allora, frequentavo una compagnia di amici di Orezzo, che annualmente trascorreva una settimana al rifugio Garibaldi, sull’Adamello; ricordo che siamo avventurosamente saliti in vetta. Dopo aver frequentato le piste di sci, ho iniziato a praticare lo scialpinismo, in modo molto diverso da come si pratica ora, e con l’incoscienza della gioventù. Allora, erano gli inizi pionieri di questo sport, che poi è diventato popolare. Gli sci erano diversi, le pelli di foca non avevano ancora la colla, ma semplici lacci in cuoio e l’abbigliamento era approssimativo.

Come e quando si è avvicinato al CAI?

Nel 1977, mi sono aggregato al CAI Bergamo, per trascorrere alcuni giorni nell’Oberland Bernese, dove ho salito il mio primo 4.000, tesserandomi per questo alla sottosezione di Gazzaniga che ho frequentato dall’anno successivo. Ho continuato a praticare l’attività alpinistica e scialpinistica sotto la guida di Francesco Baitelli (è stato il nostro maestro, per la sua conoscenza enciclopedica della montagna, ed era il presidente della sottosezione, carica ricoperta per ben 36 anni consecutivi); poi, si sono succeduti Valerio Pirovano e Michele Ghisetti, i miei mentori, in quanto a quel tempo erano tra le persone più esperte in seno al CAI di Gazzaniga. Da allora, ho sempre frequentato la sottosezione e la compagnia di soci CAI. Il loro numero, intanto, aumentava. Con loro mi sono tolto molte soddisfazioni alpinistiche e realizzato molti obiettivi. Dal 2011 ricopro la carica di presidente della sottosezione, compito facilitato dall’impegno con cui i responsabili di Commissione e il Consiglio, composto da tredici persone, gestiscono il proprio settore.

Quest’anno la sottosezione del CAI di Gazzaniga festeggia i 40 anni di fondazione…

E’ vero, un bel percorso fatto insieme a tante persone. Oggi, la sottosezione conta ormai quasi 500 iscritti. Per il quarantennale, poi, sono state programmate diverse attività e ogni Commissione si è impegnata per festeggiare l’evento. Purtroppo, proprio in questi giorni ci ha colpito un grave lutto. Il caro socio Adriano Porcellana, elemento leader e trainante del gruppo, è caduto sulle montagne dell’Adamello/Presanella. Per il 2014, anno del 40° di fondazione, è stato realizzato il percorso turistico-culturale-naturalistico dei Colli di Gazzaniga, completo di 13 pannelli illustrativi, installati lungo il percorso; sono state inoltre effettuate e da effettuare, importanti ascensioni in montagna ed è in fase di realizzazione un nuovo monumento al marmo nero, che verrà collocato nella frazione di Orezzo.

Quali sono le sue esperienze alpinistiche?

Posso annoverare molte vette delle Alpi, l’Etna con gli sci e una salita extraeuropea nell’Alto Atlante, in Africa, sempre con gli sci. Ultima esperienza di arrampicata, nel 2008, all’Aguglia di Goloritze in Sardegna, obiettivo coltivato per 20 anni, dalla prima volta che l’ho vista, concretizzato per merito di Bepino e di altri soci della sottosezione, a cui sono riconoscente

E le attività più rilevanti della sottosezione CAI di Gazzaniga?

La sottosezione ha all’attivo molte e importanti ascensioni: 1985 Ande Boliviane, Illimani, Condoriri, Huajna Potosì; 1987 USA monte Whitney e Half Dome; 1990 ancora Ande, Punta Tarija, Condoriri, Nevado Saijama; 1991 Alaska Mc Kinley; 1994 tentativo al Shisha Pangma in Nepal; 1998 USA Josemity Valley salito a “el Capitain”; 2000 Marocco Alto Atlante con gli sci; per festeggiare i 35 anni della sottosezione, nel 2008 un trekking alpinistico-turistico in Perù. Per molti anni, poi, la sottosezione ha organizzato e gestito sulle nevi di Lizzola il Rally sci-alpinistico “Rinaldo Maffeis”, divenuto campionato italiano nel 2001 e poi, cambiando formula, prova valevole per la Coppa Italia

Come è strutturata la sottosezione?

La sottosezione è strutturata in Commissioni, ed ognuna programma le varie attività, dall’alpinismo allo scialpinismo, dalla manutenzione sentieri agli incontri culturali, dal gruppo anziani all’alpinismo giovanile, che possiamo considerare il nostro fiore all’occhiello. Negli ultimi anni si è prestato particolare attenzione alla valorizzazione del territorio, con la riscoperta della storia e del marmo nero locale, e la realizzazione di interessanti siti come il giardino geologico, l’area espositiva del marmo nero, l’obelisco in marmo nero, il percorso dei colli di Gazzaniga, la realizzazione del Museo dello Sci e la stampa di numerosi libri di interesse locale.

Qual è il suo sogno nel cassetto?

I sogni nel cassetto sono numerosi e vanno dall’impegno per implementare sempre di più l’attività di montagna, coinvolgendo più soci, unita all’auspicio di un ricambio generazionale, con l’entrata nel CAI di giovani. Questi possono portare al sodalizio prospettive nuove, vivaci e interessanti. Sono cosciente che solamente con questa nuova linfa si potrà assicurare continuità e qualità alla sottosezione.

A.G.