Buongiorno, sono una cittadina di Vertova e più precisamente una residente lungo la strada della Valle Vertova e ciò che scrivo è la mia personale reazione a quanto apparso sulle pagine di “L’Eco di Bergamo” di domenica 20 gennaio dove campeggiava il titolo “Valle Vertova, tutela e rilancio turistico”; all’articolo pubblicato ha poi fatto inevitabilmente seguito l’ennesima condivisione “social” con tanto di like di quanti vanno fieri di questa nuova pubblicità per lo splendore di questa bellezza che la natura ha messo a nostra disposizione.
I pensieri che sono affiorati alla mia mente sono però stati, fin da subito, di ben altro tenore: il turismo in Valle non ha assolutamente bisogno di essere rilanciato, anzi… Alla luce di quanto visto e vissuto nelle ultime estati, più di rilancio bisogna parlare di limitazioni o, quanto meno, di regolamentazioni.
Mi rendo perfettamente conto quanto la gestione di questo bene comune non sia cosa semplice visto anche il coinvolgimento di molteplici enti territoriali ma credo che sino ad ora non tutto sia sempre stato fatto nelle modalità più logiche, vedi ad esempio la cessione ad un privato della “baita Roset” (che peraltro sorge in territorio di Gazzaniga), non voglio entrare troppo nel merito della decisione presa che sarà sicuramente stata preceduta da opportune valutazioni ma Il dubbio se non valesse la pena acquisirla per poi darla in concessione serpeggia fortemente e, alla luce di questo recente boom di presenze, i comuni non paiono essere stati troppo lungimiranti…
Sulle pagine del quotidiano si dice di un piano pronto per il “rilancio turistico” e, pure con una certa enfasi, si accenna a possibilità di ciclo-vie, di luoghi di ristoro e svago, di servizi igienici; nella realtà noi che ci viviamo sappiamo bene che a tutt’oggi non c’è praticamente nulla di tutto ciò… Speriamo che almeno in parte venga realizzato ma per ora l’unica certezza è che questa ulteriore pubblicità su qualcosa (forse) ancora del tutto a divenire non porterà altro che a incrementare il numero dei visitatori il cui crescente afflusso ha creato, come peraltro messo in evidenza anche dal Comune di Vertova e nell’articolo, già parecchie problematiche.
Come sempre, se un problema non ti tocca direttamente, non lo valuti tale ma sono veramente molteplici disagi per noi residenti di fronte all’invasione turistica. Si, ho detto invasione! E lo ribadisco perché spesso i comportamenti di chi viene in valle non hanno nulla a che vedere con un minimo di buona educazione: parcheggi selvaggi, schiamazzi e abbaiare di cani ad ogni ora, rifiuti lasciati un po’ ovunque…
Ovviamente, non avanzo la pretesa di potere disporre in modo esclusivo o quasi di quanto la valle ci offre impedendo che anche altri possano beneficiarne, ritengo altresì che, prima di pensare ai potenziali turisti, sia necessario un po’ di rispetto per chi ci vive da sempre: se è vero che hanno il diritto di frequentarla anche i “forestieri” (che ormai giungono da tutta la Lombardia ma anche oltre), questo loro diritto cessa, come in ogni caso, quando va a lederne un altro, nel caso quello di chi ci abita da sempre e di chi ha scelto di trasferirsi proprio per quell’intimo contatto con l’ambiente che ora viene meno o per il piacevole gorgoglio dello scorrere del ruscello che nei mesi estivi non è assolutamente più possibile udire.
I disagi, però, vanno ben oltre una pur lecita richiesta di tranquillità perché i residenti, durante cinque lunghi mesi estivi, vivono la paradossale situazione di essere prigionieri della stessa, un prigione forse dorata ma non certo invidiabile. Scarsa mobilità e limitata accessibilità sono problematiche che significano talvolta impossibilità di uscire di casa per la sconsideratezza di chi si arroga anche il diritto di parcheggiare davanti ai cancelli di casa (può sembrare assurdo ma vi assicuro che è già successo… e più di una volta…) ma, per l’assenza di un parcheggio da offrire, anche impossibilità di ricevere non solo le visite degli amici ma anche qualsiasi assistenza qualora necessaria perché la questione non riguarda solo gli week-end ma, nei mesi di luglio e agosto, è problema di ogni giorno.
A tal proposito segnalo che la scorsa estate l’amministrazione comunale ha interdetto totalmente l’accesso alla parte più avanzata della valle per un paio di mesi costringendo di fatto all’isolamento non solo i residenti ma anche i proprietari di prati e cascinali che in valle passano l’estate. Credo di non essere l’unica a sostenere l’assurdità di questa situazione dove i vertovesi perdono di fatto ogni possibilità di accedere liberamente alla “loro” valle mentre per gli altri si predispongono i più disparati servizi senza peraltro particolari riscontri economici nelle casse comunali.
Non credo che il problema di una banchina stradale cedevole nel tratto avanzato si possa risolvere potenziando il servizio delle navette, se volgiamo un intervento concreto che salvaguardi l’ambiente naturale anche dalle immissioni dei gas di scarico, l’accesso va interdetto a ogni mezzo e la soluzione potrebbe essere il blocco presso l’ex-Bustese per il traffico esterno, e quindi non quello dei residenti o dei titolari di (pochi, limitati alle necessità degli stessi) pass… In fin dei conti chi vuole visitare la Valle deve anche meritarsela e un tratto a piedi (che poi è quello che hanno sempre fatto i nostri padri fino a pochi decenni fa) non può che aumentare un turismo consapevole a discapito del “mordi e fuggi” che ben pochi benefici apporta se non un intasamento della valle che per quanto bella è anche limitata, non può di certo ospitare tutti e forse andrebbe trattata come gli spazi chiusi dove è necessario regolamentare il numero di accessi giornalieri.
Con la consapevolezza che si tratti di una situazione poco piacevole ma da affrontare e certa che le autorità si stiano muovendo in tal senso, concludo speranzosa che questo mio intervento non sia visto solo come uno sfogo ma pure come qualcosa di propositivo che è diritto e dovere di ogni cittadino, speranzosa che anche altri facciano sentire la propria voce con la finalità di sensibilizzare ulteriormente chi di competenza per la salvaguardare della Valle Vertova da ogni minaccia e quindi anche dall’ invasione turistica, proprio come avvenuto per la celeberrima questione delle centraline, soluzione contro cui mi ero impegnata personalmente nella raccolta delle firme ma che ora arrivo quasi a rimpiangere …

Flavia Borlini