L’istantanea che rimarrà di questa edizione del “Notturno” degli amici della SanBe è la folla di spettatori, sostenitori e appassionati assiepati lungo i quattro lati del campetto di Semonte per assistere alla finale (e che finale!) di sabato 24 giugno: un oratorio gremito che è eccezionale colpo d’occhio nonché prova tangibile di quanto, anche questa volta, la manifestazione sia stata apprezzata e possa pertanto continuare ad essere sinonimo di successo, pur non mettendo in palio alcun premio in denaro ma, per tutti, vincitori o meno, solo l’opportunità di assaporare un autentico spirito di gruppo che viene cementato nei dopo partita presso il servizio-ristoro del Torneo.
E’ un successo che, nonostante alcune difficoltà sempre attuali, inorgoglisce e a tratti commuove gli organizzatori e, di fronte a certi risultati, sembra inutile spendersi in commenti che non aggiungerebbero assolutamente nulla a ciò che pare ormai entrato nelle preferenze di tanti appassionati. I fatti valgono più di qualunque parola, appaiono ben visibili agli occhi di tutti dopo sette edizioni di questo Torneo intitolato alla memoria di “Roby, Fabio e Andrea Bonfanti”, partito quasi in sordina e all’ombra di altri molto più storicamente consolidati, caratterizzati solitamente dalla forza attrattiva che montepremi danarosi sono in grado di esercitare; anno dopo anno, continue migliorie e sempre nuove soddisfazioni per cui deve bastare una sola e semplice parola: Grazie. Grazie a tutti coloro che si sono alternati nella sua gestione; grazie alla famiglia Ghilardi che con queste serate di festa ha modo di riportare simbolicamente in campo la memoria dei propri cari venuti tragicamente a mancare ormai quindici anni fa; grazie a quanti non mancano mai di supportare l’iniziativa pure dal non irrilevante punto di vista economico; grazie anche e soprattutto a chi vi ha partecipato, ai giocatori e al pubblico perché, non mi stancherò mai di sottolinearlo, in assenza di loro e dei loro consensi ogni sforzo organizzativo, per quanto generoso, gratuito e gradito, risulterebbe al contempo superfluo.
Giusto dare invece un po’ di spazio ai protagonisti, vincitori o vinti che siano; mi sia però concesso prima un passo indietro perché a partire dal lunedì 22 maggio sono stati di scena i ragazzi che hanno dato vita ai tornei dedicati alle categorie giovanili. “Primi Calci”, “Pulcini” e “Esordienti” che nelle finali in programma fra il 5 il 7 giugno, in contemporanea con la partenza del Torneo riservato ai “Liberi”, hanno visto primeggiare Virtus Oratorio Gazzaniga, Oratorio Gandino e G.S. Vertovese, capaci di avere la meglio sulle cinque avversarie trovatesi di fronte per ciascuna categoria. E sia consentito anche un grazie particolare a chi ha seguito molto da vicino ogni aspetto legato a questo appuntamento, ai generosi volontari della comunità di Semonte che da anni si prodigano per i servizi legati a organizzazione, arbitraggi, distribuzione patatine, gestione campo, pulizia spogliatoi.
Dopo questo doveroso inciso dedicato ai giovani, torniamo quindi ai protagonisti della categoria “Liberi: una menzione se la meritano tutti i duecento tesserati delle sedici squadre iscritte, un applauso in più va fatto alle otto capaci di superare la prima fase a gironi, uno ancora più particolare alle quattro che hanno raggiunto le semifinali e sono pertanto state prime attrici dello spettacolo messo in scena nell’ ultima serata.
Sopra tutti, la squadra della “Termoidraulica Bonfanti”, sempre lei, ancora una volta lei, fortissimamente lei… per la quarta edizione consecutiva! Ennesima affermazione che ha le sembianze di punto esclamativo nella storia della manifestazione; un vero e proprio record che ha tutti i crismi per essere trasmesso agli eredi da parte degli artefici di questi multipli successi; non a caso per diversi di essi oltre al trionfo di squadra è anche arrivata un’affermazione a livello individuale: Mario Magatelli, capocannoniere proprio come già dodici mesi fa; il giovane Simone Carobbio, miglior giocatore del Torneo; Andrea Maffeis, giocatore con il peso di più anni e più infortuni sulle spalle ma ancora capace di assurgere al ruolo di match-winner nel momento topico della finalissima; l’ancora meno giovane Alessandro Guerra che si è aggiudicato, con un po’ di ironia, il premio speciale di “miglior panchinaro” che incarna comunque alla perfezione ciò che questo torneo ha sempre voluto rappresentare, il partecipare che deve significare l’essere umilmente sempre a disposizione, anche per i ruoli meno nobili, anche se si ha varcato la fatidica cifra degli “anta”… E poi, per ultimo ma solo per essere sintesi anche di tutti gli altri, un nome su tutti: Massimo Maffeis, anima, mente, cuore e quant’altro di un gruppo che da quattro anni riveste il ruolo di mattatore assoluto, senza avversari in grado di superarlo ma al limite capaci solo di tentare di contrastarlo e di metterlo solo un poco più in difficoltà.
Difficoltà che non sono mancate in occasione di un ultimo atto vissuto sempre sul filo dell’equilibrio ma alla fine conquistato a scapito de “Le Rotaie – Gazzaniga” che, non a caso, vantano, a loro volta, tre successi nel Torneo e che si meritano pertanto applausi e complimenti per aver dato vinto a una gara altamente spettacolare durante la quale sono stati in grado di recuperare per tre volte uno svantaggio di un gol e di tenere pertanto gli spettatori incollati alla recinzione che delimita il terreno di gioco per quasi un’ ora di gioco… sino al triplice fischio dell’ arbitro che ha sancito, loro malgrado, il trionfo avversario per 4-3. Citazione a parte e piccola consolazione per la squadra sconfitta con Renato Facheris giudicato miglior portiere.
Avvincente è stata anche la finalina per l’assegnazione del terzo posto che infatti si è protratta sino ai templi supplementari al termine dei quali ad avere la meglio è stata la formazione del “Fiore & Pennello”, sorpresa del Torneo ch in rosa contava comunque alcuni elementi già terzi classificati nella passata edizione. Quarta classificata, superata con il risultato di 8-6, è quindi stata la squadra del “Panifico Arnoldi – Semonte” a proposito della quale è doveroso aprire un’ultima parentesi.
Una parentesi della quale sono protagonisti due “ragazzini” classe 1970. Il primo è un autentica istituzione del Torneo di Semonte: Guglielmo Ghilardi, alias Guli, legato a questo torneo per evidenti motivi famigliari che lo spronano a continuare a mettersi in gioco dopo essere stato plurivincitore negli anni passati, chi meglio di lui può sintetizzare la bella atmosfera che si vuole respirare in quel di Semonte ogni inizio estate? Forsel’altro “giovanotto”: un certo Marco Sgrò con un passato tutt’altro che secondario in serie A, protagonista con la casacca nero-azzurra dell’Atalanta nella seconda metà degli anni novanta: 120 gettoni di presenza e 10 gol messi a segno nel massimo campionato italiano ma anche tanta umiltà nel mettere la propria esperienza al servizio dei compagni di squadra divenuti, nel corso delle serate trascorse presso l’oratorio di Semonte, anche amici,al pari dei ragazzi della SanBe per i quali ha accettato di presiedere il momento delle premiazioni a fianco dei fratelli Stefano e Guglielmo Ghilardi.
E con le premiazioni è calato il sipario anche su questa edizione ma ovviamente, se vorrete, sarà solo un arrivederci… Contiamo di essere ancora con voi nel giugno del 2018!