Venerdì santo: la tradizione continua

Deposizione di Gesù dalla Croce e Solennissima Processione

 

Tempo di Quaresima, tempo di Passione di Cristo. Sempre moltissima gente partecipa, ogni anno, a Vertova, alla suggestiva “Processione del Venerdì Santo”, un evento rimasto pressochè invariato dal 1730; sì, perché oltre ad essere un’usanza che perdura da oltre cinque secoli, la celebrazione fa parte a tutti gli effetti del patrimonio culturale locale, che si declina in un connubio di religione e tradizione popolare, tramandata di generazione in generazione. Non per nulla, la processione del Venerdì Santo di Vertova fa parte del Registro delle Eredità Immateriali Lombarde (REIL), progetto di valorizzazione, salvaguardia e promozione dei beni immateriali, dei saperi tradizionali e delle pratiche rituali della Regione Lombardia. Una ricchezza culturale che connota da sempre il paese di Vertova, molto attesa e apprezzata dai suoi abitanti, ma anche da turisti e fedeli che sopraggiungono da tutta la provincia di Bergamo.

 

La Passione di Cristo, che quest’anno avrà luogo venerdì 25 marzo, prende solitamente il via nella Chiesa Parrocchiale, dove, alle 20, si celebra la Via Crucis. Al termine, viene allestita la sempre emozionante “Deposizione di Cristo dalla Croce”: gruppi di figuranti in costume sfilano davanti ai fedeli raccolti in religioso silenzio; in fondo al corteo un gruppo di uomini in abiti di colore rosso ed elaborati turbanti: sono i Giudei, che staccano dalla croce, posta al vertice di una scalinata in legno, la statua snodata del Cristo Morto, impressionante opera realizzata dagli artisti Andrea e Gian Bettino Fantoni nel 1725 su commissione dei vertovesi. I Giudei adagiano quindi la statua su di una portantina, e da qui prende il via la “Solennissima Processione”. Al rituale partecipano numerosi personaggi in abiti tipici, che sfilano in rigoroso ordine: alla testa della processione un chierichetto regge una grossa croce, seguito da tutto il gruppo di chierichetti, dai giovani cresimandi che portano i simboli della Passione e dai sacerdoti. Poi, seguono i Confratelli del Santissimo Sacramento e il corpo musicale di Vertova. Quindi, sfilano tre gruppi: le “Picche”, soldati romani con lunghe lance; dopo la prima picca viene la barella su cui è adagiata la statua di Cristo, opera appunto dei Fantoni, portata a braccio dai Giudei. Quattro uomini reggono le forcelle, che durante il percorso consentono ai Giudei di poter appoggiare ogni tanto la pesante portantina. Insieme all’ultima picca, sfila un anonimo fedele vestito in saio rosso, incappucciato e scalzo, il quale trasporta sulle spalle una grande croce lignea, seguito a sua volta da un disciplino in saio bianco, anch’esso incappucciato e scalzo. Essi rappresentano Gesù e il Cireneo. L’identità dei due incappucciati è nota solo al parroco del paese, e la tradizione vuole che essi compiano questo gesto per un voto religioso, come penitenza o come grazia ricevuta o richiesta. Inoltre, la decisione di chi porterà la Croce avviene a seguito di un’offerta in denaro, effettuata segretamente alla Parrocchia. Chiudono  il corteo le “Torce”, sorrette da otto uomini e i fedeli raccolti in preghiera.

Le celebrazioni pasquali proseguiranno nella giornata di sabato 26 marzo con la benedizione delle uova, un rito particolarmente gradito dai bambini, che portano in chiesa le proprie uova di cioccolato o quelle sode colorate con fantasia sui gusci per essere benedette; e culmineranno domenica 27 marzo con la Santa Pasqua: la celebrazione delle Sante Messe segue il calendario festivo.

 

Silvia Pezzera