“Il cane è il migliore amico dell’uomo”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Tantissime volte, tanto da non coglierne più il vero significato. A pensarci bene, però, non si tratta di uno stereotipo: fra tutti gli animali, il cane è quello con cui riusciamo a instaurare il rapporto più intenso, lo scambio affettivo più profondo e duraturo. Non stupisce, dunque, che i protagonisti indiscussi della cosiddetta “pet therapy” siano i cani.
A proposito, cos’è la pet therapy e, nello specifico, in cosa consiste la “dog therapy”? Lo chiediamo a Vera Bonaita, residente ad Albino, maestra e Dott.ssa di Scienze dell’Educazione ad indirizzo interculturale, che molti conoscono per la sua forte attività nel settore del volontariato, in particolare aiutando i bambini maggiormente in difficoltà dal punto di vista dell’apprendimento e della relazione. Ma che nutre anche una grande passione per i cani. Pertanto, chiediamo a lei quali sono i caratteri della “pet teraphy”.
“La pet therapy è una pratica terapeutica basata sul contatto fisico ed emotivo tra paziente e animale – afferma Vera Bonaita – Letteralmente “terapia dell’animale da affezione” (in inglese, “pet” significa animale domestico), evidenzia i benefici psicologici e comportamentali derivanti dall’interazione tra i bambini e gli animali, i cani, in particolare. Ecco, perché si parla di “dog teraphy”. La sua efficacia deriva dal fatto che i nostri amici pelosi sono in grado di dare affetto spontaneamente e sinceramente, senza alcun pregiudizio, condizionamento o falsificazione, una caratteristica che accomuna tutti gli animali distinguendoli dall’uomo, ma che nei cani è particolarmente accentuata”.
“Proprio quest’anno sono stata nominata docente di sostegno presso la scuola primaria di Cornale – continua Vera – E qui ho vissuto un’esperienza speciale. Infatti, condividendo con alcune colleghe l’importanza della presenza dei cani nell’interazione con i bambini, ho invitato un esperto esterno, l’educatore cinofilo Paolo Bosatra, autore del bellissimo libro “Io mi fido”, in cui narra la storia del suo cagnolino Ambrogio, segugio a pelo duro, mancato quattro anni fa per un brutto male. E’ arrivato a scuola con il suo cane Peppa, di razza Bassethound, per un paio di incontri con i ragazzi. Chiaro l’obiettivo: aumentare il livello di autostima e di motivazione all’approccio scolastico e relazionale tra gli alunni, in particolare “focalizzando” l’attenzione su coloro che necessitano di essere maggiormente gratificati per concludere le proposte richieste, non solo in classe ma anche in attività laboratoriali scolastiche ed extrascolastiche. Ebbene, gli incontri sono stati la gioia di alunni e insegnanti”.
“Le attività si sono svolte nell’aula di arte e immagine – prosegue Vera Carrara – Paolo Bosatra ha sistemato Peppa su un tavolo capiente e l’ha presentata alle classi 2^ e 3^ elementare, desiderose di ascoltare la sua storia, come pure alcune regole di educazione cinofila. Peppa ha osservato i bambini, mentre Paolo parlava e spiegava. Gli alunni, poi, sono stati coinvolti in alcuni giochi piacevoli, al termine dei quali hanno potuto offrire alla dolce Peppa un pezzo di biscotto che lei ha fiutato e riconosciuto con immenso piacere. Oltre a molte coccole e carezze, la cagnolina, dall’aspetto buffo e simpatico, è diventata protagonista di altre attività che hanno unito tutti i bambini. Da una parte, i bambini si sono sentiti responsabilizzati nell’aver cura dell’animale, nel rispettarlo e nell’amarlo per come si era presentato. Dall’altra, il cane ha gradito molto la sensazione di più mani sulla sua pelle, accompagnata dalle urla entusiaste dei piccoli scolari. E’ stato bellissimo”.
“Vorrei sollecitare insegnanti ed educatori di scuole a proporre attività di “pet therapy” nelle proprie strutture – conclude Vera – Si creano relazioni positive e serene in contesti dove spesso la sola teoria non giunge, mentre l’aiuto degli animali, in particolare dei cani, arricchisce il bene che c’è in ciascuna anima. Devo proprio ringraziare Peppa e Paolo per questa meravigliosa esperienza”.

Ti.Pi.