Veronica Migani

Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Gioele Solari” di Albino

Sposata e residente a Bergamo da molti anni, nonostante le sue origini venete, Veronica Migani è dallo scorso mese di giugno il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Gioele Solari” di Albino. E’ naturale per la nostra rivista intervistarla, per conoscerla meglio, presentarla alla platea albinese e augurale un buon lavoro.

 

 

Qual è stata la sua carriera scolastica e, finora, professionale?

Ho frequentato il liceo scientifico Lussana e poi la Facoltà di Chimica presso l’Università Statale di Milano. Inoltre, possiedo un dottorato di ricerca in Tecnologie per l’Energia e l’Ambiente, e ho sempre amato la ricerca scientifica relativa al settore ambientale. Ho lavorato come docente di chimica in diversi Istituti Superiori di Bergamo e provincia, ho insegnato all’ITS dell’Istituto Natta di Bergamo e sono stata cultore della materia e docente di esercitazioni di chimica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bergamo. Tuttora, seguo lavori di ricerca sperimentale presso quest’Università nel settore tessile e dei materiali. Amo viaggiare e conoscere persone nuove, gioco a tennis e adoro la musica e il teatro.

 

Ha mai lavorato in precedenza ad Albino…

Non ho mai avuto il piacere di lavorare ad Albino!

 

Quando ha scelto la sede di Albino?

Ho scelto la sede di Albino quando l’Ufficio Scolastico Regionale, nel mese di febbraio, ha chiesto ai neo-dirigenti scolastici l’elenco delle sedi preferite su cui assegnarci. Tra le varie opzioni disponibili, Albino mi è sembrata una delle più belle.

 

E quale è stata la prima impressione sulla realtà scolastica albinese?

La mia prima impressione è stata quella di avere a che fare con una realtà molto complessa, sia a livello organizzativo che logistico. L’Istituto Comprensivo si estende su un territorio molto vasto, i plessi sono numerosi, così come i docenti e gli studenti. I docenti, i genitori e i rappresentanti degli Enti locali e delle associazioni che ho avuto il piacere di incontrare durante i mesi estivi, tuttavia, mi sono sembrati talmente speciali, entusiasti, appassionati e disponibili, da farmi capire come la scuola stia davvero a cuore a molti e si sorregga su solide basi.

 

Quali le prime azioni che ha effettuato?

In verità, ho molto ascoltato, studiato e meditato. Sono convinta che l’azione scaturisca solo da un pensiero profondo e dalla conoscenza sicura dei problemi e delle opportunità.

 

Come le sembrano le strutture che ha in carico?

Ho in carico 10 edifici: 9 plessi scolastici e un ufficio di segreteria. In alcuni di essi si nota l’urgenza di alcune migliorie a livello strutturale o di sicurezza, ma ci stiamo lavorando. Mi dispiace che la Presidenza sia lontana dalle classi e dislocata nel centro cittadino; penso che visiterò spesso i plessi durante l’anno scolastico, in modo da non perdere il contatto con le persone che lavorano con me e di conoscere personalmente tutti gli studenti e i genitori.

 

Come si articolano i plessi di sua competenza?

Le scuole dell’infanzia sono due, ad Albino e Desenzano. Le scuole primarie sono quattro, una ad Albino, una (nuovissima) a Desenzano, una a Bondo Petello e un’altra a Vall’Alta. Infine, le scuole superiori di primo grado sono tre, una ad Albino, una a Desenzano e una ad Abbazia.

 

C.P.

 

 

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Il saluto del dirigente scolastico agli alunni

 

Carissimi studenti e genitori, autorevoli docenti, amici dell’amministrazione, preziosi collaboratori scolastici, desidero porgerVi il più cordiale saluto ed il mio sincero augurio di un proficuo e sereno anno scolastico.

Quest’ anno inizia con una nuova dirigenza e con la necessità di costruire un Istituto ancora molto giovane e forse non ancora coeso e forte come vorremmo, ma sono fortemente convinta che nuove opportunità possano nascere inattese da momenti iniziali di difficoltà e di smarrimento, rafforzando la determinazione di tutti noi nell’assolvere il proprio compito e nell’affrontare le grandi sfide che ci attendono. Una tale spinta ideale sarebbe però vuota declamazione se non si accompagnasse ad una riflessione sullo statuto morale e sulle finalità ultime dell’istituzione scolastica, ponendole in relazione al contesto sociale e ai bisogni che questo esprime. Nella tradizione europea il ruolo delle scuole è principalmente consistito nel proporsi come luogo di elaborazione culturale e di un’essenziale tensione verso un sapere integrale e unificante, che si è potuto realizzare soltanto rendendosi autenticamente communitas. Sono convinta che l’unità del sapere sia senza dubbio incentrata su quella dell’unità del soggetto, sulla centralità dell’individuo, sull’unicità di ogni studente, di ogni docente e di ogni persona che operi in questo contesto. La diversità e l’unicità irripetibile ed eccezionale di tutti noi sono quindi la forza con cui si costruisce una comunità di persone tutte orientate verso la conoscenza e accomunate da un’appassionata ricerca della verità. Anche la dimensione locale in cui viviamo e lavoriamo ci fornisce una forte identità comunitaria, regalandoci radici solide su cui poggiare, confortandoci e arricchendoci con le sue tradizioni. Credo che l’innovazione della nostra scuola non debba quindi passare per una drastica rottura con la nostra storia, della quale si deve piuttosto essere consapevoli continuatori per individuare ciò che del passato deve essere perpetuato e ciò che invece esige una revisione. Il nuovo anno scolastico vedrà sovrapporsi il flusso delle buone pratiche educative del passato a quello di nuove idee, di arditi progetti e di sfide ambiziose che si affacciano sul futuro. La nostra scuola sarà il crocevia e il punto di incontro della tradizione rispetto alla modernità, sarà la continuazione di quello che era e la creazione di qualcosa di nuovo, di più ampio, di più ambizioso. Entreremo in una dimensione globale senza perdere quella locale, staremo al passo con i tempi, avremo lo sguardo sempre rivolto verso il futuro e verso il mondo che cambia così velocemente, ci confronteremo con le altre realtà scolastiche italiane ed europee, restando sempre noi stessi.

L’inizio della scuola è un rituale antico che si ripete seguendo sempre le stesse dinamiche: la paura di chi entra per la prima volta in questo mondo si intreccia con la gioia di chi questo universo lo conosce da tempo e lo ama, le ansie di coloro che temono lo studio si allacciano con le speranze di quelli che molto investono sulla formazione e sulla conoscenza. Ognuno di noi affronta l’inizio del nuovo anno scolastico con i propri sentimenti e con intime aspettative, ma tutti insieme siamo invitati a partire e ad affrontare i giorni futuri con la forza e la consapevolezza che nascono dalla fiducia. La fiducia in se stessi, nel proprio talento e nelle singole attitudini, la fiducia nei compagni di scuola, nei genitori, nei docenti. La stima reciproca e la certezza che tutti insieme siamo a scuola per costruire un mondo più bello e più giusto saranno i valori che terranno legate tutte le persone che si affacciano su questo piccolo ma grandissimo universo umano. Ho conosciuto il validissimo staff dei docenti e molti genitori, ho visto lo spessore culturale e l’afflato morale di tutti quelli che credono in questa nostra scuola e che spendono le proprie energie per un ideale alto e buono, ho intuito che le basi per costruire sono solide e sincere, ho enormemente apprezzato quanto costruito con estrema dedizione dalla dirigente Maria Peracchi, alla quale va tutta la mia riconoscenza.

Per quanto possibile, sarò al Vostro servizio, avrò cura di ognuno di Voi e lavorerò con tutte le mie forze perché possiate vivere un ottimo anno di scuola.

 

Il dirigente scolastico, Veronica Migani