Il 23 luglio 2019 ricorre il centenario dell’incoronazione della Madonna di Altino. Un evento importante per la comunità parrocchiale di Vall’Alta, che si riconosce nella parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore. Per prepararsi all’evento, il parroco don Daniele Belotti e il Consiglio Pastorale hanno promosso nello scorso autunno un’indagine, attraverso tre brevi domande inserite a suo tempo in un foglietto presente in chiesa parrocchiale, per conoscere cosa rappresenta per la comunità parrocchiale il santuario di Altino, che ruolo ha nella comunità, come potrebbe migliorare in termini di appeal: 1. Cosa rappresenta per te e la tua famiglia il Santuario di Altino? 2. Cosa pensi rappresenti oggi per la nostra parrocchia? E’ una realtà importante da valorizzare o pensi vada bene come è oggi? 3. Cosa manca al Santuario di Altino? Cosa manca ai suoi spazi? Cosa vorresti fosse fatto per renderlo migliore?
Obiettivo: partire dalle risposte, da questi punti forti, per allestire poi una batteria di iniziative ed eventi che vadano a concludersi a luglio, in occasione dei festeggiamenti per il Centenario dell’Incoronazione della Madonna di Altino.
Ebbene, durante un’assemblea parrocchiale dello scorsoautunno, si è avuta la “restituzione” alla comunità delle risposte del questionario. Nel complesso, sono stati consegnati 49 elaborati di cui 41 questionari compilati individualmente; 5 provenienti dai centri di ascolto; 3 dai gruppi parrocchiali.
Ebbene, dall’elaborazione delle risposte alle singole domande emerge che il santuario di Altino è un luogo di ricordi legati alla famiglia, all’infanzia, alla giovinezza. Ma anche un luogo per tramandare la tradizione della devozione mariana. Insomma per molti è stato un punto di riferimento e lo è ancora, sia per la famiglia che per la propria vita religiosa. Inoltre, il santuario è un valore, un gioiello, un dono, un’opportunità, un bene. Più persone, poi, hanno ricordato i sacerdoti ed i religiosi passati di lì, a partire da don Guido, a don Franco.
In merito alla seconda domanda, la maggioranza ha affermato che il santuario di Altino è una realtà da valorizzare, perché è importante sia per i pellegrini che per i parrocchiani. E’ un luogo di meditazione, preghiera, valore, di crescita nella fede, che rappresenta le tradizioni.
Per i parrocchiani di Vall’Alta è motivo di orgoglio; ma si vuole che il santuario mantenga le sue attuali caratteristiche: si ha paura, infatti, che la valorizzazione possa stravolgere la sua natura di luogo raccolto, intimo, spirituale (non un posto per feste, gite, ma soprattutto un sito spirituale). Questo concetto lo si trova riassunto e visualizzato nelle parole “bene” e “bello”: è bello così… è ampio e bello… va bene così… va bene come è…
La terza domanda, infine, era diretta su ciò che poteva mancare, dando la possibilità di inserire proposte di miglioramento. Ebbene, molti hanno detto che mancano persone: sacerdoti (sempre presenti), preti, religiosi, il custode… E mancano anche spazi per accogliere (peraltro, da sistemare), per sostare più giorni (relativo ai sacerdoti o a figure religiose); per accogliere più famiglie per una custodia; per accogliere pellegrini e gruppi (molti parlano di ristrutturazione della “Casa del pellegrino”); per dare accoglienza con spazi di ristorazione; per poter vivere il contatto con la natura (percorsi, sentieri).
Forte l’attenzione all’accoglienza: sia spirituale (ritiri, confessioni, momenti di preghiera) sia fisica (ristorazione). Ma si ha anche paura: molti chiedono che il luogo non venga deturpato.

S.N.