Sono distribuiti ovunque, in modo capillare, in grado di collegare anche gli angoli e le vette più lontane e remote, ma al tempo stesso delicati, perché soggetti a tutte le condizioni climatiche, tutti i giorni dell’anno, e fragili, perché alla mercè di piogge violente, fulmini, passaggi di animali, ma anche di azioni vandaliche, incuria, scarsa pulizia. Sono i sentieri di montagna, che in Bergamasca, stando ad una stima sommaria, si allungano per circa 2.500 km. Si sono sentieri più “famosi”, come il “Sentiero delle Orobie”, ed altri più “normali”, perché secondari e lontani dai centri abitati o dai rifugi, che conducono a pascoli, laghetti o valli laterali. Ma tutti, senza distinzione, richiedono una periodica manutenzione, a cui provvede il CAI (Club Alpino Italiano). Un intervento notevole, importante, sia in termini di impegno fisico che economico. Ma che trova realizzazione grazie alla disponibilità dei volontari del CAI, quelli che fanno riferimento alle varie sottosezioni.
E’ il caso della sottosezione del CAI di Trescore che, in un periodo inusuale, fuori-stagione rispetto alla programmazione estiva del CAI, è sceso in campo, per provvedere alla manutenzione dei sentieri che si innervano sui fianchi delle montagne della Val Cavallina, dividendo l’intervento in due fasi. Nelle scorse settimane, infatti, l’oggetto dell’intervento ha riguardato i sentieri della Media Val Cavallina, da Trescore a Casazza. In campo, una squadra numerosa e compatta, composta da 26 volontari, 12 dei quali espressione della sottosezione CAI di Trescore e 14 della Commissione Sentieri del CAI di Bergamo.
Ebbene, in una mattinata suddivisi in nove “pattuglie”, armati di pennello e vernice e di qualche attrezzo da sfalcio, hanno “ritracciato” i principali sentieri della zona. Cioè hanno “rinfrescato” con le classiche colorazioni bianco e rosso i “segnavie” presenti lungo i sentieri, soprattutto quelli ammalorati o sbiaditi, provvedendo anche a piantare nuovi cartelli segnaletici.
I percorsi interessati dall’intervento sono stati: il 610 (Trescore-Pizzo Casgnola), che da Trescore porta alla chiesetta di Santa Maria di Misma, in Comune di Cenate Sopra, fra i più “battuti” durante tutto l’anno; il 611 (Redona-Costa del Colle); il 613 (Colognola-Monte Ballerino), il 614 (Grone-Foppelle), il 615 (Berzo San Fermo-Col Croce), il 616 (Entratico-San Giovanni delle Formiche), il 617 (Berzo San Fermo-Il Casino), il 619 (Sant’Amtonio di Grone-Col Croce), il 625 (Mologno-Cesulì), che porta alla località “Cesulì”, fra Vigano San Martino e Casazza, molto frequentato dagli escursionisti.
Dai commenti dei volontari è emerso che i tracciati hanno mostrato un buono stato di conservazione, anche se si sono dovuti ripristinare alcuni sentieri nella zona di Berzo San Fermo e sui fianchi del Monte Misma. Successivamente, i volontari hanno dedicato un’altra giornata di lavoro per i sentieri dell’Alta Val Cavallina, da Casazza a Endine Gaiano.

Luisa Rovelli