Ogni paese, fino a qualche decennio fa, contava sul suo territorio numerose fontane pubbliche che erogavano gratuitamente fresca acqua potabile ai cittadini. Quasi ogni contrada, ogni via, ogni angolo era ingentilito dalla presenza di fontanelle, a volte semplici rubinetti di ottone impostate su un muro vicino ad un agglomerato di case, a volte vere e proprie fontanelle quasi artistiche, alcune incassate in nicchie con il soffitto a volta e con le pareti bombate. Un tempo l’acqua si attingeva dal pozzo o da una valletta vicina all’abitazione, quando queste correvano ancora scoperte nel paese. Allora l’acqua corrente, pur essendo un bene primario, non era facilmente disponibile e solo dopo la metà circa del secolo scorso, l’acqua potabile è entrata all’interno delle case private.
Poi, gradualmente, ma anche velocemente, le condutture sono comparse capillarmente nelle abitazioni civili, fino a servire tutta la popolazione del paese. A quel punto le vecchie fontanelle avevano esaurito il loro primario compito e il loro ruolo, così sono state declassate e, col passare degli anni, non sono più state utilizzate, fino a cadere in disuso e in degrado, se non addirittura in rovina. Quindi, le amministrazioni comunali, una dopo l’altra, le ha rimosse, lasciando evidenti i segni, inevitabili cicatrici, sui muri, che palesano ancora la loro presenza e la loro forma. Per fortuna, però, alcune sono scampate alla dismissione e questo patrimonio storico, grazie alla loro posizione o alla loro funzione ornamentale, è rimasto muto testimone di un tempo passato.
Gazzaniga annoverava numerose fontane, alcune delle quali incassate nei muri perimetrali in nicchie, che così fornivano anche da protezione durante improvvisi acquazzoni o intemperie. Ora, purtroppo, nel paese è rimasto solamente un testimone, unico sopravvissuto di un periodo storico neanche troppo lontano, testimone solitario di anni in cui si poteva ancora giocare per le strade, correre nei prati e appropriarsi di quegli spazi pubblici per momenti ludici. Oggi, questi segni risultano cancellati dal tempo, così come i ricordi di una vita diversa, goduta spensieratamente all’aria aperta, e quando, dopo il gioco, attanagliava la sete, c’era sempre una fontanella pronta a ristorare con la sua acqua fresca. Per fortuna, una di queste preziose testimonianze è scampata alla rimozione e ricorda, solitaria, il tempo andato. La fontana in questione è quella in via Manzoni, vicino alla scaletta che porta alla soprastante via Briolini, il medievale centro storico di Gazzaniga. Ma col passare del tempo, e il disuso, la nicchia che ospita la fontana è diventata preda della inciviltà della gente, che ha eletto questo luogo a ricettacolo di rifiuti, se non addirittura deposito di qualsiasi sporcizia.
Altre fontane, per fortuna, hanno resistito all’incuria del tempo, come l’ottocentesca artistica fontana a due vasche in fondo a via Briolini o quella ad una vasca in piazza di Rova, recentemente ristrutturate a cura dell’amministrazione comunale, ma dove scorre acqua non potabile. Comunque, memorie storiche di grande rilevanza ancorché artisticamente gradevoli dal punto di vista architettonico, pur considerate “abbeveratoi” più che fontane.
Fortunatamente da qualche anno in paese è sorto il gruppo “Volontari per Gazzaniga”, pensionati provenienti dalla locale sezione CAI e dall’“Associazione Mutuo Soccorso”, che, in perfetta sinergia, si sono preso carico di sistemare alcune zone degradate del paese o in stato di abbandono. Così, dopo gli interventi di pulizia al piazzale della stazione, alla piazzetta 25 Aprile e a certi brutti murales, e di manutenzione delle panchine in legno dislocate nel paese e dei 13 pannelli del “sentiero dei colli”, come pure di tenuta del Giardino Geologico, si sono messi all’opera per recuperare l’antica fontana, unica rappresentante storica rimasta nel paese. Dopo una pulizia generale, si sono state effettuate le opere edili per rimuovere e ripristinare l’intonaco ammalorato. Successivamente, la fontana è stata completamente ridipinta e infine ingentilita con una rosetta sul rubinetto e un grande rosone in ferro battuto sul fondo.
Ora, la fontanella risulta gradevolmente sistemata e decorosa, ancorché funzionante e pronta ad assolvere ancora per molti anni il suo compito di erogatrice di acqua, bene primario dell’umanità.
Angelo Ghisetti









