Il Gruppo Alpini di Albino, con il nuovo consiglio e un progetto per il Parco Alessandri, si avvicina alla data storica del 90°
Il Gruppo Alpini di Albino ha rinnovato il suo consiglio e i fedeli propositi che lo animano dal 1929 e nel 2019 potrà celebrare il 90° di Fondazione, che è avvenuta con il capogruppo maggiore dottor Carlo Bossi, medaglia d’argento e medaglie di bronzo della Prima Guerra mondiale. A lui sono succeduti sette capogruppo fino all’uscente Giuseppe Carrara.
Rendono insigni gli Alpini di Albino sia i 14 caduti della Grande Guerra a partire da Benvenuto Bulandi, uno dei tre fratelli Bulandi a cui sono dedicate le Scuole elementari, e da Marino Domenico Pina, caduto il 29 settembre 1917, medaglia d’argento, dei quali va rinnovato il ricordo a cento anni del loro sacrificio, sia le Medaglie della Seconda guerra mondiale: il capitano Franco Briolini, Medaglia d’Oro sul fronte russo nel 1943, i cui discendenti hanno affidato la sua medaglia al Gruppo di Albino; il capitano Vittorio Gasparini, M.O., fucilato, quale esponente della Resistenza al nazifascismo, a piazzale Loreto a Milano il 10 agosto 1944, in ricordo del quale il Gruppo Alpini ha contribuito alla pubblicazione della biografia curata dall’ANPI di Albino; il sergente Aldo Maggi, medaglia d’argento sul fronte greco il 17 novembre 1940; Luigi Pietro Persico, medaglia d’argento sul fronte russo il 22 dicembre 1942; Giuseppe Persico, medaglia di bronzo sul campo in Russia il 17 novembre 1942; il dottor Camillo Frosio, medaglia di bronzo in Russia e presidente del clandestino Comitato di Liberazione di Albino dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945.
Così si ricordano tanti altri nobili alpini a partire da Franco Carrara, reduce dalla campagna di Russia, ucciso quale partigiano in Val Taleggio nel 1944, Luigi Goisis, internato militare e in seguito sindaco per tre amministrazioni, Valentino Carrara, pure lui reduce dalla campagna di Russia, internato militare, il quale, dopo la guerra è stato per decenni presente nel Gruppo.
Il numero dei soci del Gruppo si mantiene alto: 125 Alpini e 48 Aggregati, il che mostra il grado di stima che gode fra i concittadini.
Su queste basi di storia e di partecipazione, il Gruppo può ripensare agli scopi per cui fu fondata l’Associazione Nazionale Alpini, per rinnovarne gli impegni in vista del 2019.
Tra gli scopi più importanti si propone di “tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini e illustrarne la gloria”.
Il più alto tradizionale valore degli Alpini, che è l’impegno di solidarietà per gli altri e per la comunità, è stato testimoniato anche nel 2015 in tanti modi, dal servizio svolto nella molteplice gestione del Parco Alessandri, comunale, di cui hanno usufruito tante famiglie, in particolare bambini e ragazzi, compresi quelli figli di immigrati, i quali sono per lo più nati ad Albino e frequentano le Scuole fratelli Bulandi; è stato testimoniato sia dalle opere di beneficenza, sia dalle iniziative patriottiche, educative e culturali realizzate.
Fra queste al primo posto sta la gestione del Museo, mostratosi importante in questi anni in cui ricorrono i 100 anni della Guerra 1915-1918. Un buon numero di cimeli del Museo è stato esposto presso l’auditorium comunale in aprile e in ottobre, in occasione dei concerti rispettivamente del Complesso bandistico di Albino insieme con il Coro del Gruppo, “Stella Alpina”, sempre più qualificato, e del Coro Idica di Clusone, ma non solo, è stato anche prestato ai paesi di Premolo, a maggio, Cassano S. Andrea, a ottobre, Peia, novembre e dicembre, in concomitanza con concerti del coro Stella Alpina, che è stato presente anche a Selvino e Alzano Lombardo nei concerti del Complesso bandistico di Albino.
Per la ricorrenza del 4 novembre il Gruppo è stato presente e attivo.
Queste ed altre iniziative sono state rese possibili dalla realizzazione di un altro degli scopi dell’ Associazione che è quello di “rafforzare tra gli Alpini i vincoli di fratellanza” e “promuovere e concorrere in attività di volontariato”. Lo spirito di corpo e l’impegno condiviso sono stati il cemento che ha tenuto unito l’edificio delle singole iniziative. Il Gruppo si distingue per la partecipazione attiva e democratica dei suoi soci, anche nelle fasi di preparazione e deliberazione; la discussione in consiglio è aperta e fraterna, i consiglieri sono disponibili ad ascoltare e coinvolgere tutti quanti vogliono impegnarsi.
Alla fraternizzazione ha contribuito, oltre che il ragionare e il fare fianco a fianco, la partecipazione all’88^ Adunata Nazionale all’Aquila, dal 15 al 17 maggio, e alle due gite realizzate, il 18 gennaio 2015 alla Montefortiana di Soave (Verona) e il 26 aprile 2015 alla “4 ville in fiore” di Tassullo nella trentina Val di Non.
Fra gli scopi dell’Associazione sta anche quello, non meno importante, di “promuovere e favorire lo studio del problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni”. Per queste, attiva è stata l’educazione civile e patriottica, soprattutto in collaborazione con le scuole. Il 30 aprile si è svolta la Festa del Tricolore nelle scuole medie, per le 2^ di Albino e di Abbazia: così 100 tricolori sono entrati nelle loro case a simbolo della patria; il 19 settembre la Festa dei primini, con 160 bambini che entravano nella scuola elementare: così il cappello e la penna degli Alpini si sono fatti conoscere anche a loro come una presenza amica; il 4 novembre, al monumento ai Caduti, è stato predisposto e realizzato il ricordo, con la partecipazione delle classi 5^ delle Scuole elementari Fratelli Bulandi e le 3^ della Media Solari.
Nel nuovo consiglio, che rimarrà in carica dal 2016 al 2018 sono stati eletti: Gianluigi Moioli, capogruppo, Mario Signori, tesoriere, Roberto Lebbolo, Gianvittorio Fassi, Giovan Ambrogio Carrara, segretario, Maurizio Albergoni, Graziano Belotti, Antonio Tombini, Silvano Gritti, Stefano Gabbiadini, Alessandro Persico.
Domenica 6 marzo, al tradizionale pranzo sociale, così si è espresso il capogruppo Gianluigi Moioli: « Voglio anzitutto ringraziare tutti voi per essere presenti così numerosi e, come primo atto della mia elezione a capogruppo, il mio ringraziamento va ai miei predecessori, per quanto finora è stato fatto e va inoltre a tutti quelli che si sono prestati attivamente e che continueranno a farlo, dimostrando che lo spirito di noi alpini non conosce né limiti, né ripensamenti. Con l’auspicio che i prossimi tre anni siano all’insegna della continuità, per conservare il patrimonio di valori che ci caratterizza, per tenere unito questo gruppo, nella speranza anzi di aumentare sia il numero degli iscritti che dei sostenitori, contando sempre su una buona partecipazione alle nostre iniziative.
Passo subito all’argomento che mi sta più a cuore, cioè quello del progetto della copertura dello spazio giochi e spettacoli del Parco Alessandri, di cui abbiamo la custodia. Penso che molti di voi, se non tutti, siano al corrente di questa nostra iniziativa, di cui avevo già illustrato l’idea di massima nell’ incontro dello scorso anno. Poiché ora il progetto sta prendendo corpo e sta entrando nella fase esecutiva, vorrei mettervi al corrente delle varie fasi in cui si andrà a concretizzare: contiamo di realizzarlo entro il 2019, in occasione del 90° della fondazione del nostro gruppo.
Oltre ad essere un’infrastruttura che darà la possibilità, ai bambini e anche ai più grandi, di un utilizzo quotidiano del Parco Alessandri per i loro giochi, permetterà di assistere a spettacoli e manifestazioni programmati, anche in caso di maltempo. Insomma potrà avere diverse modalità di utilizzo e siamo convinti che questa opera verrà apprezzata per la sua praticità.
Naturalmente da parte nostra si tratta di un grosso impegno sia economico, che organizzativo. Premetto che il progetto è dell’ingegner Silvio Calvi, che ringraziamo per la sua competenza e professionalità e per la sua generosa disponibilità. L’opera finita avrà un costo stimato di 145.000 euro (compresivo di i.v.a.), dei quali 80.000 saranno messi a disposizione dall’amministrazione comunale, che dobbiamo ringraziare nella persona del sindaco dottor Terzi, per aver subito compreso l’importanza del progetto e di aver deciso di appoggiarlo senza condizionamenti.
Per coprire la differenza del costo totale dell’opera, come Gruppo Alpini avremmo l’intenzione di utilizzare risorse esistenti e altre da raccogliere con il sostegno della cittadinanza. E, per questo, conto molto sull’impegno di tutti voi tesserati alpini. Vi chiedo di cercare sostenitori a vario titolo, in modo da coinvolgere tutti in questa operazione, avvicinando i nostri concittadini, portandoli a conoscenza dell’importanza di questa opera, ognuno nel proprio piccolo, nella propria disponibilità: qualsiasi cifra che verrà donata sarà un’ulteriore dimostrazione che l’iniziativa e’ valida, che e’ stata apprezzata e che abbiamo visto giusto.
E qui entra in gioco il nostro orgoglio di alpini: sono sicuro che nessuno si sottrarrà a questo impegno e che, tutti insieme, con uno sforzo straordinario, riusciremo a portare a compimento quest’opera, che andrà a beneficio dell’intera cittadinanza e sarà un nostro contributo alla comunità di Albino, di cui siamo orgogliosi di fare parte e di cui, anche in questo caso, se ancora ce ne fosse bisogno, vogliamo dimostrare di essere parte attiva.
Tra le nostre prossime iniziative nel 2019 ci sarà naturalmente l’organizzazione del 90° della nostra fondazione, ricorrenza che abbiamo intenzione di festeggiare con un grande evento, come, ricorderete, avevamo già fatto in occasione del nostro 80°.
Viva gli alpini.
Il capoigruppo, Gianluigi Moioli
Parole di saluto al capogruppo uscente, Giuseppe Carrara
La lunghezza del suo incarico, per quasi tre volte, è stata notevole, in media con quella degli altri otto capogruppo che l’hanno preceduto dal 1929: Carlo Bossi, il fondatore, Guido Gandossi, Francesco Pellegrini, Antonio Azzola, Guido Morotti, Giuseppe Mutti, Luciano Nani, Silvano Bonomi. Di tutti, se li abbiamo conosciuti, ricordiamo non le loro iniziative o le loro opere, ma quello che erano come uomini, nel bene e nel male. Infatti, nel Gruppo Alpini ha sempre avuto importanza il gruppo rispetto al capo; nel gruppo Alpini si sono sempre fatte le cose insieme, non quelle pensate e fatte dal capo.
Di fatto, come ricordava uno che ha saputo fare il capo, papa Giovanni, per fare il capo “bisogna fare, far fare e lasciar fare”. Ecco, Giuseppe entra nella storia del nostro gruppo come uno che ha fatto, uno che ha fatto fare, uno che ha lasciato fare; lo posso dire io al quale Giuseppe tante volte ha dato spazio per fare. Noi possiamo testimoniare che Giuseppe ha fatto la cosa più importante per un capogruppo: in tanti anni, ha mantenuto quella che è la condizione per fare e far bene, ha mantenuto la concordia del gruppo, non ha mai rotto l’armonia del gruppo. Di questo particolarmente lo ringraziamo.
La cosa è da sottolineare anche perché l’attività del nostro gruppo non si svolge solo al nostro interno, ma ha, ogni giorno, rapporti con persone esterne, proprio da quando abbiamo questa sede in un parco pubblico, aperto a tutti, anziani, adulti, bambini, e da un po’ di anni, non solo bergamaschi di prima generazione, ma anche immigrati, tutti in generale in buona armonia.
Avevo detto “due parole e non di saluto”. Ecco, Giuseppe, tutti noi speriamo che tu continui a fare nel nostro gruppo, in particolare a tenere in piedi l’attività del nostro bar, che è il cuore del parco pubblico, e che ha bisogno di uno che parli poco e crei concordia fra tutti. Per quello che ancora farai, ancora grazie.






