“Il Giubileo Straordinario della Misericordia, che la Chiesa sta vivendo quest’anno, offre una luce particolare anche alla Giornata Missionaria Mondiale che si celebra domenica 23 ottobre: ci invita a guardare alla missione ad gentes come una grande, immensa opera di misericordia, sia spirituale che materiale. In effetti, in questa Giornata Missionaria Mondiale, siamo tutti invitati ad “uscire”, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana. In forza del mandato missionario, la Chiesa si prende cura di quanti non conoscono il Vangelo, perché desidera che tutti siano salvi e giungano a fare esperienza dell’amore del Signore”.
Questo uno stralcio del messaggio pronunciato da Papa Francesco, in occasione del 90° anniversario della Giornata Missionaria Mondiale, promossa dalla Pontificia Opera della Propagazione della Fede e approvata da Papa Pio XI nel 1926. Ebbene, recependo le indicazioni del pontefice, che richiama le comunità parrocchiali alla centralità dell’impegno “ad gentes” (alle genti), per raggiungere le periferie del mondo, il Gruppo Missionario della parrocchia di S.Maria Assunta e San Giacomo Maggiore di Vall’Alta organizza una “Cena Missionaria”, in programma sabato 22 ottobre, alle 19, presso la sala dell’Oratorio della parrocchia di Vall’Alta. Alla carta, un menu semplice e frugale, sia per adulti che per bambini. tagliatelle di montagna, scaloppine al vin santo con noci e nocciole.
Sarà presente con la sua importante testimonianza Padre Damiano Puccini, sacerdote toscano, missionario incardinato in Libano, che da dieci anni segue i più poveri del Libano e, in particolare, i profughi dalla Siria.
L’iniziativa proposta dal Gruppo Missionario intende approfondire il dramma che sta vivendo il popolo siriano, scacciato dalla sua terra sotto i colpi delle milizie del presidente Assad. Per questo è stato chiamato padre Damiano, per testimoniare la bellezza e la forza che nascono dal perdono e che hanno dato vita in Libano a una missione impegnata nell’assistenza ai rifugiati siriani e iracheni. Si parlerà soprattutto dell’associazione libanese di volontariato “Oui pour la Vie”, da lui diretta a Damour, che attraverso il perdono e la penitenza pratica una solidarietà concreta a 360 gradi: dai quartieri degradati di Beirut ai campi dei profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
Il Libano, oggi più che mai “terra di rifugio”, è da sempre un esempio di coabitazione pacifica tra le religioni, anche se è stato segnato da una guerra civile interconfessionale durata più di quindici anni. Dei quattro milioni di abitanti, i cristiani rappresentano un terzo della popolazione, mentre la maggioranza è di fede musulmana. Ai quattro milioni di abitanti si sono aggiunti negli ultimi anni più di un milione di profughi siriani e ultimamente anche iracheni, soprattutto cristiani, che cercano rifugio dalle persecuzioni, dalle devastazioni, dalle esecuzioni capitali di massa.
Il ricavato della cena sarà devoluto al progetto di scolarizzazione che il Gruppo Missionario della parrocchia di Vall’Alta sostiene a Melga in Bolivia, dove operava don Berto Nicoli, originario di Vall’Alta, precisamente della località di Grumelduro, primo missionario diocesano in Bolivia (partì per quella missione da Genova l’11 ottobre 1962, insieme a don Luigi Serughetti. Morì il 13 giugno 2005.
Giuseppe Carrara








