Carabinieri ieri oggi e domani
Ricorre quest’anno il bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. L’Associazione Carabinieri in congedo di Albino desidera rendere partecipe la popolazione di questo evento che, nel corso dell’anno, si andrà a celebrare. Era il 1814, quando, nella cara Torino, nasceva il Corpo dei Carabinieri. Appena 800 uomini. “…per buona condotta e saviezza distinti…”, distribuiti in 113 Stazioni, iniziarono a scrivere una storia esaltante che avrebbe accompagnato la vita della Nazione e dei suoi 8.093 Comuni. Da allora i Carabinieri vivono in modo esclusivo lo straordinario legame con il territorio, oggi affidato a 4.604 Stazioni e 55 Tenenze. Esse sono il cuore della nostra organizzazione e tra i simboli più antichi ed amati dello Stato Italiano, per quella radicata e riconosciuta capacità di coniugare efficienza operativa e sensibilità umana. Il “sistema Arma” in cui noi Carabinieri in congedo abbiamo coltivato e perseguito, con i nostri sogni e le legittime ambizioni i modelli di uno stile di vita rigoroso eppure esaltante, a ben pensarci, non esiste più così come lo abbiamo vissuto, perché si è nel tempo trasformato adeguandosi giustamente al progresso sia tecnologico, sia sociopolitico dell’Italia, dell’Europa, del mondo. E di questo ci vantiamo senza falsi pudori: di essere sì figli del nostro tempo, ma di avere comunque sempre guardato al futuro credendo fermamente nella necessità di una evoluzione istituzionale la quale, ben saldo il rispetto dei valori fondamentali che dal 1814 animano il nostro giuramento, costituisca il filo conduttore del delicato processo di rinnovamento nella tradizione, identificando i Carabinieri di oggi come i continuatori di un percorso di servizio collaudato da due secoli di storia. Nessuna eresia, dunque, quando sosteniamo che “l’Arma di una volta” non esiste più: l’importante è dirlo costruttivamente, per rilevare, non per biasimare gratuitamente il nuovo, perché la validità delle scelte è data dai risultati che non mancano oggi come non sono mancati ieri. Vorremmo rendere partecipi i Carabinieri delle giovani generazioni delle vicende dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Sodalizio della grande famiglia dell’Arma nel quale dovremmo sentirci tutti compresi, senza differenze d’età, proprio perché vi convergono tradizione, continuità, esperienze e cultura dei valori in un presente spirituale eppur concreto, ove le parole “congedo” e “servizio” sono solo identificativi di stato per un ruolo sociale comune: quello dell’essere Carabiniere. I primi Carabinieri congedati e/o pensionati di fine 800 si ritrovano economicamente in una forma di precarietà che suscita e incoraggia sentimenti di associazionismo ai fini del mutuo soccorso. Da allora, Arma in attività di servizio e sodalizi assistenziali viaggiano in perfetta simbiosi. Nell’arco di circa due secoli, dal piccolo regno sardo – piemontese si giunge all’Italia degli anni Duemila, da un piccolo corpo di “militari per saviezza distinti” si giunge all’Arma dei Carabinieri con rango di Forza Armata della Repubblica Italiana, motivo di vanto nazionale per tutti, esempio da imitare da parte delle gendarmerie di quasi tutto il mondo. L’Associazione, dagli incerti inizi del 1886, giunge alla realtà di un’Associazione Nazionale Carabinieri di oltre duecentomila iscritti. Noi siamo la memoria del passato, siamo il ricordo, rappresentiamo la lunga sequenza di avvenimenti che costituiscono la nostra storia, conserviamo ancora la speranza: speriamo nei giovani, che sono il progetto e la certezza dell’avvenire della nostra istituzione.
Per l’ANC di Albino
B.G.






