La passione per la musica di Ilio Balduzzi, coadiuvato dalla moglie Irene Zanotti, si incanalò dal 1972 al 1999 in un’impresa che ha lasciato una traccia profonda nell’immaginario collettivo albinese: un negozio di dischi e strumenti musicali in piazza Carnovali. Bellissimi ricordi e un grande vuoto alla chiusura di quel negozio che è stato punto di riferimento musicale e luogo d’incontro per tanti giovani albinesi, ma non solo. «Si chiamava “Scuderie musicali”. Grazie alle relazioni che avevo mantenuto con l’ambiente discografico milanese anche dopo la mia esperienza discografica, riuscivamo a portare in paese novità discografiche e tendenze », ricorda Balduzzi, tuttora cantante per passione. Divenne così uno spazio dove si potevano ascoltare hit e novità dell’epoca; il negozio faceva da cassa armonica e la musica si diffondeva allegramente in tutto il circondario. In quei locali molti ragazzi vivevano appassionatamente i passaggi tecnologici della fruizione musicale: dall’audiocassetta al cd passando da vinile e laser disc (una specie di prototipo del dvd, dalle dimensioni di un 33 giri, capace di riprodurre audio e video). Grande tristezza quando alla chiusura del negozio, in quegli spazi (attualmente sfitti) subentrò l’esposizione di una ditta di onoranze funebri a rimarcare che lì la musica era finita.
Ma le “Scuderie musicali” vivono ancora nei ricordi di molti. Strada facendo i tre figli di Ilio e Irene (Matteo, Abramo e Sara), sono stati contagiati dalla passione del padre, e compongono, e suonano, e cantano… e ricordano la loro “Scuderia Musicale”, come ha fatto Sara nei pensieri che seguono e ci regala.
È l’ora, è l’ora di lasciarti andare.
Ti saluto mia “Scuderia Musicale” e scelgo dicembre per farlo con immenso amore e riconoscenza, il mese migliore, i pacchetti regalo di musicassette e CD con fiocchi dorati, il mese delle decorazioni manuali affidate a me da mia madre credente fermamente nella mia arte.
Il mese dei ritrovi di compaesani albinesi, il mese della musica a palla perché mia madre voleva rallegrare il paese, sicura che la musica avrebbe scaldato molti cuori solitari.
La Scuderia, la più bella prigione di sentimenti e creatrice di eroi immaginari.
La Scuderia, di Nico il parrucchiere che entrava nel negozio e visionava il suo dall’angolo a braccia conserte.
La Scuderia dove parlare di musica era nutrire qualcosa di più nelle anime di chiunque abbia varcato quella porta rossa e vetro trasparente.
Devo lasciarti andare per aver alloggiato per troppo tempo in un bellissimo ricordo, ma lasciandomi sfuggire il presente.
Ti ringrazio perché ciò che sono lo devo anche a te. E quello che sarò potrò esserlo proprio per quell’amore che ho respirato anche quando nel 1999 ho dovuto lasciarti fisicamente, ma mai mentalmente.
La Scuderia di Ilio, Irene, Mauro e artisti di piccola taglia, io che ne ho ingigantiti troppi e sminuiti altri.
Lascio andare tutto, anche l’amico fedele Wally che un giorno di pioggia spinse con il muso la porta e da quel giorno non ci lasciò più.
Ti lascio con la speranza che un giorno, anime simili riusciranno a ricreare quell’opera d’arte che mio padre crebbe in quegli anni, la Scuderia.









