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Arriverà, sotto l’albero, un bel “regalo di Natale” per Caserma dei Carabinieri?

30 Novembre 2025
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Arriverà, sotto l’albero, un bel “regalo di Natale” per Caserma dei Carabinieri?
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La comunità di Albino ha scritto la letterina a Santa Lucia e anche una lettera a Babbo Natale, per cercare di esaudire un desiderio: far intervenire l’amministrazione comunale per sistemare le tante criticità presenti nella caserma, riqualificarla nei servizi e scongiurare così la sua chiusura. Infatti, le carenze strutturali presenti al suo interno sono tante, troppe per una città che è capoluogo della Valle Seriana, la sesta per abitanti della Provincia di Bergamo.

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La situazione della caserma, ormai, è sotto gli occhi di tutti: dei cittadini che la frequentano, che spesso lamentano disservizi e si meravigliano della scarsa manutenzione; dell’amministrazione comunale, che appare sorda alle richieste di sistemazione inoltrate dalla stazione dei CC; della Segreteria Regionale Lombardia di UNARMA, l’Associazione Sindacale Carabinieri, che l’ha fatto presente al Comando Legione Carabinieri di Milano, in una nota dello scorso 25 settembre; ma soprattutto degli stessi Carabinieri che vivono tutti i giorni all’interno della struttura.

Nella nota del “Nucleo Relazioni Sindacali”, a titolo “Criticità all’interno della stazione Carabinieri di Albino: presenza di acqua e muffa”, così si legge

“La Segreteria Regionale UNARMA A.S.C. Lombardia intende formalmente segnalare una situazione di grave criticità riscontrata presso i locali attualmente occupati dalla Stazione dei Carabinieri di

Albino (BG). In particolare, si evidenziano le seguenti problematiche: presenza diffusa di umidità e infiltrazioni d’acqua in diversi ambienti, tra cui locali doccia, servizi igienici, vani scala, archivio e spogliatoi; estesa formazione di muffe e macchie scure su pareti e soffitti, talvolta in prossimità di impianti elettrici, con conseguente rischio di contaminazione, ossidazione e potenziale pericolo per la sicurezza; distacchi di intonaco e rigonfiamenti delle pareti, con caduta di materiali in zone di passaggio e in aree operative; condizioni igieniche gravemente inadeguate nei servizi igienici, caratterizzate da insufficiente aerazione, finiture deteriorate e sanitari danneggiati; ambienti angusti, umidi e non conformi ai requisiti minimi di comfort termo-igrometrico, aggravati dall’assenza di adeguati impianti di ventilazione e riscaldamento; assenza di interventi risolutivi da parte dell’ente proprietario dell’immobile, nonostante le reiterate segnalazioni già trasmesse dal personale in servizio presso il Comando.

Si sottolinea che tali problematiche sono state più volte portate all’attenzione del Comune di Albino (BG), proprietario dell’edificio, il quale avrebbe più volte dichiarato, nel corso degli ultimi anni, l’intenzione di stanziare fondi e programmare interventi di ristrutturazione. Tuttavia, ad oggi, non risulta che tali impegni siano stati concretamente attuati. A tal proposito, si richiama quanto previsto dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e in particolare: Art. 63, comma 1: “I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV”; Allegato IV, punto 1.9.1: “I locali chiusi devono essere protetti contro gli agenti atmosferici e avere un isolamento termico e una ventilazione adeguata alle condizioni climatiche e all’attività lavorativa svolta. Devono essere evitati i livelli eccessivi di umidità”.

La prolungata esposizione a condizioni di elevata umidità, oltre a compromettere il benessere e la salubrità degli ambienti di lavoro, può determinare gravi conseguenze per la salute del personale (quali problemi respiratori, allergie, irritazioni), danneggiare le attrezzature elettroniche e compromettere l’integrità strutturale dell’edificio. Pertanto, si richiede un urgente intervento, affinché si solleciti l’ente proprietario dell’immobile ad avviare senza ulteriori indugi i necessari lavori di risanamento. Tali interventi dovranno avere come obiettivo l’eliminazione delle cause dell’umidità e delle infiltrazioni, nonché il ripristino di condizioni igienico-sanitarie e microclimatiche adeguate ai requisiti di legge e al rispetto della dignità del personale operante.

In attesa di un riscontro al riguardo, l’occasione ci è congeniale per esprimere i più cordiali saluti. Milano, 05 settembre 2025”.

Che vergogna, verrebbe da dire, nel dover leggere queste righe. A tal proposito, abbiamo raccolto alcuni commenti di cittadini albinesi che, per vari motivi, non ultimo i lori ingressi in caserma per denunce, hanno intuito come la caserma versi in una pesante situazione di degrado.

“Io dico, ma come si fa a sistemare una caserma in una strada a fondo chiuso come via Salvo d’Acquisto? – ha detto un albinese della zona – Se c’è una chiamata urgente che vuole un intervento dei CC, bisogna sperare che nessuno parcheggi in modo sbagliato su via Mafalda di Savoia (o apposta, da parte di qualche malvivente, per bloccare i CC), altrimenti addio “uscita” delle auto delle forze dell’ordine, rimarrebbero imbottigliate. Servirebbe una migliore collocazione, più funzionale, vicino alla viabilità principale, con maggiori spazi di manovra, rintracciando spazi in aree dismesse (ma qui c’è bisogno di una chiara e decisa volontà amministrativa, capace di trovare spazi idonei). Altrimenti, bisogna puntare con altrettanta decisione su una ristrutturazione profonda dell’attuale immobile, che è degradato, per non dire fatiscente, nel suo complesso”.

“Io ho visto un arredamento interno datato, se non addirittura vecchio e stantio, con armadi, scaffali, tavoli e sedie che risalgono a oltre 30 anni fa – ha aggiunto una persona “denunciante”, che è entrata in caserma – Per non parlare di decoro e decenza: ho visto un solo bagno al pian terreno, sia per uomini che per donne, credo anche per gli stessi agenti. Non è più accettabile al giorno d’oggi. Speriamo che non sia la stessa cosa per i Carabinieri che devono vivere in caserma, al primo piano: la promiscuità non è possibile!”.

“La gentilezza è il loro forte, devo ammetterlo, ma soprattutto il coraggio – ha affermato un altro cittadino – Questi Carabinieri fanno più di quello che devono, a fronte di una struttura che meriterebbe l’abbattimento. Invece, nonostante tutto, ti mettono a tuo agio, con il sorriso ti fanno passare in secondo piano le ristrettezze in cui sono costretti a vivere ed operare. Anche perché ho visto dei topi aggirarsi in giardino e vicino al perimetro dello stabile”.

Ma tutto questo è quello che merita Albino? Mentre altre cittadine della Val Seriana, vedi Alzano Lombardo, stanno facendo investimenti importanti per le loro caserme, l’amministrazione comunale cosa fa? So di risorse per 200.000 euro, metà provenienti dal bilancio comunale e metà da un bando di Regione Lombardia, per prossimi interventi; ma non bastano, sono briciole rispetto a quello che servirebbe per mettere in efficienza e nel decoro la caserma di Albino. E ho saputo anche di recenti sopralluoghi da parte dei tecnici comunali, che hanno visionato il da farsi. Ma credo che le esigue risorse impegnate si riducano alla sistemazione del perimetro dell’area, al rifacimento del vespaio, a qualche ritocco dell’intonaco esterno, alla tinteggiatura, visto che all’interno la caserma si presenta con otto colori diversi, e all’apertura di un altro bagno. Altri sarebbero gli interventi da fare, più corposi e profondi, che interessino la struttura, che, si badi bene, risale al 1962!

Mi dicono di infiltrazioni d’acqua nel garage, dove sono riposte le auto di servizio, di gocciolamenti di acqua in altri locali, di copiose perdite di acqua nel bagno destinato al pubblico, di mancanza di telecamere, di mancanza di condizionatori, di assenza di bagni e docce, soprattutto di bagni assistiti per i soggetti disabili. Tutto questo lo vedono i residenti delle case vicine o quanti devono recarsi per vari motivi in caserma.

Fortunatamente, nel 2018, su pressione dell’allora comandante Francesco Chiofalo, l’amministrazione comunale aveva provveduto alla sistemazione del tetto, con la rimozione della copertura in eternit/amianto, materiale non più a norma. Intervento, peraltro, che era arrivato dopo anni di segnalazioni, per una spesa di 100.000 euro. Intervento non più procrastinabile, di somma urgenza, obbligato dalla normativa relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro. A corredo, poi, era stata sistemata anche la recinzione, recependo le indicazioni legislative in merito alle zone militari.

Credo che allora, se non si fossero realizzati questi interventi, la caserma fosse a rischio di chiusura. Ma lo è ora, quasi certamente, alla luce di questo lungo elenco di criticità.

Come già detto, Albino non merita questa situazione. Troppo importante il presidio della Stazione dei Carabinieri per il nostro territorio. Troppo importante l’opera svolta sul territorio dalla Benemerita, per garantire vigilanza, controllo e sicurezza della popolazione, e per salvaguardare l’ordine pubblico, assicurando peraltro buoni standard qualitativi di vivibilità. Ecco, quindi, spiegata la preoccupazione che i cittadini albinesi nutrono per lo “stato di salute” della caserma. Un intervento sistematico è quanto mai doveroso, il giusto riconoscimento ai nostri Carabinieri, per la loro presenza e operatività.

 

P.T.

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