Compie 30 anni il Museo Etnografico Valle del Lujo, presente a Casale, in via Oprando Abate. Una lunga storia, frutto dell’impegno e della dedizione del Gruppo Culturale Amici di Casale, che videro nella realizzazione di questa struttura, ancor oggi assiduamente frequentata da gruppi di turisti e scolaresche, un’opportunità per far conoscere la storia, la cultura e le tradizioni di Casale e, in generale, della Valle del Lujo. Un’iniziativa lungimirante, segno di un forte senso di appartenenza al territorio, che premia quei volontari del gruppo che allora intrapresero questa avventura.
Il museo è stato inaugurato il 1° luglio 1995, e aperto al pubblico il 16 luglio. La sua prima sede, che si affacciava in Piazzetta Nicoli, era articolata in quattro sale: la sala 1, presso la sala parrocchiale polivalente; le sala 2, 3 e 4, presso il centro parrocchiale “Felice Trapletti”. In tutto 140 meri quadrati di superficie, dove erano esposti 425 oggetti e attrezzi della cultura contadina, frutto per l’80% della generosità della gente di Casale. Nello specifico, 30 espositori.
Il museo è stato aperto fino al 1997. Poi, per mancanza di personale volontario addetto alla sua apertura, è stato chiuso fino al 2007, aperto soltanto per le scolaresche che in autunno visitano Casale, terra d’elezione delle castagne, la Casa dei Biligòcc e il Sentiero del castagno, soffermandosi poi per una merenda proprio nelle sale del museo. Era l’estate 2007, infatti, quando il museo, grazie alla rinnovata disponibilità di alcune persone, è stato riaperto al pubblico.
Una tappa importante della storia del museo è il 2012, quando ha cambiato la sua sede. Non più le ex-scuole elementari, ma un locale posto sotto il centro parrocchiale, meglio accessibile dal sagrato della chiesa parrocchiale. Per l’occasione, c’è stato un rinnovo dell’allestimento con teche in vetro e scaffalature in legno, e la possibilità di vedere in diretta la trasformazione delle castagne in biligòcc. Infatti, nel museo è stato inserito un camino con sovrastante grata in legno per l’affumicatura delle castagne. Inoltre, il museo si è ulteriormente specializzato, con una particolare attenzione alla frutta e alle risorse alimentari del bosco. Infatti, oltre a presentare circa 500 pezzi, fra attrezzi da lavoro, suppellettili e oggetti casalinghi della civiltà contadina, si è dato spazio alla castagna, alle antiche varietà di mele e pere della Valle del Lujo, alle erbe, ai fiori e alle piante che si rintracciano in valle, come pure agli attrezzi necessari per la loro raccolta.
Così, si legge sul sito del Ministero della Cultura, alla voce “Luoghi della cultura (musei)”: un articolo pubblicato il 14 aprile 2020 e aggiornato il 29 aprile 2022.
Il Museo Etnografico della Valle del Lujo è stato istituito, nel 1995, dal Gruppo Culturale “Amici di Casale”, in collaborazione con il Comune di Albino e il sostegno della Comunità Montana Val Seriana, con il chiaro obiettivo di ricostruire la storia e le tradizioni di Casale e, più in generale, della Valle del Lujo. Il museo, unico nella zona per la sua specificità, si pone due obiettivi: da una parte, restituire alla popolazione un patrimonio storico e culturale essenziale alla conservazione della sua memoria storica; dall’altra, evidenziare attrezzi di lavoro, materiali, documenti e oggetti della quotidianità, inserendoli nel contesto socioeconomico in cui furono prodotti e usati. Il Gruppo Culturale “Amici di Casale” nasce negli anni ‘80, ma è dal 1995 che si dà uno statuto e una forma giuridica. Il museo nasce all’interno del gruppo culturale come sua sezione ed ha come Direttore Tiziano Piazza; trova ubicazione in sale di proprietà parrocchiale per una superficie di 70 mq circa.
L’inventiva e la capacità umana di adattarsi a questo ambiente si manifestano negli attrezzi e negli oggetti delle diverse attività del contadino e dell’artigiano, presenti allora sul territorio della Valle del Lujo. Quindi, spazio agli strumenti della terra, del pascolo, del coltivo, dell’allevamento e del bosco. E attenzione anche al lavoro dei minatori, dei carbonai, e degli artigiani, come il fabbro, il maniscalco, il falegname, il calzolaio. Una sezione, poi, è dedicata alla casa rurale e alle diverse suppellettili d’uso domestico che rappresentano il vivere di un lontano passato. Una biblioteca a carattere specialistico e vallare, comprendente documenti scritti, fotografie, cartografie, uno schedario bibliografico, registrazioni per la conservazione della cultura orale, e materiale audiovisivo, completa le numerose testimonianze di una vita e di una cultura contadina che vanno lentamente scomparendo. Un angolo, infine, riguarda la tradizione castanicola, così importante a Casale e in Valle del Lujo: presenti libri, opuscoli, cartoline sulla castagna, registrazioni audiovisive, attrezzi per la raccolta e anche diversi tipi di castagne. Sono nomi di oggetti tipici della Valle del Lujo che potrete osservare al Museo Etnografico della Valle del Lujo, presso il Centro Sociale, a Casale, e con una nuova finalità: non solo tenere vive le tradizioni e la conoscenza degli utensili quotidiani dei nostri “nonni”, ma diventare un centro specifico sulla frutta (mele, pere, prugne, ecc..) e in particolar modo sulla castagna.
Ora, infatti, sul sito istituzionale del Comune di Albino, si legge “Museo Etnografico Valle del Lujo – frutta e risorse del bosco”.
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