Promuovere la conoscenza, la valorizzazione e lo sviluppo dell’ambiente alpino, a 360 gradi, in ottica culturale, scientifica e turistica. Questo l’obiettivo che sottende la serie di incontri che la sottosezione CAI di Albino ha in locandina per questo 2018, dal titolo, “Immaginazione: viaggiare, scoprire, vivere”.
L’appuntamento di venerdì 23, alle 21, presso la sede sociale del CAI, in via S. Maria 10, a Comenduno, è il quinto di una serie di dieci incontri, e ha per titolo “Dancalia, porta dell’Inferno”. Si tratta di una full-immersione in uno dei luoghi più inospitali della Terra, una di quelle destinazioni di viaggio che tutti vorrebbero raggiungere, ma sempre con scarse possibilità di farlo, vista l’asprezza del territorio e anche la fama di essere un luogo poco sicuro. Ora, però, la Dancalia, meglio detta “depressione di Afar”, nel Corno d’Africa, in Etiopia, è riaperta al turismo. E non sono pochi gli “amanti dell’estremo” che si cimentano in questo viaggio, che ha come destinazione una terra arida e dura, in gran parte sotto il livello del mare, fatta di deserti di lava e sale; ma soprattutto, una terra “storica”, dove è stata ritrovata l’ominide più antica al mondo, la nostra antenata Lucy.
Ebbene, per conoscere questa terra primordiale, in cui l’essere umano, ancora ominide scimmiesco, si è evoluto a Homo Sapiens, basta recarsi ad Albino, presso la sede sociale del CAI, in via S. Maria 10, a Comenduno, dove venerdì 23 marzo, alle 21, verrà proiettato e commentato il film “Dancalia”, porta dell’Inferno”, a cura di Alessandro Castelletti. Un’occasione unica, per scoprire una terra “incredibile”, che soltanto i turisti d’avventura hanno avuto la fortuna di ammirare.
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