Semplicità, genuinità, sobrietà. Queste le dimensioni scelte (qualcuno direbbe obbligate dalla pandemia da Covid-19 ancora in atto) per la festa patronale di San Giuseppe artigiano, senza dubbio l’appuntamento più importante della piccola comunità parrocchiale di Dosselo, in Valle del Lujo. Semplicità per la sentita partecipazione popolare alle funzioni religiose, genuinità per l’attenta devozione al santo, sobrietà per la rinuncia al superfluo, agli orpelli esteriori, a quello che non è essenziale. Ne esce, quindi, una solennità vera, soddisfacente e in linea con una fede vissuta che diventa crescita interiore, rinnovata spiritualità, ritrovato stile di vita. Certo, l’impossibilità di organizzare manifestazioni collaterali, a carattere ricreativo (in tempi di pre-Covid-19, c’era la processione, la pesca di beneficenza, il ristoro in piazza, la musica e le danze serali), toglie molto alla festa, ai suoi motivi di incontro e di socializzazione, ma forse restituisce i valori più naturali e autentici che la ricorrenza offre alla comunità. Una festa patronale da vivere nella giusta misura delle cose, quindi, quella che attende Dossello lunedì 1° maggio.
Ancora una volta, rispettando un clichè ormai consolidato, la festa di San Giuseppe artigiano è la prima in calendario fra le tante manifestazioni religiose che distinguono le frazioni della Valle del Lujo: per i dossellesi è “la festa granda”, per le tante persone che richiama tutti gli anni (e quest’anno anche in tempo di Covid-19), proveniente non solo dalla Valle del Lujo o da Albino, ma anche dai centri vicini della Val Seriana e dalla Bergamasca. Senza dimenticare gli emigranti. “La nostra comunità è formata da circa 430 persone – spiega il parroco don Adelio Quadri – E’ una comunità minuscola, che però conta all’anagrafe un centinaio di altri abitanti, emigranti in Svizzera e Francia, soprattutto. Ma pur sempre una comunità molto legata al suo santo patrono, che non mancherà di essere presenti alle funzioni religiose che abbiamo in calendario per quel giorno”.
In verità, la festa patronale è anticipata da un Triduo di preghiera, con Messe feriali alle 17 (prima della Messa, il Santo Rosario). Sabato 1° maggio, invece, alle 10, Messa solenne, celebrata dal parroco don Adelio Quadri, cui seguirà un rito molto gradito dai dossellesi: la tradizionale cerimonia di benedizione degli autoveicoli: non solo autovetture, ma anche camion, trattori e automezzi agricoli. Nel pomeriggio, alle 16.30, la recita del Santo Rosario, e alle 17, un’altra Messa solenne, con le litanie in onore di San Giuseppe, alla presenza di tutti i sacerdoti delle parrocchie della Valle del Lujo e del Vicariato Albino-Nembro.
Luisa Pezzotta








