La fede e la devozione popolare supera la sontuosità delle chiese e dei santuari, luoghi “ufficiali” di culto, e si ritrova in tante santelle o tribuline, presenti in diverse parti del territorio: sono lì da secoli, spesso scolorite, sbrecciate, talvolta con fiori e lumini accesi. Sono anche cappelline, piccole edicole, tempietti, ai lati delle strade, sulle vie battute, sperdute e solitarie nei boschi. Recano sovente immagini della Madonna, a volte di qualche santo, a volte sono crocifissi.
Numerose in Val Seriana, ad Albino e anche in Valle del Lujo. Qui, in località Prati Moletti, lungo la strada che dal Passo del Colle Gallo conduce al santuario di Altino, appena davanti alla trattoria “Dal Corla”, c’è la “Santella dei soldati italiani di tutte le Armi caduti in servizio”, inaugurata il 6 giugno 2015. Si tratta della ristrutturazione di una vecchia santella risalente alla metà dell’800, mai completata (si ergevano solo le fondamenta e una parte del manufatto) e lasciata per oltre un secolo in uno stato di abbandono e degrado. Il merito di averla eretta, partendo dalla base esistente, e di averle dato una dedicazione, va attribuito ad Alberto Carrara, presidente della Polisportiva Albinese, non nuovo ad iniziative culturali ed artistiche, alcune delle quali presenti sul territorio albinese (per esempio, la cappella votiva dedicata alla beata Pierina Morosini). Questi, nel 2014, durante una passeggiata in montagna verso il santuario di Altino, si imbatte in questo ammasso di “pietre abbandonate” e, chiesto di chi fosse il manufatto, gli viene indicata una casa vicina, dove abita Bianca Zanga, la proprietaria del terreno. Da lì, in breve, l’idea di rimetterla in sesto. Già a settembre i primi sopralluoghi, con l’amico Giovanni Bonaita della sezione albinese dei Carabinieri in congedo, che ha condiviso le finalità del progetto di recupero.
Originale la dedicazione “ai soldati italiani di tutte le Armi caduti in servizio”. Perché mancava in provincia di Bergamo, come pure in tutta Italia. Una santella in onore di quei soldati che hanno sacrificato la propria vita nell’espletamento del proprio dovere.
Tante le persone che, a vario titolo, si sono impegnati nel restyling: per i lavori edili Gianni Signorelli di Vertova, Pierluigi Dall’Angelo, l’impresa Fratelli Magoni di Selvino; mentre la pittrice Miriam Mologni, di Gavarno ma residente a Fiobbio, ha realizzato tre affreschi sui tre lati esterni della santella, che rappresentano il motto dell’Arma dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, un alpino in attività in Afghanistan e un’immagine simbolica dal titolo “E venne la pace”.
All’interno della santella, alle due pareti laterali sono esposte le fotografie del “Servo di Dio” Salvo D’Acquisto, vice-brigadiere dei Carabinieri, medaglia d’oro al valor militare (1920-1943); e del “Servo di Dio” Teresio Olivelli, docente e alpino del 13º Reggimento Artiglieria Alpina della Divisione “Julia” (nel ’43 inquadrato nel 2º Reggimento Artiglieria Alpina), nonché partigiano, medaglia d’oro al valor militare (1916-1945). Sul fronte interno della santella, invece, un affresco che riproduce una “Pietà”, opera del maestro Alberto Merisio, ai cui lati sono poste due bossoli, a guida di candele. Le cornici sono opera dello stuccatore Angelo Mora. In cima al tetto, una croce in stile tirolese, donata dalla Polisportiva Albinese.
Di grande effetto anche lo spazio verde esterno, offerto da Bianca Zanga.
Tanti gli oggetti e i cimeli presenti nel “luogo sacro”: tre proiettili anticarro; un cannone controcarro da 105 mm, residuato della Seconda Guerra Mondiale; due pennoni, offerti dal Comune di Albino, sui quali sventolano le bandiere dell’Italia e dell’Europa; un’incastellatura in ferro che sostiene una campana di bronzo, opera della Ditta Chioda di Albino; la campanella; la lastra del 22° raggruppamento alpini da posizione; la stele in marmo del Reparto Trasmissioni della brigata alpina Tridentina; lo scudo in bronzo del Reparto Rapporti Tattici sempre della brigata alpina Tridentina; i cimeli riferiti ad Angiolino Zanga, inseriti in un macigno che si innalza nel prato. E tanti altri sono stati posizionati in questi anni.
Ebbene, in occasione dei 10 anni di restyling della santella, la comunità è invitata a visitarla in questi mesi estivi: si può entrare nel giardino e sedersi sulle panchine, all’ombra, per un momento di meditazione. Intanto, in autunno, sono previsti momenti celebrativi, per ricordare i dieci anni di “onorato servizio” della santella.
T.P.









