I presepi di Vall’Alta, fra tradizione e solidarietà
In Valle del Luio, la tradizione del presepe resiste ancora in maniera forte e significativa. In particolare, due presepi si caratterizzano per bellezza e significati che sottendono. Sono quelli di Vall’Alta, aperti al pubblico durante le festività natalizie, che vengono allestiti ormai da tempo e che, oggi come la prima volta, affascinano grandi e piccini, che non rinunciano all’opportunità di ammirare realizzazioni artigianali, di buona fattura, carichi di movimenti ed effetti speciali.
Anche quest’anno i presepi sono stati realizzati da Anselmo Breda, presso la sua abitazione sul Colle Sfanino (all’inizio della strada comunale che porta al santuario della Madonna di Altino), e dai volontari della parrocchia di Vall’Alta, presso la Cà dei Curati (vicino alla chiesa parrocchiale).
I bambini sono stati sicuramente i visitatori più interessati e attenti ai vari effetti speciali offerti dai due presepi, in particolare la meccanica delle statuine, che riproduce fedelmente i movimenti di lavoro di certi mestieri. Da segnalare, quindi, la maestria dei “costruttori”, in particolare quella di Anselmo Breda, abile costruttore di cascine tipiche bergamasche in scala (se ne vedono alcune appena fuori dalla sua abitazione), che ormai da molti anni costruisce presepi ricchi di effetti particolari e con molti movimenti. “E’ dal 1992 che mi impegno in questa attività – spiega “dentro” il suo presepe, arricchito di fotografie, depliant ed articoli – Qui, al caldo, grazie al fuoco di una stufa a legno è da oltre vent’anni che presento i miei presepi, frutto di vari mesi di lavoro. E ogni anno presento “pezzi” nuovi, casette e ambientazioni nuove, per rendere sempre più gradevole la visita, che dura circa 5 minuti. Non di più, altrimenti in certe occasioni c’è ressa davanti al presepe”.
Entrambi i presepi, comunque, rispettano la fedele tradizione presepistica bergamasca, utilizzando materiali naturali, quali muschio, radici, sassi di tufo e ghiaia per l’ambientazione; sughero, gesso, legno e stoffa per le casette.
Certamente, qualunque sia lo stile, il metodo di lavoro o i materiali con cui sono costruiti i due presepi, ciò che traspare da queste creazioni è, oltre alla grande passione dei loro artefici, la testimonianza cristiana che trasmettono. Senza dimenticare i giochi di luce e le belle musiche che fanno da corredo alle installazioni, che coinvolgono i visitatori.
Anche quest’anno, in linea con le passate edizioni, l’iniziativa de “I presepi di Vall’Alta” ha avuto una valenza solidale. Su richiamo della parrocchia di S.Maria Assunta e San Giacomo, i contributi raccolti andranno sostenere le popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto, e che vivono ancora nelle tendopoli o in situazione di disagio. In particolare, le offerte sono destinate alle famiglie della parrocchia di Vallalta (solo un apostrofo distingue le due frazioni) di Concordia, in provincia di Modena.
Sara Nicoli






