Le persone speciali sono quelle che si dimenticano di quanto bene fanno. Le persone speciali sono quelle che parlano con i silenzi e usano poche parole, ma sono forti come le radici di un albero secolare.
Le persone speciali sono quelle che danno lezioni di vita con la propria vita, senza esserne consapevoli, ma con le azioni e i fatti, non solo a parole. Le persone speciali non dicono di essere, sono… E in ogni comunità, fortunatamente, esiste almeno una persona speciale.
Per Cene e soprattutto per il Corpo Musicale S. Pio X, c’è una persona speciale che offre il suo tempo per gli altri con dedizione, passione e professionalità da 70 anni; il suo impegno ha contribuito a rendere grande il nostro territorio dal punto di vista sociale e culturale; la sua storia è un esempio per tutti i giovani che si affacciano al mondo della musica; la sua dedizione, la sua passione e la sua tenacia sono un modello da seguire.
Il maestro Sergio Gotti, un’istituzione in paese, nel 2025 festeggia i suoi 70 anni di attività bandistica; anni che l’hanno visto come allievo, musicante, insegnante della scuola di musica, maestro e punto di riferimento per tutti.
Sergio ha iniziato la sua attività musicale nel lontano 1955, ancora bambino, suonando la tromba, e l’amore per questo strumento è proseguito nel tempo, tant’è che, anche quando ha prestato il servizio militare, era trombettiere in caserma. Dal 1980 al 2010 ha ricoperto il ruolo di maestro della banda e sotto la sua direzione l’organico si è ampliato, gratificato da alcune premiate partecipazioni ad alcuni concorsi regionali.
Oltre che con la banda di Cene, negli anni ha collaborato anche con le bande della zona (Colzate e Fiorano al Serio, ad esempio) e ha tramandato la sua passione per la musica alla figlia Sara, che ha sempre portato con sé nelle varie esperienze, e che ancora oggi è una colonna portante del Corpo Musicale. Ha condiviso questo amore per la musica non solo con la figlia, ma anche con i ragazzi del paese che si avvicinavano alla banda: per tanti anni, infatti, ha insegnato agli allievi, trascorrendo tanto tempo in sala musica, che era diventata la sua seconda casa.
Si è prestato sempre a qualsiasi esigenza della banda: oltre alla tromba, quando necessario, suonava il bombardino o il basso e all’occorrenza andava anche a fare la questua (cosa che per carattere non farebbe mai …ma per la banda, questo e altro!).
Oggi, Sergio continua la sua attività di musicante all’interno del Corpo Musicale, suonando il basso tuba, continuando nel suo ruolo di maestro durante le sfilate e le processioni e come membro del Consiglio Direttivo.
Il suo percorso si può riassumere con tre parole: sacrificio, impegno e tenacia. Sacrificio, perché la vita bandistica è fatta anche di fatiche e di rinunce. Impegno, perché le cose migliori si ottengono con la passione. Tenacia, perché si cade mille volte, ma mille e una ci si rialza.
Il suo è un cammino che gli ha richiesto tanto tempo e molta costanza; un cammino che non si è mai accontentato dell’oggi, consapevole che il futuro appartiene a chi sa mescolare sudore, passione, ideali e visione.
Vogliamo concludere con il pensiero di un musicante che riassume pienamente anche il pensiero di tutti noi: “Sergio è stato molto più di un maestro, lui ha visto in ogni allievo non solo un potenziale esecutore, ma una persona unica, spesso fragile o insicura. Con la sua empatia, la sua pazienza ed i suoi modi gentili è stato capace di trasmettere la passione musicale a generazione di musicisti. Se oggi, con tutte le difficoltà, esiste ancora un Corpo Musicale nel nostro paese lo dobbiamo proprio a Sergio, che negli anni è stato il cuore della nostra associazione”.
Patrizia Stefenetti









