Viviana Vive, si prosegue il Suo operato
Lo scorso sabato 27 febbraio, presso la sala della comunità di Bondo Petello, è stata ufficialmente costituita l’associazione “Costruiamo ponti con Viviana onlus”, una realtà di volontariato che punta a continuare l’opera umanitaria di Viviana Signori, nostra concittadina e amica.
La presentazione dell’associazione è avvenuta al termine della Messa, trovando consensi e apprezzamenti da parte di molte persone, che conoscevano bene Viviana e sostenevano la sua attività in Africa.
Per la cronaca, Viviana ci ha lasciato un anno fa, in terra d’Etiopia, mentre prestava la sua opera missionaria nell’orfanatrofio di Wukro, dove viveva alcuni mesi all’anno, attorniata dei bambini a cui offriva una vita dignitosa grazie all’offerta di un pasto e alcun attività che sostengono l’istruzione.
La passione e la sua capacità di far nascere progetti di solidarietà ha coinvolto molte persone della sua comunità parrocchiale, quella di Bondo Petello, e non solo, contagiandoci con il suo “mal d’Africa”.
Alcune di queste persone, parenti e amici che hanno condiviso valori e progetti da lei promossi, hanno voluto dare senso a quel legame, provando a riconoscerlo, valorizzarlo e raccontarlo, a partire dall’esperienza ricca e intensa che lei ha vissuto in terra di Eritrea prima e in Etiopia poi, e dei progetti che ha costruito e portato avanti, sempre con determinazione e intelligenza.
E’ in quest’ottica che abbiamo voluto dare continuità a quei progetti, che abbiamo sentito da subito anche un po’ nostri. Così, è nata l’associazione.
La denominazione dell’associazione, “Costruiamo ponti con Viviana”, racchiude il senso di ciò che essa intende portare avanti: la sua preziosa esperienza missionaria, ricca di attenzione umana e generosa gratuità, legata al desiderio che tale spirito si rinnovi e contraddistingua anche la nostra azione. Vogliamo costruire ponti, cioè collegamenti e connessioni con l’orfanatrofio di Wukro, in Etiopia, cosi come incrementare le adozioni a distanza in Eritrea.
In questo anno abbiamo cercato di dare continuità al lavoro avviato da Viviana, garantendo la risposta ad alcuni bisogni primari, come l’alimentazione a tutti i bambini dell’orfanatrofio, il pagamento della retta d’iscrizione e della divisa obbligatoria.
Inoltre, i familiari di Viviana, insieme ai due volontari che operavano con lei in Etiopia, hanno effettuato due viaggi, dai quali hanno rilevato la necessità di effettuare alcuni interventi urgenti alla struttura-edificio, come il rifacimento dei bagni, per prevenire la contrazione di malattie ed epidemie. Per il prossimo anno, invece, si vuole focalizzare l’impegno in favore della crescita educativa dei bambini-ospiti, offrendo attività di sostegno scolastico e attività laboratoriali, soprattutto per i più grandi, che potranno imparare dei lavori che, poi, potranno svolgere, quando lasceranno l’orfanatrofio.
L’altro importante significato è quello dell’attenzione al nostro territorio albinese. Vogliamo invitare le persone a condividere il progetto e ad agire insieme a noi, perché Viviana ha creduto e lavorato nella comunità albinese, convinta che proprio nella cittadinanza attiva, nelle relazioni improntate a maggiore equità, giustizia e solidarietà risiedono i nostri valori.
Nelle nostre comunità sentiamo il bisogno di “costruire ponti” di solidarietà, e per fare questo è necessario abbattere i muri, quelli culturali, affinché si possano costruire delle prime risposte a fenomeni che ci toccano da vicino, anche qui da noi: dalle famiglie che hanno perso il lavoro e si trovano in grosse difficoltà economica, al tema degli immigrati che spesso sono tenuti a distanza e visti con diffidenza o ai rifugiati che scappano da guerre terribili. Le nostre paure, che ci fanno dire “prima ci siamo noi e poi gli altri”, “per loro non c’è posto”, non aiutano a costruire solidarietà e nemmeno risposte costruttive.
La nostra associazione, infatti, sarà attenta alle povertà dentro le nostre comunità e cercherà di comprendere e riflettere sui legami esistenti fra povertà e politiche economiche che, soprattutto per i Paesi del Terzo Mondo, sono spesso fonte di mancato sviluppo economico locale, povertà ed assenza di prospettive.
La nostra vuole essere un’azione anche culturale, volta a riconoscere e a dare voce alle storie delle persone che incontriamo, di età, razza, cultura, religione diversa, che hanno sogni e voglia di mettersi in gioco.
Le forme operative potranno essere le più diverse: momenti di festa e convivialità, musica, piccoli gruppi eterogenei per provenienza e cultura che faranno pratica di ascolto e conoscenza, etc..
Vogliamo essere aperti a persone che vogliono dare contributi in forme diverse: il sostegno attraverso contributi economici o le adozioni a distanza, la disponibilità ad entrare nell’associazione mettendo a disposizione un po’ del proprio tempo e pensiero.
Un pensiero e un invito particolare va ai giovani presenti nell’associazione, che ci piacerebbe diventino sempre di più. Vogliamo che l’associazione sia vista e percepita come un luogo in cui possano sentirsi protagonisti, in cui le loro idee siano ascoltate e le loro energie trovino lo spazio per essere trasformate in azioni. In attesa di un sito dell’associazione, per chi fosse interessato a saperne di più o a dare la propria disponibilità può contattare Angela Carrara (angi.carrara@gmail.com).
A.C.






