Non c’è ottobre che tenga. Ormai, sono 29 anni che il gruppo culturale “Amici di Casale” mette in scena la “Castagnata”. Sarà un’edizione in linea con le precedenti, ma da molti considerata anche “banco di prova” per l’edizione 2018, che festeggerà il 30° anniversario della “Castagnata”. Quindi, tutto è pronto, tirato a lucido, messo bene in mostra, con una veste coreografica ben strutturata, per far bella figura, per non tradire gli affezionati cultori della “regina del bosco”, che non mancheranno di salire numerosi in cima alla Valle del Lujo, per gustare le prelibatissime “castagne di Casale”.
Quindi, tutti alla “Sagra delle boröle” di Casale di Albino. Anche perché non di soli “biligòcc” vive Casale. La piccola frazione della Valle del Lujo, infatti, è la “patria” dei gustosi “biligòcc”, conosciuti in tutta la provincia di Bergamo, per i quali si farà festa la prima domenica di febbraio 2018. Ma ora… si fa la festa alle castagne e, come è tradizione, l’appuntamento è la prima domenica di ottobre, quindi domenica 1° ottobre, per la tradizionale castagnata. In vetrina, la castagna appunto, simbolo della Valle del Lujo, che viene presentata nella sua veste autunnale, come caldarrosta.
Teatro delle operazioni è l’ex-campo di bocce, presso il campo sportivo, dove i volontari faranno saltare oltre 3 quintali di castagne su due grandi padelle bucherellate, della capienza di 10 kg ognuna; ogni “soffiata” (lancio delle castagne in padella) è una festa per tutti, in un crepitare invitante.
Ricco il programma di corredo, allestito per rendere più gradevole la festa: un fornito punto-ristoro, con torte, dolci, bevande calde; e musica diffusa.
La festa, come tradizione vuole, inizia alle 13.30, con la prima “soffiata” sulle “maxi-griglie”; quindi, alle 14, il via alla “castagnata” con la distribuzione dei primi sacchetti di caldarroste. A seguire, tutti sui prati del parco-giochi… a far festa alle castagne.
Da segnalare, l’apertura straordinaria del Museo Etnografico Valle del Lujo, presso i locali del centro parrocchiale, sul sagrato della chiesa parrocchiale: da ammirare circa 500 “pezzi”, fra attrezzi da lavoro, suppellettili e oggetti casalinghi della civiltà contadina.
Luisa Pezzotta









