La musicista albinese Francesca Remigi è tra i vincitori del bando “Nuova Generazione Jazz 2021” con il suo progetto “Archipelagos”, una super band costituita da musicisti provenienti da diverse parti del mondo, nella quale lei è la band-leader. Varato nel 2018 dall’associazione I-Jazz, con il supporto del Mibact, di NuovoIMAIE e dell’Associazione dei Musicisti di Jazz (MIdJ) e quella delle Etichette di Jazz (ADEIDJ), Nuova Generazione Jazz ha l’obiettivo di comunicare, condividere e promuovere la nuova scena jazz italiana a livello nazionale e internazionale. In pratica, seguendo attentamente le complesse dinamiche del mercato musicale, punta a sostenere i talenti emergenti attraverso un programma di concerti nei maggiori festival e jazz club italiani ed europei, facendo circolare la musica dei giovani jazzisti, cercando nuove relazioni, ampliando il bacino di fruizione e di utenti.
Con questi presupposti, dopo aver mantenuto gli impegni anche nel 2020, mediante 30 concerti, di cui due in Europa (il numero dei concerti è stato ridotto a causa dell’emergenza Covid-19), dopo il successo delle edizioni precedenti, che hanno visto alcune delle band e dei musicisti selezionati nel biennio suonare a Toronto, Londra, Reykjavik, Praga, Oslo, Budapest, Stoccolma, Zurigo, Cerkno, Porto e in molti prestigiosi festival italiani, I-Jazz ha rinnovato l’impegno progettuale anche per il 2021, lanciando una call aperta a tutti i soci dell’associazione e agli iscritti di MIdJ per la selezione di sei nuove band, quattro “under 35” e due “under 45” da sostenere e promuovere per tutto l’anno nuovo. Ebbene, fra i vincitori ecco gli “Archipelagos”, il gruppo guidato dalla batterista Francesca Remigi.
Cresciuta in una famiglia di musicisti (è figlia del chitarrista Marcello Remigi e nipote del sassofonista Marino Remigi, già direttore della big-band costituitasi all’interno dell’associazione Mousikè di Gazzaniga), all’età di cinque anni Francesca Remigi decide di seguire le orme dei suoi genitori e inizia a studiare chitarra e batteria, sviluppando un profondo interesse per i ritmi e la composizione. Dopo aver studiato pianoforte classico per cinque anni mentre frequentava un’accademia privata di batteria, Francesca consegue nel 2017 una laurea in batteria jazz presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano, e viene selezionata per un programma Erasmus di un anno nei Paesi Bassi, presso il Maastricht Conservatorium. Nel 2020, non appena si laurea in performance jazz al Conservatorio “Koninklijk” di Bruxelles, sotto la guida del batterista belga Stéphane Galland, Francesca viene premiata con una borsa di studio completa per partecipare al Berklee Global Jazz Institute Master (Boston), diretto dal pianista jazz, vincitore del Grammy Award, Danilo Pérez. Francesca è attualmente attiva come educatrice: tiene masterclass per la Fundación Danilo Pérez (Panama), e insegna batteria per l’École Kalleïs di Bruxelles da un anno.
La sua musica trae influenza dal Progressive rock, dal Free-jazz, dalla musica classica e da quella contemporanea. Soprattutto si ispira agli artisti innovativi di oggi, come Steve Lehman, Henry Threadgill, Jen Shyu, Tyshawn Sorey, Vijay Iyer, …
La vittoria al concorso Nuova Generazione Jazz è arrivata in contemporanea con l’uscita de “Il Labirinto dei Topi”, il singolo che anticipa l’uscita dell’album omonimo, in distribuzione per la Emme Record Label. Un progetto di cui Francesca va molto fiera, perché rispecchia le sue caratteristiche di musicista e compositrice.
L’album rappresenta il risultato di anni di studio e di ricerca identitaria sia da un punto di vista musicale che personale: un biglietto da visita, per iniziare a farsi conoscere nella scena jazz italiana e internazionale. Ovviamente, insieme al suo gruppo, gli “Archipelagos”, un progetto nato a Bruxelles nell’aprile 2019, che vede Francesca in prima linea per sperimentare un nuovo repertorio, costituito da brani ritmicamente complessi e ispirati ai suoi studi nell’ambito della musica carnatica indiana, dove l’improvvisazione gioca un ruolo determinante, e alla ricerca personale di Francesca sui pensieri di Zygmunt Bauman, rappresentati attraverso la musica. Il rigore matematico e ritmico delle composizioni simboleggia la società post-panoptica controllata attraverso il consumo, ed è contrastato dai momenti di radicale improvvisazione libera, a indicare la ribellione agli schemi sociali prestabiliti. Del gruppo, fanno parte, oltre a Francesca remigi (batteria e composizione), Nina Dasika (tromba), Federico Calcagno (clarinetto basso), Simon Groppe (pianoforte), Ramon von Merkenstein (contrabbasso). Nel novembre 2019 si unisce alla band la cantante Claire Parsons, che rivoluziona totalmente le sonorità del gruppo e riporta la musica sul piano dell’umano, sensibilizzando l’ascoltatore tramite testi dall’efficace potere evocativo e dal profondo impegno sociale.
Covid permettendo, il 2021 dovrebbe anche essere l’anno della partenza di Francesca per gli Stati Uniti, per frequentare il master vinto presso il Berklee Global Jazz Institute (Boston). In questi ultimi mesi ha seguito lezioni online con alcuni dei giganti del settore (John Patitucci, Joe Lovano, Danilo Pérez, Kris Davis, Adam Cruz e molti altri), ma la sua speranza rimane quella di riuscire a partire un giorno, e se non sarà per ultimare questo master, vista l’attuale pandemia, magari sarà per un Internship, un Phd o per un’esperienza lavorativa negli States in futuro. L’America, del resto, è sempre stata il suo sogno nel cassetto.

T.P.