Nato 20 maggio 1982, a La Paz, in Bolivia, Pietro Rolando Guerini vive a Vertova e lavora presso la ditta “Man Energie”, a Bergamo, come responsabile acquisti e vendita diretta agli installatori idraulici. Diplomatosi nel 2001 in Elettrotecnica e automazione, presso l’ITIS “Valle Seriana, di Gazzaniga, un anno dopo, nel 2002, si è diplomato in tromba, presso il Conservatorio “G.Donizetti” di Bergamo. Una personalità di spicco nel panorama artistico, in particolare musicale, della Bergamasca, con un percorso formativo di alta qualità, presente in diversi complessi bandistici e formazioni musicali. La redazione di Paese Mio lo intervista come Direttore del Corpo Bandistico Musicale “Antonio Coter” di Colzate, per conoscere la sua figura e la realtà del gruppo che dirige.

Come si è avvicinato alla musica?
Fin da piccolo sono sempre stato attratto dalla musica, soprattutto quella classica, tanto che nel 1990 inizio gli studi di tromba presso la “Scuola allievi” della banda di Colzate, con il maestro Roberto Belotti.

Quali sono state le sue tappe artistiche?
Sin da giovane vengo chiamato a collaborare con varie bande della provincia di Bergamo. Intanto, mi iscrivo al Conservatorio “G.Donizetti” di Bergamo, dove mi diplomo nel 2002, sotto la guida del Maestro Ermes Giussani. Subito dopo, nel 2003, ricevo la famosa “cartolina”, per assolvere gli obblighi di leva: faccio il servizio militare nel corpo degli Alpini, e qui vengo nominato direttore del coro della Brigata Alpina Tridentina, coro che ho il piacere di dirigere e con il quale mi esibisco in alcuni dei teatri più prestigiosi d’Italia, in città come Roma, Palermo, Parma,… Dopo il congedo, divento membro dell’Orchestra Fiati Mousike di Gazzaniga, collaboro con l’Orchestra Gavazzeni e altre orchestre fiati nella zona di Como e canto nel coro Legictimae Suspicionis; per un breve periodo sono anche direttore del Coro Platinum. Un passo importante della mia carriera artistica è la formazione nel 2006 del quintetto di ottoni “Just a Brass Quintet”, ensemble che propone un repertorio di musica che va dal barocco al dixieland, formazione che spesso si avvale di percussioni classiche o dell’ausilio di organo e, ultimamente, di collaborazioni con alcune corali della Media Valle.

Poi, il grande salto, oltreoceano…
Sì, nel 2014, lascio tutto e, tramite il Centro Missionario di Bergamo, parto per La Paz, in Bolivia. Qui, a Munaypata, ad aspettarlo c’è la banda di una scuola, che segue per due anni, sia nella formazione che nello studio della musica, riuscendo a portare quattro ragazziad iscriversi al conservatorio. Nel 2016, nel mio secondo viaggio in Bolivia per altri progetti, ho la fortuna di collaborare, come prima tromba, con la “Orquesta Sinfonìca Nacional de Bolivia” e la “Orquesta de la Universidad Privada de Bolivia”; e, come docente, invitato con la banda del “Conservatorio del Estado Plurinacional de Bolivia”.

Da quando è direttore del Corpo Bandistico Musicale di Colzate?
Il rientro in Italia coincide con la prematura scomparsa del maestro e amico Antonio Coter. A seguito di questo evento, il Consiglio Direttivo mi nomina alla direzione del Corpo Bandistico che, nel 2017, cambia denominazione, intitolata ora al Maestro Antonio Coter.

E’ lunga la storia della banda di Colzate…
Sì, quest’anno compie 100 anni, essendo stata fondata nel 1910 per merito del compianto ed indimenticabile Maestro Battista Paganessi. Allora, era chiamata “fanfara”, perché composta da solo otto elementi, tutti ottoni. Dopo il secondo dopoguerra, il sodalizio si ricompone, non più come fanfara, ma come Corpo Musicale e alla sua guida si avvicendano parecchi maestri: Battista Paganessi, Giovanni Tura, Carlo Nosari, Tarcisio Lanfranchi e Don Angelo Covelli. Nel 1959, il complesso si sciogli, ma nel 1968 si ricompone di nuovo. Alla direzione, Natale Poletti, Mario Adami, Alberto Toti, Antonio Coter; e ora il sottoscritto.

Come si trova come direttore?
E’ il quarto anno che faccio il direttore, e posso dire che si è formato un gruppo molto coeso, che ci porta a suonare brani anche di un certo livello e, come mi piace pensare, ci ha fatto amare un po’ di più la musica. Il cuore della banda è il consiglio direttivo, formato da bandisti e da appassionati alla banda, persone che dietro le quinte si muovono, decidono, propongono: senza di loro molte novità non ci sarebbero; la saggezza dei “vecchi” spesso serve a moderare le idee vulcaniche dei giovani, ma credetemi che funziona anche al contrario, con i giovani che smuovono i “vecchi”, tanto da portarli al passo con i tempi, quelli di facebookì, instagram, dirette youtube dei concerti, formazione di un corso allievi ben strutturato, rifacimento dell’archivio, inventario degli strumenti, lavori di manutenzione della scuola banda,… Grande è la partecipazione dei bandisti anche a queste attività “extra-banda”, ma anche alle prove e ai vari servizi (circa 20 all’anno): difficile immaginare, a Colzate, una processione o un evento senza la banda; e, ovviamente, la sua partecipazione ai due concerti annuali è d’obbligo: è vietato mancare.

Quando fate le prove?
Sempre al venerdì, dalle 20.30 alle 22.30. In tutto siamo 55 elementi. Per il prossimo 9 maggio, Concerto della Madonnina, stiamo preparando un bel programma, perché c’è da festeggiare i 110 anni della nostra banda e anche il 100° anniversario della parrocchia di Colzate: quindi, avremo brani che vanno dal sinfonico al sacro e all’originale per banda; inoltre, ricorrono i 250 anni della nascita di Beethoven, quindi…

Quali sono i sogni nel cassetto?
Difficile da dire, ci sono tante idee, sicuramente la principale è di migliorarsi sempre di più.

Ti.Pi.