di Paolo Salamoni
Dopo venti mesi di impegno civico nell’attuale Consiglio Comunale, Fabio Gualandris, capogruppo della lista civica “Gente Comune”, esasperato da un sistema malato e falso, ha spedito via mail domenica 1 marzo le proprie dimissioni annunciante nell’ultimo Consiglio Comunale di lunedì 23 febbraio scorso. Il posto vacante verrà ricoperto dal figlio Luca, primo in graduatoria della lista civica Gente Comune. Di seguito il Suo discorso di commiato dove non mancano le frecciatine (neanche tanto velate) a destra e a sinistra
“Lottare da liberi e con tenerezza per ciò in cui si crede, non ha prezzo.
Innanzitutto mi scuso per le mie assenze agli ultimi Consigli, Commissioni incluse.
Oltre agli impegni lavorativi che da novembre a Natale mettono pressione, c’è stato anche un forte ripensamento alla ricerca di un senso a questo mio impegno in Consiglio comunale.
Ho ripercorso così i quasi venti mesi dal suo insediamento, analizzando alcune dinamiche che mi hanno coinvolto.
Ho apprezzato il rispetto che molti di voi mi hanno manifestato.
Ho apprezzato il riconoscimento con l’incarico affidatomi di Presidente della commissione alla Persona, certamente la prima commissione consiliare, nei tempi dell’elezione diretta del sindaco, affidata a un consigliere di minoranza.
Per questo ringrazio il consigliere Lorenzo Bertacchi per avermelo chiesto, la Consigliera con delega al Turismo Patrizia Azzola per aver presentato la mia candidatura, i commissari che all’unanimità mi hanno eletto.
Tuttavia, ci sono diverse situazioni che mi imbarazzano e preoccupano, che riguardano sia la maggioranza che l’opposizione.
Mi dispiace quando le mezze verità e le ideologie faticano a sradicarsi.
Mi dispiace quando si usano le persone.
Mi dispiace quando si parla di “Albino attrattiva”, forse anche un po’ ossessionati da Nembro rinato sulle ceneri della pandemia; ogni giorno infatti mi confronto con fragilità, miserie e indecoro urbano… ho diversi riscontri delle situazioni, diretti e indiretti.
Mi scandalizzo quando con mozioni, interpellanze, richieste di accesso agli atti si opera su commissione di un Innominato imprenditore privato (il cui nome appare nei metadati di alcuni file); tutti atti relativi ad ambiti di interesse dello stesso, non per il bene comune di cui spesso ci si riempie la bocca a sproposito.
Questo mio pensiero preoccupato lo comunicai via mail in data 9 giugno 2025 ai membri della Giunta e ai Consiglieri delegati. Da allora un solo riscontro informale, casuale e personale… “Ne siamo a conoscenza” mi si disse.
Ma tutti qui ne siamo a conoscenza!
E che dire della nostra mozione “L’Università ad Albino”? Discussa in Consiglio comunale il 25 novembre 2024, ma finita nel dimenticatoio…
Mozione approvata all’unanimità… ma se non c’è volontà politica ogni possibile idea o progetto si arena o non si apre nemmeno un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i potenziali soggetti interessati, in questo caso… scuole, aziende, enti, università, territorio.
Spero non valga lo stesso per i due incontri promossi dalle Acli albinesi che hanno aperto prospettive interessanti sull’abitare ad Albino.
Sono forse un ingenuo sognatore? Può darsi, ma concreto… proprio perché gran parte delle intuizioni che nel tempo ho maturato, le ho seguite e fatto il possibile per realizzarle, a volte riuscendoci, altre no.
Ma chi non risica non rosica.
Inoltre, mi scandalizzo quando si mette in moto la macchina del fango che a starci anche solo vicino ci si sporca… e magari si confonde il servizio con una semplice cadrega nel Cda di Fondazione Honegger, e allora è ancora tutto più triste.
Tutto questo farmi male lo devo alla sciagurata idea che ho ritenuto necessaria per portare una provocazione costruttiva che mettesse al centro le persone in una specie di disobbedienza all’ovvio.
Come gruppo “Gente comune” abbiamo una responsabilità, in particolare nei confronti del 13,63 % degli elettori albinesi che solo sulla fiducia ci hanno dato il loro voto e che qui ho cercato di rappresentare…
Tutto questo nonostante, personalmente, non abbia chiesto il voto a nessuno, nemmeno ai miei familiari e amici.
Ho 64 anni e a questa età ma da sempre, non sono disposto a farmi prendere in giro.
Cerco di essere cortese e aperto al dialogo personale, ma l’utile stolto per interessi subdoli no!
A me non interessa la destra, non interessa la sinistra, non interessa l’arrivismo, non interessa l’attivismo, non interessa il protagonismo, non inseguo l’affare, non inseguo il potere, combatto l’ideologia e non mi curo del presunto tappeto rosso ai miei piedi. A me invece, sono Albino e la sua gente che stanno a cuore… e molto.
Nell’agire cerco di mettere attenzione a non seguire quanti considero cattivi maestri, che purtroppo sono ovunque. Confido invece in un buon Maestro, quello con la emme maiuscola.
Fino a qui ho parlato di parte delle questioni che mi riguardano direttamente, ma facendo un’analisi generale vedo una situazione drammatica.
Il centro destra locale, essendo Albino un Comune sopra i 15 mila abitanti, deve sottostare alle direttive della coalizione addirittura a livello nazionale che sceglie a quale partito affidare la candidatura a sindaco…
…ad Albino diciamo che è andata bene con l’avallo del nostro attuale sindaco, ma per altri Comuni bergamaschi non è stato così.
Poi però, nella formazione del governo del territorio, l’eletto ha dovuto fare i conti in particolare con una Forza inattesa e forse non desiderata, ma pretenziosa, che ha portato, per accontentare un po’ tutte le parti, allo smembramento di un assessorato con un assessorato alla pubblica istruzione e tre deleghe a cultura, turismo e ci metterei anche biblioteca.
La cultura, come i giovani – temi strategici e trasversali su tutta l’azione amministrativa, che segnano lo spessore complessivo di un’amministrazione e ne tracciano la linea – ritengo siano stati umiliati. La cultura, che dovrebbe guardare con lungimiranza al futuro. Talvolta purtroppo, a livello di grandi e piccoli sistemi, viene usata strumentalmente a scopo elettorale per ritorni di consenso: vedasi battaglie sui diritti che spesso non considerano che il diritto principe da tutelare riguarda sempre il più debole e fragile, come quello fondamentale alla vita ad esempio, tanto che ci troviamo in un inverno demografico con più cani che bambini, indice di una civiltà agonizzante, la nostra…
… e poi, dei doveri, chi parla?
Abbiamo visto anche in questo scorcio di 2026, che una forza politica locale, più esterna che interna all’amministrazione, ne mina la stabilità… forse perché non ha avuto quanto voleva?
Anche a sinistra ritengo la situazione drammatica: vive il paradosso morale di due partiti tuttora presenti sul territorio albinese che da 22 anni non si presentano alle elezioni, eppure ci sono. Ritengo questo celarsi con una civicità tonale – da rossa a gialla passando per l’arancio – non sia rispettosa né per chi ci mette la faccia, tanto più per l’elettore. Questo motivo, sottolineato più volte, sta alla base della trasparenza; per questo ho sempre scelto un certo isolamento restando refrattario a tali forze, certamente non per le pur rispettabili persone che ne fanno parte.
Gente comune continuerà su questa linea.
Insomma, non vogliamo essere strumento a favore di nessuna organizzazione politica di parte, perché quando smette di piovere, l’ombrello diventa un peso per tutti… e poi finisce la lealtà quando finiscono i vantaggi. Alcune situazioni non sono leali a te, sono leali al bisogno che hanno di te. E quando cambia il loro bisogno, cambia anche la loro lealtà.
Sono tutte cose che abbiamo detto anche in campagna elettorale, restiamo fedeli a quanto detto, non ci vogliamo perdere nelle virgole e nei numeri, che si dimenticano, restiamo coerenti a una linea che è lo scopo per cui siamo nati.
Tutti gli inganni hanno una crepa e grazie a quella crepa entra luce. Passa il tempo e la crepa si fa sempre più grande e diventa una necessità uscire dal percepito inganno… e svelarlo.
Questo è il mio ultimo intervento qui, ma l’impegno di Gente comune per un Comune libero dai partiti, visibili e celati, continua. Nei prossimi giorni presenterò le mie dimissioni, successivamente avverrà la mia sostituzione secondo graduatoria di lista nei modi previsti dal regolamento… per continuare a portare il fuoco nel cuore.
Scusatemi per quanto ho detto, ma nel lasciare ho voluto motivare ed esprimere quanto a me fa male, al morale e alla salute; in particolare perché mi sento impotente affinché le cose prendano una piega migliore: questo è il mio ultimo sforzo affinché ciò avvenga… ma non vorrei generalizzare perché qui, oltre a conoscenze competenti, c’è ancora tanto di buono da conservare.
In fondo, siamo tutti vittime di sistemi più grandi, ma lottare da liberi e con tenerezza per ciò in cui si crede, non ha prezzo.
Grazie per avermi ascoltato e… viva la gente!”









